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18 Dicembre 2019

Albo Odontoiatri autonomo oppure Ordine Odontoiatri?

Il presidente CAO Cuneo in vista della stesura del nuovo regolamento e satuto della FNOMCeO pone alcune considerazioni sul futuro della Casa comune di medici e dentisti 


Egregio direttore, 

il vedermi citato nel  resoconto dei lavori svoltisi a Roma in occasione dell’Assemblea dei Presidenti CAO mi spinge a fare alcune considerazioni, che per ovvie ragioni di sintesi non possono trovare spazio nel suo articolo. La legge attualmente vigente (Lorenzin) contiene  al suo interno numerose novità riguardanti le competenza, le prerogative  e gli organi degli ordini professionali, e prevede che le regole di convivenza  in quegli Ordini dove coesistono più Albi, come quello dei Medici e degli Odontoiatri, siano stabilite da appositi Statuti e Regolamenti. La Federazione degli Ordini Medici ed Odontoiatri sta completando il percorso di definizione di detti Statuti, e una bozza è stata presentata nello scorso fine settimana  a Roma durante l'assemblea .  

La discussione che ne è derivata ha senz’altro rappresentato il momento politicamente più alto dei lavori assembleari, poiché è riemersa prepotentemente  la questione se sia o no opportuno per gli odontoiatri  fondare un Ordine autonomo, o se sia possibile trovare regole di convivenza condivise con l'albo medici. Questo è il vero lascito  delle recentissime sentenze emanate dal consiglio di Stato, che affermano inequivocabilmente la piena autonomia decisionale dei presidenti di Albo per le questioni che riguardano la professione di cui sono rappresentanti. Un concetto ben delineato, che meritava la giusta attenzione e che nella prima parte dei lavori assembleari non sembrava essere stato colto appieno, con incertezze interpretative di alcuni e timori di altri, forse non ancora ben consci delle ripercussioni di dette sentenze e come in attesa di suggerimenti.

Questa circostanza mi ha spinto a essere promotore , con il supporto di numerosi colleghi, di una mozione assembleare che ha impegnato  formalmente la CAO nazionale a farsi interprete di tali sentenze al momento della stesura degli statuti e regolamenti della federazione, affinchè tali principi siano pienamente accolti. All'interno di una casa comune, le regole di convivenza dei coinquilini necessitano dell'assenso di entrambi per poter funzionare correttamente, e questo è il momento in cui tali regole si stanno definendo. L'assemblea ha chiesto per la categoria di essere totalmente partecipe alla scrittura di queste regole e alla loro approvazione finale. Un mandato chiaro e forte ai propri rappresentanti  permette di avanzare tutte quelle istanze che consentono una corretta applicazione del principio di rappresentanza esponenziale contenuto nella legge.  

E’ necessaria una inequivocabile attribuzione  di compiti e competenze, riconoscendo non solo formalmente ma anche sostanzialmente  la piena rappresentanza. Le questioni riguardanti la professione odontoiatrica non possono e non devono essere sottoposte al vaglio di altri, e vale lo stesso per le questioni riguardanti la professione medica.

La casa è comune, ma gli interessi e i problemi sono diversi e vanno affrontati con approcci diversi. Piena dignità per entrambi e  piena rappresentatività permetteranno a tutti di svolgere correttamente il proprio compito, tutelare la salute pubblica senza condizionamenti.  Sono particolarmente fiero dei miei colleghi, che riconoscendone l’attualità e lo spirito hanno appoggiato la mia mozione votandola all’unanimità affermando con la potenza del messaggio la volontà dell'Assemblea dei presidenti CAO di affidare un mandato preciso alla CAO nazionale,  con l’intenzionale volontà di rafforzare  la sua azione di rappresentanza delle richieste della categoria, non per richiedere concessioni ma per affermare diritti. 

Gian Paolo Damilano, presidente CAO Cuneo

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