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24 Ottobre 2025

Livelli di attenzione per la gestione del paziente in riabilitazione implantare

Nella gestione dei protocolli operativi dedicati al paziente a cui è stata erogata una riabilitazione implantare per la prof.ssa Nardi il ruolo dell’igienista dentale è centrale

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


igienista impianti

L’igienista dentale, figura chiave nei processi di promozione della salute, deve prevedere particolari livelli di attenzione in prevenzione terziaria, in particolare nella gestione dei protocolli operativi dedicati al paziente a cui è stata erogata una riabilitazione implantare.

Nel processo decisionale la formulazione del piano terapeutico di prevenzione deve prevedere la personalizzazione dell’operatività clinica in base agli indici di rischio, integrando conoscenze cliniche avanzate, tecnologie innovative disponibili, e competenze relazionali.

L’igiene orale domiciliare autogestita dalla persona assistita deve essere efficace e il professionista deve condividere la scelta di tecnologie idonee che permettano un controllo meccanico agevole con spazzolino, ausili interprossimali, fili, spazzolini interdentali, ed un controllo chimico attraverso l’uso di dentifrici, collutori, gel e sostanze usate con ausilio di irrigatori.

L’efficacia dell’igiene orale domiciliare influenza direttamente il rischio di sviluppare mucosite o peri‑implantite. La persona assistita deve essere responsabilizzata alla sua partecipazione attiva alla terapia e deve ben percepire che il successo a lungo termine della sua riabilitazione è condizionato da visite di recall e sedute di igiene professionale (decontaminazione + verifica clinica) indispensabili alla longevità degli impianti, con frequenza modulata in base al profilo di rischio.

Un rischio elevato nel caso di paziente affetto da parodontite, fumatore, igiene domiciliare non ottimale, necessita di recall erogati ogni 3‑4 mesi.

E’ necessario valutare il profilo di rischio in modo da personalizzare le procedure.

Non tutti i pazienti sono uguali: è essenziale valutare sistematicamente fattori locali:

  • Efficacia dell’igiene domiciliare.
  • Tipo di restauro.
  • Accessibilità allo spazzolamento.  

Per i fattori sistemici -fumo, diabete, patologie autoimmuni, storia parodontale- vanno considerati prima e durante la fase di riabilitazione implantare.  

Va considerato il risk score permettendo al professionista di stratificare i pazienti in basso, moderato, alto, e molto alto rischio di malattia peri‑impiantare.  

In base a questo profilo si adatta non solo la frequenza di richiamo, ma si personalizza la scelta dei protocolli, l’approccio motivazionale, i follow‑up e gli strumenti utilizzati. L’identificazione precoce di alterazioni (es. mucosite) consente interventi tempestivi e prevenzione della peri‑implantite che richiede terapia specifica, revisione implanto/protesica, possibili interventi rigenerativi da parte dell’implantologo.

Il mantenimento è parte fondamentale per il successo della terapia implantare, non è opzionale: numerosi studi mostrano che una scarsa o non regolare attenzione ai protocolli operativi domiciliari e regolari protocolli professionali di terapia parodontale non chirurgica efficaci, oltre ai controlli medici odontoiatrici, aumenta significativamente il rischio di peri‑implantite e perdita dell’impianto.  

Non esiste in letteratura un protocollo unico universalmente accettato per tutti i pazienti, ma viene sottolineata la necessità di personalizzare i protocolli in base al rischio. 

Le tecnologie scelte per il mantenimento dell’igiene orale deve prevedere spazzolini che permettano in maniera agevole il controllo meccanico del biofilm batterico in base alle differenti difficoltà cliniche e protesiche, (vedi l'approfondimento sul tema, clicca qui ) e per il controllo chimico l’ozonoterapia con olio di oliva ozonizzato (vedi l'approfondimento sul tema, clicca qui), con la sua azione antimicrobica, che contribuisce ad una significativa riduzione della carica batterica orale, potenziando l’efficacia della terapia parodontale non chirurgica e favorendo una più rapida guarigione dei siti affetti da infiammazione e sanguinamento gengivale. L'ozonoterapia con olio di oliva ozonizzato può essere utilizzato dalla persona assistita quotidianamente.  

L’interdisciplinarietà tra i professionisti (vedi l'approfondimento sul tema, clicca qui), nel rispetto delle proprie competenze, deve supportare la persona assistita a comprendere la propria storia parodontale, le proprie condizioni sistemiche, l’esigenza di modificare gli stili di vita. Nella fase post‑restaurativa immediata la compliance del paziente è cruciale per il successo del risultato clinico, ma il mantenimento della salute a lungo termine è la vera sfida.  

 

Nota: immagine generata con IA

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