Con l'ausilio di alcune fotografie è stato eseguito lo studio digitale del caso potendo così discutere degli elementi da correggere per ottenere un armonia estetica soddisfacente la paziente.
Gli elementi 1.1 e 1.2 presentano forme e dimensioni marcatamente differenti rispetto agli elementi controlaterali, con parabole gengivali situate ad altezze sfalsate oltre che con profili di diversa forma.
Le corone in metallo ceramica presentano la porzione cervicale fortemente opaca, di conseguenza visibilmente innaturale, con il margine metallico, ormai incongruente anche a causa di una abrasione dei tessuti duri degli elementi dentari, ben visibile che, complice un eruzione passiva degli stessi elementi 1.1 e 1.2, accentua l' inestetismo del settore.
Dall'esame radiologico, eseguito attraverso una radiografia periapicale, si evince la presenza per ciascun elemento dentale di un precedente trattamento endodontico incongruo ed una ricostruzione con vite intracanalare che richiedono un reintervento per aumentare, oltre al risultato estetico in funzione anche dei materiali scelti, la predicibilità della riabilitazione proposta.
Eseguita quindi una diagnosi, viene formulato il Piano di Trattamento che prevede sia per l'elemento 1.1 che per 1.2 il ritrattamento endodontico, la ricostruzione con un perno in fibra e materiale composito del pilastro protesico, la finalizzazione estetica con il posizionamento di due corone singole in ceramica integrale, previa posizionamento di un ponte in resina per gestire al meglio le fasi provvisorie e la guarigione dei tessuti molli.
A completare la proposta terapeutica del sestante, viene consigliato uno sbiancamento domiciliare dei canini per armonizzare il risultato estetico dell'intero sestante.
Rimossi i precedenti manufatti protesici incongrui, si isola il campo operatorio con diga di gomma e si procede con le cure endodontico-restaurative andando a ricostruire i pilastri protesici con un perno intracanalare in fibra di vetro a supporto di materiale composito fotopolimerizzabile, potendo così, una volta rimossa la diga di gomma, procedere con la preparazione senza linea di finitura degli elementi 1.1 e 1.2. e la cementazione di un provvisorio in resina opportunamente ribasato.
La scelta di questa metodica di preparazione degli elementi dentali presenta notevoli vantaggi. In presenza di una scarsa quantità di tessuto dentale sano, aver preservato la maggior quantità di tessuti dentali con una preparazione conservativa ha sicuramente consentito di aumentare la robustezza e la resistenza dei pilastri protesici.
Risulta inoltre importante ai fini estetici poter modulare il profilo di emergenza della corona protesica senza dover ulteriormente intervenire sul pilastro naturale andando così a snellire le fasi di gestione del provvisorio con semplici ritocchi e/o correzioni che, dopo circa due mesi, garantiscono l'ottenimento di tessuti molli di soddisfacente spessore e conseguente stabilità dimensionale a livello cervicale.
Dopo un rapido appuntamento di verifica dello stato di salute dei tessuti molli, si può procedere con la rilevazione dell'impronta per i manufatti definitivi che viene eseguita in un unica fase con vinilpolisilossano light body e regular body previa dislocamento dei tessuti molli grazie al posizionamento di due fili retrattori, di cui uno lasciato in situ ed il secondo rimosso qualche istante prima della distribuzione del materiale da impronta.
Le fasi di laboratorio, eseguite dal sig. Nicola Gondoni di Ravenna, vedono un iniziale riproduzione delle condizioni del cavo orale con la realizzazione dei monconi in materiale composito dello stesso colore utilizzato sugli elementi naturali.
La scelta del materiale per le corone definitive è ricaduta su Disilicato di Litio pressato, colore A1 a bassa traslucenza, su cui è stata eseguita la tecnica del cut back vestibolare dove è stata stratificata la ceramica con dentine, smalto e le opportune opalescenze e traslucenze ottenendo così un buon risultato estetico confermato dalla mimesi delle corone nel cavo orale.
Dopo aver eseguito la prova biscotto, vengono apportate alcune minime modifiche e definita la microtessitura superficiale, potendo così finalizzare i manufatti protesici attraverso una cementazione adesiva con un cemento composito autoadesivo che permette di ottenere, anche grazie alla corretta scelta del colore, un risultato estetico soddisfacente con un elevata mimesi con gli elementi controlaterali, il tutto basato su di una valida struttura dentale di supporto con tessuti molli di spessore notevole a garantire una prognosi a lungo termine altamente positiva.
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