La rilevazione del colore dei denti è una manovra non semplice, differentemente da quello che potrebbe sembrare, e molto dipendente dalla competenza del clinico, dall’affaticamento visivo e dalla sorgente luminosa circostante. Si deve, inoltre, sottolineare che le aspettative estetiche dei pazienti circa i restauri conservativi e protesici è sempre più elevata.
La rilevazione del colore può essere eseguita dall’odontoiatra utilizzando il classico metodo visivo con o senza l’ausilio strumentale di uno spettrofotometro, o un colorimetro o, di più recente acquisizione, di scanner digitali intraorali.
Ma queste tre metodiche danno risultati sovrapponibili o qualcuna dimostra di rilevare il colore in modo più affidabile e realistico?
Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio pubblicato sul Journal of Prosthetic Dentistry di febbraio 2019 gli autori hanno confrontato l’affidabilità di diversi metodi visivi e strumentali per la rilevazione del colore dei denti in ambito odontoiatrico.
La corrispondenza cromatica visiva è stata eseguita da 3 clinici esperti che hanno utilizzato 2 diverse scale colori (VITA Classical A1-D4 e VITA Toothguide 3D-MASTER con 29 master; VITA Zahnfabrik) con e senza l’ausilio di un dispositivo di correzione della luce (Smile Lite, Smile Line).
Anche uno scanner intraorale (TRIOS; 3Shape A/S) e uno spettrofotometro (VITA Easyshade Advance 4.0; VITA Zahnfabrik) sono stati utilizzati per la corrispondenza dei colori.
Tutte le rilevazioni strumentali sono state ripetute 3 volte per determinare la ripetibilità. Le sessioni di rilevazione del colore per ciascun metodo sono state eseguite sotto la medesima illuminazione controllata sul terzo medio dell’incisivo centrale destro superiore di 28 partecipanti.
Il test statistico kappa di Fleiss è stato utilizzato per valutare l’affidabilità di ciascun metodo. Il test statistico kappa ponderato è stato utilizzato per valutare l’accordo tra le sfumature abbinate a metodi diversi (a = .05).
Risultati
I metodi strumentali sono risultati più accurati di quelli visivi. La migliore prestazione è stata riscontrata con lo scanner intraorale configurato per la scala 3D-MASTER e con lo spettrofotometro configurato per la scala VITA Classical.
Il miglior metodo di abbinamento del colore visivo è risultato essere la scala VITA Classical associata al dispositivo di correzione della luce. La scala classica senza il dispositivo di correzione della luce ha mostrato la più scarsa affidabilità.
Conclusioni
Dai dati emersi da questo studio, che devono trovare conferma con altri lavori analoghi, si può concludere che i metodi strumentali sono più affidabili di quelli visivi per la rilevazione del colore dentale.
Implicazioni cliniche
L'affidabilità dei metodi strumentali suggerisce fortemente all’odontoiatra l’uso supplementare di strumenti per la rilevazione del colore dentale nella sua pratica clinica in aggiunta al classico metodo visivo.
Per approfondire
Walleska Feijó Liberato, Isadora Carvalho Barreto, Priscila Paganini Costa, Cristina Costa de Almeida, Welson Pimentel, Rodrigo Tiossi. A comparison between visual, intraoral scanner, and spectrophotometer shade matching: a clinical study. J Prosthet Dent feb 2019;121:271-5.
Photo Credit: Vincenzo Castellano
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