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27 Marzo 2020

''Siamo tutti sulla stessa barca, anche con la moratoria sui leasing''

Quaranta (ANCAD): facciamo fronte comune a cominciare dal rispettare i pagamenti ai fornitori, altrimenti il rischio è che salti l’intera filiera


Mai come oggi le mie devono essere parole concrete per evitare da subito un'errata interpretazione estensiva del decreto "Cura Italia" che prevede, per l'appunto, una moratoria sui contratti di locazione finanziaria ed operativa (leasing e renting) sui prestiti e sulle linee di credito, ma che non dice da nessuna parte, nemmeno tra le righe, di non pagare i fornitori.  

Perchè tutti sono ben consci che si debba far di tutto per evitare il grosso rischio che salti l'intera filiera nel dentale. Gli strumenti messi in campo nel "Cura Italia" vanno tutti applicati in toto da tutti noi nel dentale, senza indugi e senza perdite di tempo, ma non si devono percorrere scorciatoie non previste che porterebbero solo a creare ulteriori problemi, a sè stessi per il debito creato, oltre che al dentale. 

E' evidente che ci possano anche essere dei problemi, e lo riconosciamo tutti a qualsiasi livello della filiera ci si ponga, ma bisogna essere corretti e trasparenti con il fornitore ed aprire con lui un dialogo preventivo per concordare, quando ciò dovesse veramente servire, un serio piano di rientro saldando subito il pagabile. 

Sicuramente, oltre ad essere corretti ed a contribuire così a salvaguardare il sistema del dentale in Italia, per la parte che ci compete, si eviterà di incorrere nei pesanti riflessi che si andranno inevitabilmente a subire semplicemente  non onorando, per esempio, il pagamento di una ricevuta bancaria in scadenza a fine Marzo, perchè così è previsto dagli accordi di Basilea III le cui linee guida le banche continuano ad applicare, visto che il decreto "Cura Italia" non ne ha potuto sospendere gli effetti. 

Ben altri sono i protocolli strategici e tattici che ognuno di noi deve predisporre per affrontare la riapertura degli studi, dei laboratori, dei depositi e delle fabbriche non appena finirà questo maledetto lock down ed a  questo dobbiamo già intensamente lavorare sin da ora, indipendentemente dal livello che si occupa all'interno della filiera, perchè bisogna evitare a tutti i costi che anche il contagio economico diventi pandemia economica per il settore, emulando malamente quanto di deleterio abbiamo già visto sul fronte sanitario nazionale.  

Tutti ci siamo sentiti soli, oltre agli operatori - sanitari e non - che si sono prodigati  per la nostra salute, ai quali vanno i nostri ringraziamenti incondizionati, ma riconosceremo il loro sacrifico se contribuiremo a rimettere in piedi, anche per loro,  il paese Italia ed  mettere in pratica, per quello che ci compete e in base alle circostanze,  gli insegnamenti positivi che questo terribile periodo ci ha insegnato: e qui parlo a tutte le Associazioni, che sono fatte in primis da uomini. 

E' da più di tre settimane che mi batto a livello europeo per ottenere una proroga dell'entrata in vigore del nuovo MDR 745/2017 che ora, finalmente potrebbe entrare in vigore il prossimo 25 Maggio o slittare di un anno, ma mi sono sentito solo e inascoltato sino a quando il disastro italiano è sfociato in pandemia. Perchè solo allora in tutta Europa è cambiata la musica.

E' triste ammetterlo, ma così sono andate le cose.  Ecco allora che dico che, almeno in Italia, non dobbiamo più solo dirci che andrà bene, ma dobbiamo attivarci perchè questo accada e le Associazioni devono incominciare a parlare all'unisono, per lo meno sugli argomenti di comune interesse del settore.  

I pagamenti sono un argomento di comune interesse di tutto il settore e, se non vogliamo che salti il sistema per tutti, dobbiamo parlare la stessa lingua, all'unisono, per tutti anche e, se non urbi et orbi, quanto meno erga omnes. 

Andrà tutto bene se, finalmente, agiremo tutti insieme per il bene del comparto.  

Maurizio Quaranta: Consigliere ANCAD e ADDE 

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