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18 Luglio 2025

Dall’estetica facciale al sorriso: i nuovi trend

L’AAFPRS ha pubblicato i risultati del sondaggio annuale 2024, mettendo in luce trend in evoluzione nel settore estetico che interessano anche il mondo odontoiatrico


medicina estetica

La bellezza del volto non è mai stata così centrale, ma oggi, più che mai, non si tratta solo di zigomi scolpiti o pelle levigata: è il viso nella sua totalità — compresa la bocca e il sorriso — a dettare nuove regole estetiche e funzionali. Questo è quanto emerge dal sondaggio annuale 2024 dell’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery (AAFPRS) la più grande associazione mondiale di chirurghi plastici facciali, un report che fotografa le tendenze più recenti in chirurgia e medicina estetica facciale.

Stando a quanto pubblica AAFPRS, ciò che accade nella zona medio-facciale e mandibolare è sempre più influenzato da richieste estetiche che vanno ben oltre la semplice ortodonzia o implantologia.

Ozempic Face: quando la bellezza dimagrisce troppo

Il termine "Ozempic Face" è diventato ormai parte del lessico medico-estetico. Si tratta dell’effetto collaterale più visibile legato all’uso crescente dei farmaci originariamente sviluppati per il trattamento del diabete ma oggi sempre più usati per la perdita di peso. La rapida riduzione del grasso corporeo, e facciale, porta a un volto visibilmente scavato, con cedimenti dei tessuti molli e perdita di tonicità. Secondo l’indagine AAFPRS, la metà dei chirurghi plastici ha osservato un netto aumento delle richieste di “fat grafting”, ossia di innesti di grasso autologo, per ripristinare volumi persi. I pazienti in forte dimagrimento, viene fatto notare, possono presentare recessioni gengivali, cambiamenti nel profilo facciale e variazioni ossee a livello mascellare. Inoltre, il volto svuotato può alterare la percezione estetica del sorriso, rendendolo "sporgente" o disarmonico. Una valutazione congiunta tra dentista ed estetista facciale può fare la differenza nel proporre soluzioni realmente armoniche e funzionali.

Sempre più lifting, ma sempre più giovani

Un’altra tendenza significativa rilevata dal sondaggio è la crescita degli interventi di lifting facciale, ma con una novità: l’età media dei pazienti si sta abbassando sensibilmente. Rispetto all’anno precedente, è aumentata la percentuale di persone tra i 35 e i 55 anni che si rivolgono al chirurgo per affrontare segni precoci dell’invecchiamento. Il 90% dei chirurghi plastici facciali intervistati esegue regolarmente lifting completi o parziali, e il 67% prevede che la fascia d’età continuerà ad abbassarsi. Per l’odontoiatra che si occupa di medicina estatica, questo si traduce in pazienti più esigenti dal punto di vista estetico e più attenti all’armonia complessiva del volto. Interventi come i lifting possono modificare l’angolo mandibolare, l’occlusione apparente o l’esposizione dei denti a riposo e in sorriso. Conoscere questi effetti collaterali — o collaterali positivi — permette una pianificazione più precisa anche dei trattamenti odontoiatrici.

Trattamenti “soft” al potere: filler e botox guidano il cambiamento

Il report sottolinea come il vero boom sia nei trattamenti non chirurgici, che ormai rappresentano l’80% degli interventi estetici eseguiti. I più richiesti? Neurotossine (come il botox) e filler dermici. Il 90% dei chirurghi facciali li somministra regolarmente. Un dato rilevante anche per il mondo odontoiatrico, dove botox e filler stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante: dalla gestione del sorriso gengivale al trattamento del bruxismo, fino alla ridefinizione delle labbra e dei tessuti periorali.

Menopausa e volto: una nuova frontiera per l’estetica femminile

Il 28% degli specialisti AAFPRS ha notato un aumento di richieste estetiche da parte di donne in menopausa. Il calo degli estrogeni accelera il processo di invecchiamento cutaneo, con perdita di collagene, secchezza e rilassamento dei tessuti. La risposta medica? Filler biostimolanti e trattamenti rigenerativi che agiscono "da dentro". Dal punto di vista dentale, questi cambiamenti ormonali hanno un impatto diretto sulla salute orale: aumento del rischio parodontale, riduzione della densità ossea, alterazioni nelle mucose. Intervenire in modo coordinato con medici estetici e ginecologi può migliorare la salute sistemica e il benessere estetico della paziente.

Anche l’uomo vuole il suo lifting

La chirurgia estetica non è più (solo) un affare femminile, rilevano i ricercatori. Il 92% degli intervistati ha riscontrato un aumento significativo delle richieste maschili, soprattutto per blefaroplastica, rinoplastica e mini lifting. Anche i trattamenti non invasivi, come tossine e filler, sono sempre più gettonati dagli uomini e in questo la componente del sorriso è fondamentale. Ne consegue un aumento della domanda di sbiancamenti, faccette e trattamenti estetici su denti anteriori, con richieste sempre più personalizzate.

Il futuro è rigenerativo (e interdisciplinare)

La medicina rigenerativa sarà, secondo oltre la metà degli specialisti AAFPRS, la vera protagonista del futuro estetico. Trattamenti con PRP, esosomi e cellule staminali sono già in uso e promettono risultati più duraturi e naturali. Un terreno, questo, ben noto anche ai dentisti, soprattutto a chi si occupa di chirurgia implantare o parodontologia. L’interazione tra rigenerazione tissutale facciale e orale apre nuovi scenari: dalla stimolazione del collagene periorale alla sinergia tra lifting e rigenerazione ossea alveolare.

AAFPRS sottolinea come, in un’epoca in cui estetica, benessere e funzione si intrecciano, la collaborazione tra professionisti è più importante che mai. Comprendere i trend estetici, dicono, significa rispondere meglio alle aspettative dei pazienti, evitare approcci isolati e contribuire, con le proprie competenze, a un volto non solo bello, ma anche sano e coerente in ogni sua parte.

Nota: immagine generata da IA

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