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08 Luglio 2026

Scuole di specializzazione odontoiatriche, il Collegio dei Docenti chiede un intervento urgente

Lo Muzio: subito il Decreto per la distribuzione dei posti, a rischio non solo la formazione degli specializzandi ma l’assistenza fornita ai cittadini


Lomuzio

L'immediata emanazione del DPCM che deve ripartire le risorse destinate alle borse di studio degli specializzandi di area sanitaria non medica, la contestuale assegnazione dei fondi alle università e una programmazione stabile della formazione specialistica per gli anni futuri. Sono queste le richieste avanzate dal Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Odontostomatologiche e dai Direttori delle Scuole di Specializzazione in Chirurgia orale, Ortognatodonzia e Odontoiatria Pediatrica in una lettera indirizzata ai Ministri dell'Università, della Salute e dell'Economia a firma del presidente del Presidente del Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Odontostomatologiche prof. Lorenzo Lo Muzio (nella foto).

Alla base dell'iniziativa c'è il forte ritardo nell'attivazione delle Scuole di Specializzazione odontoiatriche per l'anno accademico 2025/2026. A oltre sei mesi dall'avvio delle procedure concorsuali, infatti, non è stato ancora emanato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto dall'articolo 8, comma 1-bis della legge 401/2000, atto indispensabile per distribuire tra gli Atenei le risorse necessarie a finanziare le borse di studio degli specializzandi. Pur avendo pubblicato i bandi e completato le procedure previste, le università si trovano quindi a operare in una situazione di incertezza amministrativa e finanziaria che rende difficile programmare e avviare regolarmente i percorsi formativi. 

Le conseguenze non riguardano soltanto gli specializzandi, viene ricordato nella nota. Le Scuole di Specializzazione odontoiatriche rappresentano infatti un elemento fondamentale dell'organizzazione universitaria e assistenziale. Gli specializzandi contribuiscono alle attività cliniche delle strutture universitarie integrate con il Servizio Sanitario Nazionale, partecipano all'erogazione delle prestazioni odontoiatriche comprese nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), affiancano la formazione degli studenti dei corsi di laurea e supportano i programmi di odontoiatria sociale dedicati ai pazienti fragili. Un ritardo nell'attivazione delle scuole, viene sottolineato, rischia pertanto di avere ripercussioni non solo sulla formazione dei futuri specialisti, ma anche sulla capacità operativa delle strutture assistenziali universitarie. 

Sui rischi della mancata riforma che comprometterebbe l'attivazione delle Scuole di Specializzazione odontoiatriche, la programmazione del fabbisogno nazionale e il futuro stesso dell'assistenza specialistica, si era espressa anche FNOMCeO e la CAO nazionale. “A tale autorevole presa di posizione, proveniente dall'Ente pubblico sussidiario dello Stato che rappresenta l'intera professione medica e odontoiatrica italiana, non risulta essere stato fornito alcun riscontro istituzionale”, ricorda il presidente Lo Muzio.

A preoccupare ulteriormente il mondo accademico sono le indiscrezioni che circolano da settimane su una possibile riduzione del numero delle borse finanziabili. Secondo il Collegio, una simile decisione sarebbe difficile da conciliare con il fabbisogno di specialisti espresso dalle Regioni e con gli obiettivi della normativa che ha introdotto e finanziato in modo stabile le borse per le professioni sanitarie non mediche. Una diminuzione dei posti disponibili potrebbe infatti compromettere il ricambio generazionale nelle discipline odontoiatriche e ridurre l'attività clinica e formativa svolta dalle strutture universitarie. 

Nel documento, il Collegio sottolinea inoltre che il problema non può più essere considerato un semplice ritardo burocratico. Le Università hanno già adempiuto ai propri obblighi, programmando l'offerta formativa, pubblicando i bandi e portando a termine le procedure concorsuali. La mancata emanazione del Dpcm, sostengono i firmatari, rischia invece di impedire la piena attuazione di una riforma già approvata dal Parlamento e dotata delle necessarie coperture finanziarie. 

Nella nota il presidente Lorenzo Lo Muzio, richiama con forza la necessità di superare una situazione che si trascina ormai da mesi. “La formazione specialistica non può essere governata attraverso ritardi amministrativi, comunicazioni interlocutorie o indiscrezioni prive di riscontro ufficiale”, scrive il presidente del Collegio. Lo Muzio ricorda inoltre che la formazione degli specialisti rappresenta una funzione strategica per il Paese, direttamente collegata alla tutela del diritto alla salute. Per questo motivo, fa notare nella nota, “l'assenza del DPCM previsto dall'articolo 8, comma 1-bis, della Legge n. 401/2000 non rappresenta più un semplice ritardo amministrativo, ma determina, di fatto, la mancata piena attuazione di una disposizione legislativa vigente e finanziata”. 

Da qui la richiesta rivolta ai Ministeri interessati di procedere con urgenza alla pubblicazione del decreto, all'assegnazione delle risorse agli atenei, alla comunicazione trasparente del numero delle borse finanziate e alla definizione di una programmazione certa per i prossimi anni accademici. Un intervento ritenuto indispensabile per garantire la continuità della formazione specialistica odontoiatrica, la funzionalità delle strutture universitarie e la risposta ai bisogni assistenziali dei cittadini.


Le richieste del Collegio


Nella lettera il Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Odontostomatologiche chiede una serie di interventi immediati per superare l'attuale fase di stallo:

  • L'immediata adozione e pubblicazione del DPCM previsto dall'articolo 8, comma 1-bis della Legge 401/2000 per l'anno accademico 2025/2026. 
  • La contestuale assegnazione delle risorse alle Università, affinché possano essere attivate concretamente le scuole di specializzazione e rese disponibili le borse di studio. 
  • La tempestiva comunicazione del numero delle borse finanziate e dei criteri adottati per la loro determinazione, nel rispetto dei principi di trasparenza e pubblicità dell'azione amministrativa. 
  • La conferma, per l'anno accademico 2026/2027, di un contingente di borse coerente con il fabbisogno nazionale di specialisti, con la programmazione del Servizio sanitario nazionale e con gli obiettivi della riforma approvata dal Parlamento. 
  • La garanzia, per gli anni successivi, di una programmazione stabile, prevedibile e tempestiva delle scuole di specializzazione di area sanitaria non medica, evitando il ripetersi dei ritardi che stanno caratterizzando l'anno accademico 2025/2026.

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