Sempre più frequentemente le donne in gravidanza o che desiderano avere un figlio si recano, oltre che da altri specialisti, anche dall’odontoiatra per un check-up della salute del cavo orale. Fanno bene? “Assolutamente sì” sostiene Pierpaolo Cortellini, parodontologo che oggi svolge attività clinica e di ricerca e che, nella sua carriera, è stato docente di parodontologia presso l’Eastman Dental College di Londra e l’università di Berna, presidente della Società italiana di parodontologia e della Federazione europea di parodontologia.
Uno dei motivi per i quali è consigliabile che queste pazienti si rechino da uno specialista è il fatto che oggi diversi studi individuano una relazione tra parodontite e il rischio di parto pretermine o di nascita di bambini sottopeso, eventi che possono avere conseguenze negative sulla salute del bambino. Per fare chiarezza sullo stato delle conoscenze riguardo a questo argomento oggi molto dibattuto, abbiamo chiesto appunto l’aiuto del dottor Cortellini.
Come e quando è stata evidenziata l’associazione tra parodontite e parto pretermine?
Nel 1996 il ricercatore statunitense Steven Offenbacher pubblicò i risultati di uno studio osservazionale1 che fece scalpore: non era infatti facilmente immaginabile, in quegli anni, che una patologia dei tessuti gengivali potesse avere conseguenze su eventi ostetrici. Offenbacher invece rilevò che, tra le 124 donne coinvolte dallo studio, quelle affette da infezione parodontale avevano fatto registrare un numero maggiore di parti pretermine rispetto alle altre.
A questi primi dati hanno fatto seguito negli anni decine di altri studi che hanno messo in relazione l’infezione parodontale materna e l’esito della gravidanza.
Esiste omogeneità nei risultati degli studi disponibili sull’argomento?
Oggi abbiamo a disposizione un gran numero di studi che, però, arrivano talvolta a conclusioni contrastanti. Questa disomogeneità è dovuta a diverse cause, una delle quali è il fatto che il parto pretermine è un evento multifattoriale, che può cioè essere generato da diverse cause che agiscono contemporaneamente: fattori genetici, ambientali e personali, come il consumo di alcol o di tabacco, concorrono sicuramente a determinare l’esito della gravidanza.
Questa multifattorialità rende determinante il disegno degli studi e aiuta a spiegare a sua volta la loro disomogeneità: gli studi condotti nelle aree più povere, per fare un esempio, rilevano un’associazione più consistente tra parodontite e parto pretermine proprio perché diversi fattori dovuti alle condizioni di vita, oltre all’infezione parodontale materna, contribuiscono a un maggior numero di eventi negativi legati al parto.
Come si possono trovare risposte in questa disomogeneità?
Il metodo più efficace per superare la disomogeneità dei risultati degli studi scientifici è realizzare metanalisi, ossia riunire i dati provenienti da ricerche differenti ma comparabili e “pesarli” statisticamente.
Le tre metanalisi più importanti realizzate sull’argomento tendono a concordare sull’esistenza dell’associazione tra parodontite e parto pretermine: questo consente di concludere che l’associazione esiste, anche se non è possibile quantificarne l’impatto a causa della natura multifattoriale degli eventi studiati.
È stato individuato il processo patologico alla base di questa associazione?
La maggior parte dei parti pretermine è causata da infezioni che possono essere ascendenti, provenienti cioè dall’apparato genito-urinario, oppure ematiche, che raggiungono la placenta attraverso il sangue; il cavo orale è una potenziale sorgente di infezione per via ematica.
Vi sono oggi due ipotesi per spiegare l’associazione: una suppone che dal cavo orale, entrando a contatto con il sangue e “viaggiando” nel torrente circolatorio, i batteri possano colonizzare la cavità uterina e causare una cascata infiammatoria che può dare luogo a contrazioni dell’utero e dunque al parto pretermine.
Una seconda ipotesi si basa sul fatto che l’infezione parodontale induce un incremento sistemico di citochine pro-infiammatorie e suppone che questo processo aumenti il carico infiammatorio sull’unità feto-placentare, provochi modificazioni nel liquido amniotico, causi perdita di peso nel feto e possa portare infine alle contrazioni uterine.
Le due ipotesi in realtà non si escludono, ma potrebbero anzi essere entrambe vere e concorrere a determinare il parto pretermine.
