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04 Maggio 2026

Salute gengivale in gravidanza: un approccio multidisciplinare per l'odontoiatra

Le evidenze scientifiche che collegano la parodontite agli esiti avversi della gravidanza e propone un approccio operativo per l'odontoiatra nella gestione della paziente in gravidanza, con indicazioni pratiche per la collaborazione con il ginecologo

di Nicolò Galeazzi


Garvidanza dentista visita

Negli ultimi 25 anni, numerosi studi hanno evidenziato un'interconnessione significativa tra malattie sistemiche e patologie parodontali. In particolare, ricerche recenti suggeriscono che le infezioni parodontali possano aumentare il rischio di esiti avversi in gravidanza. La parodontite, caratterizzata da un'infiammazione cronica, attiva una risposta immunitaria sistemica che può influire negativamente sul decorso gestazionale.

La malattia parodontale origina dall'accumulo di biofilm batterico sulle superfici dentali. In condizioni iniziali, l'infiammazione rimane confinata alla gengiva (gengivite), ma nei casi più avanzati evolve in parodontite, con distruzione progressiva del legamento parodontale e dell'osso alveolare. Durante la gravidanza, i cambiamenti ormonali – con aumento dei livelli di estrogeni e progesterone fino a 30 volte rispetto ai valori fisiologici – amplificano la risposta infiammatoria: circa il 30% delle donne sviluppa gengivite gravidica, che in assenza di un'adeguata gestione può evolvere in parodontite.

Meccanismi biologici dell'associazione parodontite–gravidanza

Le modificazioni del sistema immunitario in gravidanza, indispensabili per garantire la tolleranza immunologica del feto, possono aggravare il quadro infiammatorio parodontale. I microrganismi parodontopatogeni e le loro tossine possono accedere al circolo ematico, raggiungendo il compartimento fetale attraverso due meccanismi principali:

  1. Diffusione ematogena diretta: patogeni come Porphyromonas gingivalis migrano attraverso il circolo ematico e invadono il tessuto placentare, favorendo l'attivazione di processi infiammatori locali.
  2. Mediazione tramite molecole infiammatorie: citochine pro-infiammatorie (IL-1β, TNF-α) e prostaglandine, prodotte nei tessuti parodontali, possono attraversare la barriera placentare, alterando l'omeostasi e favorendo l'attivazione prematura del travaglio.

Esiti avversi della gravidanza associati alla parodontite

Parto pretermine e basso peso alla nascita

Studi epidemiologici mostrano che la parodontite è associata a un rischio aumentato di parto pretermine fino a 2-3 volte rispetto alle donne sane. L'infiammazione cronica può alterare la matrice extracellulare a livello placentare: le metalloproteinasi della matrice, attivate dall'infiammazione, degradano il collagene e altri componenti essenziali, favorendo la rottura prematura delle membrane amniotiche e l'avvio precoce del travaglio.

Preeclampsia

La parodontite è stata collegata a un aumento del rischio di preeclampsia. Le donne con parodontite presentano livelli più alti di proteine reattive alla fase acuta e di endotossine circolanti, che contribuiscono all'ipertensione e ai danni placentari attraverso meccanismi di disfunzione endoteliale.

Perdita fetale

Sebbene meno frequente, la colonizzazione batterica intrauterina associata alla parodontite può portare a perdita fetale. L'infiammazione cronica compromette la funzione placentare, riducendo l'apporto di nutrienti e ossigeno al feto.

Gestione clinica della paziente gravida: ruolo dell'odontoiatra

Gli studi clinici randomizzati mostrano che la terapia parodontale non chirurgica, se eseguita tempestivamente, può ridurre significativamente il rischio di complicazioni nelle donne a elevato rischio. Il secondo trimestre rappresenta il periodo ottimale per il trattamento attivo.

Il team odontoiatrico dispone di tecnologie avanzate per la rimozione delicata del biofilm batterico e del tartaro: polveri a particelle microscopiche e dispositivi a getto d'acqua calda permettono un approccio minimamente invasivo, riducendo il rischio di complicazioni. Questi interventi aiutano a diminuire la carica batterica e l'infiammazione, migliorando gli esiti della gravidanza.

In pratica, il sanguinamento gengivale è il segnale clinico da non sottovalutare: è il primo sintomo di un possibile problema parodontale attivo e deve innescare un invio immediato al parodontologo per un test di screening gengivale.

Raccomandazioni pratiche per l'odontoiatra

  • Screening sistematico: raccogliere sempre l'anamnesi ostetrica. Le pazienti in gravidanza o che pianificano una gravidanza vanno valutate parodontalmente in via prioritaria.
  • Igiene orale rinforzata: istruire la paziente all'uso di spazzolini interdentali e filo interdentale. Motivare con informazioni sul rischio sistemico.
  • Terapia non chirurgica sicura: eseguire la terapia causale (strumentazione sopra e sottogengivale) preferibilmente nel secondo trimestre. Evitare antibiotici salvo indicazione urgente.
  • Collaborazione con il ginecologo: segnalare al ginecologo la presenza di parodontite attiva e l'avvio del trattamento. Stabilire un canale di comunicazione strutturato per le pazienti a rischio ostetrico.
  • Monitoraggio post-parto: inserire le pazienti in un programma di supporto parodontale (richiami ogni 3 mesi) per il mantenimento nel periodo perinatale.

Conclusioni

La cura delle gengive durante la gravidanza è un atto preventivo con impatto diretto sulla salute materno-fetale. L'odontoiatra e il parodontologo giocano un ruolo clinico attivo e insostituibile: riconoscere precocemente la malattia parodontale, trattarla in sicurezza e collaborare con il ginecologo sono i tre pilastri di un approccio integrato che l'evidenza scientifica oggi supporta con forza.Investire nella salute parodontale delle pazienti in gravidanza non solo favorisce esiti migliori per la gestazione, ma contribuisce a ridurre i costi sanitari e a migliorare il benessere a lungo termine di madri e bambini.

Take Home Messages

  • La parodontite attiva in gravidanza è associata a parto pretermine, basso peso alla nascita e preeclampsia: non è un fattore di rischio trascurabile.
  • Il sanguinamento gengivale è il segnale clinico sentinella: va sempre investigato e non attribuito alla "normalità" della gravidanza.
  • La terapia parodontale non chirurgica nel secondo trimestre è sicura ed efficace nel ridurre il rischio di complicanze.
  • La collaborazione strutturata tra odontoiatra/parodontologo e ginecologo è il percorso raccomandato dalle linee guida EFP 2022.

Autore: Dott. Nicolò Galeazzi Parodontologo e ImplantatologoPoliambulatorio Bios Center – Osimo (AN)Master II Livello in Parodontologia – Università Cattolica, Policlinico Gemelli Roma, Socio Ordinario SIdP www.drgaleazzinico.it 

Bibliografia essenziale

Bobetsis YA, Graziani F, Gürsoy M, Madianos PN. Periodontal disease and adverse pregnancy outcomes. Periodontol 2000. 2020;83(1):154-174.

Offenbacher S, et al. Maternal periodontitis and prematurity. Part I: Obstetric outcome of prematurity and growth restriction. Ann Periodontol. 2001.

Jeffcoat MK, et al. Periodontal infection and preterm birth. J Am Dent Assoc. 2001.

Kumar A, et al. Association of maternal periodontal health with adverse pregnancy outcome. J Obstet Gynaecol Res. 2013;39(1):40-45.

EFP Guidelines on Periodontitis Management. J Clin Periodontol. 2022.


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