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20 Marzo 2018

Trattamento chirurgico per grave caso di parodontite cronica

Caso clinico vincitore del premio Vogel

Dott.ssa Maria Di Martino

La Società italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) durante il XX Congresso Nazionale tenutosi a Rimini il 14-17 Marzo 2018, ha premiato come vincitore del Premio Vogel per il miglior caso clinico la dott.ssa Maria Di Martino, giovane parodontologa del team del prof Massimo De Sanctis, Titolare della Cattedra di Parodontologia dell’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano.

Il caso clinico riguarda una donna di 34 anni che nel 2013 presentava un problema di parodontite cronica localizzata severa a livello degli incisivi #11-12 interessati da un difetto infraosseo profondo tipo cratere, esteso oltre i due terzi della lunghezza radicolare di entrambi gli elementi dentari. Si tratta dell’esito di un processo infiammatorio intercettato da circa 10 anni dal suo ortodontista e mai trattato con alcun terapia.

La prognosi degli elementi è dubbia, l’estetica del sorriso compromessa sia dalla presenza di una papilla negativa ed una importante recessione vestibolare dei due incisivi che da una eruzione passiva alterata dei restanti elementi del sestante frontale mascellare.

La terapia ha previsto un accurato e selettivo trattamento non chirurgico al fine di ridurre l’infiammazione dei tessuti parodontali e prepararli ad una terapia rigenerativa del sito #11-12 secondo l’approccio descritto nel articolo di Zucchelli, De Sanctis 2003. Incisione SPP (simplified papilla preservation), rigenerazione con l’utilizzo di amelogenine combinate a xenoinnesto, spostamento coronale del lembo grazie ad un rilascio periostale al fine di garantire una chiusura primaria a livello interprossimale e ridurre il più possibile le recessioni vestibolari dei due elementi. L’esito della terapia si è dimostrato un successo con la riduzione della profondità di sondaggio di 7-8 mm ed assenza di sanguinamento. Stabilizzati i risultati della terapia rigenerativa e lo stato di salute dei due incisivi, la seconda fase chirurgica ha mirato ad un miglioramento dell’estetica con una terapia osseo-resettiva per la correzione del sorriso gengivale (Cairo e coll 2012, Tatakis et al.2015) e una tecnica a tunnel modificato per l’aumento del volume della papilla #11-12 (Azzi & Etienne 1998, Aroca & Etienne 2010).

Il risultato a 4 anni dall’inizio del trattamento mostra una stabilità dello stato di salute degli incisivi in questione con parametri parodontali fisiologici ed un sorriso esteticamente gradevole con un elevato grado di soddisfazione da parte della paziente.

Il caso clinico ha permesso di evidenziare l’importanza di una accurata diagnosi che prenda in considerazione l’intero cavo orale sul piano dentale e parodontale e un approccio terapeutico biologicamente guidato volto a sfruttare il più possibile il potenziale riparativo e rigenerativo dei tessuti in una paziente con compliance ottimale.  

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