Anche se la gravidanza non esita in un parto pretermine, vi sono conseguenze sul neonato dovute alla parodontite materna?
A oggi non siamo in grado di indicare eventuali conseguenze negative sul feto dovute a patogeni parodontali, ma solo gli effetti sul bambino dovuti al termine precoce della gravidanza. Il parto pretermine, ossia un parto che avviene prima della 37ma settimana, è una delle maggiori cause di mortalità infantile non solo nei Paesi in via di sviluppo: si pensi che negli Stati Uniti è la seconda causa di mortalità infantile con il 13 per cento dei decessi.
Inoltre il parto pretermine e un peso alla nascita inferiore alla norma, ossia minore di 2,5 chilogrammi, possono dare luogo a disturbi neurologici e cognitivi che perdurano nel tempo, alterano lo sviluppo del bambino e devono essere sostenuti in termini di assistenza e di costi dai genitori e dalla società.
È possibile valutare l'efficacia della terapia nella prevenzione del rischio di parto pretermine?
Esistono sette studi importanti sugli effetti della terapia delle malattie parodontali in termini di prevenzione di eventi ostetrici avversi, due dei quali sono giunti a una conclusione negativa, mentre cinque hanno concluso che la terapia è uno strumento preventivo. Un esempio del primo gruppo è lo studio di Michalowicz del 20062 che sottopose le pazienti a terapia causale e a una pulizia dentale professionale mensile la quale, tuttavia, non raggiunse una riduzione efficace della presenza batterica: nonostante la terapia infatti, l’infezione parodontale mantenne valori piuttosto elevati. Un esempio del secondo gruppo è lo studio di Offenbacher del 20063 che, grazie a una terapia che possiamo definire corretta, ottenne una diminuzione consistente dei parametri infiammatori e rilevò una riduzione del rischio di eventi ostetrici negativi.
Tutti gli studi, in ogni caso, hanno dimostrato che non vi sono controindicazioni nel trattare le pazienti in gravidanza: questo, al di là del possibile effetto preventivo rispetto al parto pretermine, è un dato importante perché sfata una vecchia credenza secondo la quale la gestante non deve essere trattata fino al termine della gravidanza. Questo oggi non può più essere considerato vero, e si può al contrario affermare che un trattamento odontoiatrico adeguato può solo portare benefici per la salute del cavo orale della paziente.
In che cosa differisce il trattamento della parodontite durante la gravidanza e qual è il periodo più opportuno per intervenire?
Dopo il primo trimestre della gravidanza, in cui il feto attraversa il periodo più delicato, la gestante può essere sottoposta alle medesime procedure non chirurgiche che riceve la maggior parte dei pazienti parodontali, scelte secondo i suoi specifici bisogni, cioè il trattamento di igiene orale professionale sopragengivale e, se dovesse essere necessario, la levigatura delle radici.
Alla paziente sono inoltre fornite istruzioni su come mantenere quotidianamente l’igiene orale domiciliare e lo stato della sua salute gengivale sarà controllato attraverso un sistema di richiami con una serie di visite di controllo nel corso della gravidanza.
La gravidanza può favorire l'insorgere della malattia parodontale?
Attualmente non esistono studi che indichino che la gravidanza possa favorire lo sviluppo o l’aggravamento della malattia parodontale. Un tempo si parlava di “gengivite gravidica”, ma oggi l’esistenza di un disturbo di questo tipo legato specificamente alla gestazione non è più accettata dalla comunità scientifica. Di sicuro, però, nel periodo della gravidanza, nel corpo femminile, avviene un importante cambiamento nel bilancio ormonale che può portare all’accentuazione di processi infiammatori già esistenti prima dell’inizio della gestazione.
Come può intervenire preventivamente l'odontoiatra?
La prevenzione e la cura della gengivite e della parodontite sono sicuramente interventi utili per la salute delle donne in età fertile così come lo sono per i pazienti in generale. Gli strumenti che l’odontoiatra ha per intervenire sulla salute parodontale del paziente sono la diagnosi e la terapia delle parodontiti, le indicazioni accurate su come mantenere l’igiene orale e tutti i trattamenti che oggi consentono di limitare la presenza di patogeni orali nei tessuti parodontali dei pazienti.
