Caro Direttore,
con piacere ho aderito all’invito ad assistere al convegno organizzato da Odontoiatria 33 “ Odontoiatria 4.0, meno titolare o più dentista?”.Se il titolo fosse stato declinato a domanda, per quanto mi riguarda, avrei risposto che per me la tendenza sarà verosimilmente sempre “ più dentista”. Questa posizione scaturisce inevitabilmente dal mio significativo retaggio in ambito politico sindacale e nello specifico di Coordinatore del Servizio Studi ANDI, che per molti anni ha contribuito ad organizzare il tanto citato Workshop di Cernobbio, durante il quale veniva, con cadenza biennale, presentata l’analisi congiunturale della Professione.
Inoltre il mio pensiero è fortemente influenzato dall’esperienza, oramai pluriennale, di Docenza a contratto presso il Corso di Laurea Magistrale al San Raffaele, esperienza che mi ha consentito e continua a farlo, di interrogare gli studenti, rispetto alle proprie aspettative professionali.
Tutto ciò per rimarcare che il mio punto di vista, non è tanto un sentiment autoreferenziale, ma bensì è supportato doverosamente da approfondite analisi.Ho ascoltato con molta attenzione l’esito dell’indagine promossa dal Collegio dei Docenti ed affidata Key-Stone con il supporto di Almalaurea, rispetto all’orientamento professionale degli studenti e dei neo laureati di tutte le Facoltà di Odontoiatria del Paese (anche il Servizio Studi ANDI lo fece ai tempi della Presidenza del Collegio affidata alla Prof.ssa Antonella Polimeni).
Ho altresì ascoltato l’esito dell’indagine promossa sui dentisti italiani volontariamente aderenti all’iniziativa, ovviamente con campionatura significativa promossa da Odontoiatria33.
Non voglio dilungarmi su aspetti metodologici di indagine. Mi limito a sottolineare che a mio avviso, per avere un orientamento complessivo dei Professionisti rispetto al tema del Convegno è molto importante conoscere si il pensiero dei futuri dentisti, ma contemperato dall’esperienza di chi la Professione la mastica da anni ed inoltre più che una fotografia dell’esistente, è opportuno un ”filmato tendenziale dell’orientamento professionale spalmato su più’ annualità d’indagine”, in un’epoca dove tutto si modifica velocemente. Giovani e meno giovani si chiedono perché’ i loro coetanei che hanno scelto qualsiasi altra disciplina medica, indossino la mattina il camice e si occupino esclusivamente di Clinica.
Una volta la Professione Odontoiatrica, forse anche perché innegabilmente remunerativa, era attrattiva per i propri contenuti clinici appunto, ma anche imprenditoriali, organizzativi, artigianali ecc.
Ora troppo soffocanti gli adempimenti burocratici, i costi gestionali, la carenza di un adeguato welfare di supporto e quant’altro ruota intorno al funzionamento dello studio dentistico moderno.
E in cambio di cosa?Se inoltre pensiamo che i futuri dentisti sono giovani appartenenti di una società profondamente mutata nei costumi e nelle abitudini, con paradigmi di vita ben diversi dalle precedenti generazioni, dove il guadagno per esempio, non è più il mantra necessariamente inseguito, è facile evincere che nel futuro la figura del collaboratore di studio avrà un ruolo significativo.
Insomma, per tornare al titolo del Convegno, un po’ più dentista che titolare. Una possibile via d’uscita che contemperi quando sopra scritto? Forse STP o ancora meglio lo sviluppo di Studi Associati con diversi dentisti che condividano il peso delle responsabilità professionali.Per quanto riguarda il secondo aspetto del convegno e cioè “mutamento della domanda ed evoluzione dell’offerta”, molto altro si dovrebbe argomentare nel contesto di un impoverimento di quella middle class che da sempre è stata la spina dorsale della nostra pazientela, nel contesto di una trasformazione antropologica della società, anche in termini di scelta di spesa e di consumi, oltre che di valori.
E poi la denatalità, l’allungamento della vita media, il viraggio della patologia anche grazie al momento preventivo, la femminilizzazione della Professione (al proposito, condivido la scelta della giovane Collega di Reggo Calabria di dedicarsi alla Conservativa come disciplina Professionale).Fondi Integrativi come via d’uscita?
Difficilissimo, anche a causa di permanenti vincoli legislativi e comunque, a mio parere, senza dover intaccare i Valori fondamentali che ancora ci rendono davvero Liberi Professionisti.
Marketing, Pubblicità?
Condivido l’affermazione del Presidente Nazionale CaO Raffaele Iandolo quando ha denunciato il perseverare della latitanza di una reale volontà politica di tutelare il cittadino Italiano del sacrosanto diritto anche di una salute orale, contestualizzata in un Ben Essere complessivo, irrinunciabile diritto di tutti nell’ambito di una società moderna, anche attraverso la Professione privatistica, che tanto ha fatto in questi decenni per colmare questa lacuna.
Dott. Roberto Callioni, già presidente nazionale ANDI, vice presidente Confprofessioni e membro Consiglio Superiore Sanità
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