Fortunatamente oggi riscontriamo una maggiore consapevolezza dei pazienti che vengono nei nostri studi a richiedere i controlli. Questo avviene anche per le donne che desiderano avere un bambino o già sono in gravidanza, che richiedono un check-up della loro salute orale e che l’odontoiatra può aiutare più di quanto, solo una decina di anni fa, si sarebbe potuto immaginare.
Studi citati nel testo dell’intervista
1. Offenbacher S, et al.
Periodontal infection as a possible risk factor for preterm low birth weight.
J Periodontol 1996;67(10 Suppl):1103-13.
2. Michalowicz BS, et al.
Treatment of periodontal disease and the risk of preterm birth.
N Engl J Med 2006;355(18):1885-94.
3. Offenbacher S, et al.
Effects of periodontal therapy during pregnancy on periodontal status, biologic parameters, and pregnancy outcomes: a pilot study.
J Periodontol 2006;77(12):2011-24.
GdO 2009; 9
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
O33parodontologia 31 Luglio 2025
Il report SEPA Principles for oral health sottolinea il ruolo centrale nella prevenzione della malattia parodontale e l’importanza dell’uso da parte dei pazienti di prodotti...
approfondimenti 09 Maggio 2025
I professori Kumar e Sanz offrono alcune riflessioni e nuove prospettive ponendo una ulteriore riflessione sulla parodontite aggressiva
O33parodontologia 15 Gennaio 2020
L’estetica sta diventando ogni giorno sempre più importante per i pazienti. In effetti, uno dei motivi principali per un consulto dentale è l’alterazione dell’aspetto del...
interviste 19 Novembre 2019
Approfondimento in occasione del terzo Simposio Internazionale sul trattamento dei tessuti molli parodontali e perimplantari a Firenze
approfondimenti 10 Settembre 2019
I pazienti non sono regolari nelle visite parodontali e le cause potrebbero essere per difetti di comunicazione
parodontologia 04 Maggio 2026
Le evidenze scientifiche che collegano la parodontite agli esiti avversi della gravidanza e propone un approccio operativo per l'odontoiatra nella gestione della paziente in gravidanza, con...
approfondimenti 18 Marzo 2026
Cosa deve sapere e fare il datore di lavoro riceve la comunicazione formale di gravidanza da parte della propria ASO. Da Sigmareview una utile guida
L’Agenzia europea per i medicinali ribadisce che il paracetamolo può essere utilizzato in gravidanza e che non vi sono nuove evidenze scientifiche
approfondimenti 28 Ottobre 2025
EFP dedica al tema un approfondimento sottolineano la necessità di un'attenzione specifica e di una stretta collaborazione tra professionisti sanitari
Un’iniziativa di Fondazione ANDI ETS e COI per tutelare la salute delle future mamme e dei loro bambini. Ecco come i dentisti possono aderire
O33Approfondimenti 24 Luglio 2026
Le risonanze magnetiche rivelano che chi perde più denti presenta nel tempo maggiori segni di deterioramento della sostanza bianca cerebrale
Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della...
Approvato emendamento Borghetti per finanziare un progetto sperimentale di odontoiatria sociale destinata agli anziani economicamente fragili
O33Normative 24 Luglio 2026
Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello...
Approfondimenti 23 Luglio 2026
In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del...
Lettere al Direttore 23 Luglio 2026
Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale
Approfondimenti 23 Luglio 2026
La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia. Contestati: messaggio promozionale sull'implantologia, l'uso di termini ritenuti fuorvianti e l'omessa comunicazione...
Cronaca 23 Luglio 2026
Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici. Il corso contribuirà a sostenere il progetto solidale “Un sorriso migliora la vita”
Approfondimenti 22 Luglio 2026
Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e...
Cronaca 22 Luglio 2026
La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria
Approfondimenti 22 Luglio 2026
L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Attivato un programma che consente di verificare rapidamente l'autenticità dei prodotti
Cronaca 21 Luglio 2026
L’aveva presentata ANDI Lombardia che si dice ora “sconcertata” per l’inaccettabile decisione dell’Authority su una campagna che fornisce informazioni non veritiere e...
Uno studio su 77 mila over 50 evidenzia forti disparità tra i Paesi. Italia tra quelle con il rischio più elevato di spese odontoiatriche "catastrofiche"
Zizzo (SUSO): urge il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) per l’attivazione dei corsi
