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19 Giugno 2023

La crescita digitale

Alcune considerazioni del prof Gagliani sull’utilizzo degli scanner intraorali  e dell’impatto dell’odontoiatria digitale sulle cure, supportate da qualche dato

di Massimo Gagliani


La mia vita odontoiatrica è stata particolarmente fortunata; sin dall’inizio ho avuto il privilegio di essere vicino a persone che hanno scritto pagine importanti di questa materia. Senza enfasi e senza retorica, ho avuto l’opportunità di guardare più lontano perché appoggiato sulle loro spalle, come ben diceva Bernardo di Chartres. In questo contesto i miei amici della Digital Dental Academy mi sono stati da guida (1); Cesare Robello, già nel 2016, su queste pagine, diceva: tra poco l’odontoiatria digitale scomparirà, perché il digitale sarà l’odontoiatria

Sono passati sette anni; se è vero che le conoscenze scientifiche si evolvono da quinquennio a quinquennio, forse è l’ora di tirare qualche somma. 

Me ne forniscono l’occasione i dati fornitimi dalla cortesissima Olga Zubatenko di 3Shape, che pubblicamente ringrazio assieme all’AD Italia Consalvo De Costa, per la passione e la competenza che mette nel promuovere la tecnologia digitale all’interno dello studio odontoiatrico.

I numeri parlano chiaro: nel triennio 2020-2023 l’incremento dell’uso di apparecchiature come gli scanner intraorali ha avuto un’impennata prevedibile e sorprendente al tempo stesso. (i dagti contenuti nelle tabelle, sono il numero di scansioni effettuate dai possessori di scanner 3Shape - numeri sono inditaci in migliaia).


La figura 1 lo dice chiaramente; l’esplosivo incremento iniziale (89% in un anno) era figlio dell’effetto novità, tuttavia l’incremento del 60% circa su base annua certifica dell’adeguamento sempre più consistente verso questo tipo di pratica. Il dato del 2023 si specifica in fondo e tra parentesi (previsioni sulla base del primo trimestre).



La distribuzione su base annua (figura 2) informa di un andamento grossomodo uniforme dell’uso dello scanner intraorale. Il Grafico fa vedere come le scansioni siano una costante nel corso dell’anno, ergo la previsione del 2023 potrebbe essere corretta. (Il terzo trimestre è sempre un po’ più basso).



La figura 3 fa capire quanto le procedure diagnostiche siano diventate parte integrante nell’utilizzo dello stesso e la loro incidenza sul numero di scansioni effettuate (i numeri sono sempre x1000)

A questa fetta si aggiungono le scansioni legate all’ortodonzia trasparente, elemento di grande rilevanza in questo computo. È interessante notare come la componente legata alla ricostruttiva su impianti – vera manna per chi usa questi sistemi – stia crescendo in modo esponenziale; ciò fa comprendere come l’istruzione nelle modalità di impiego sia fondamentale per sfruttare appieno questa enorme opportunità.  

Rimane da fare una considerazione finale: se il materiale da impronta è stato sostituito dallo scanner intraorale, quanto sarà cambiato il rapporto odontoiatra-paziente in virtù delle nuove tempistiche che queste sistematiche consentono?  

Quanto si sarà trasformata la connessione odontoiatra-odontotecnico?  

Quanto saranno cambiati i modelli organizzativi degli studi odontoiatrici?  

Ultimo, ma non meno importante, come varierà l’iter formativo degli studenti di odontoiatria?      


1) Roberto Spreafico, Franco Brenna, Cesare Robello, Massimo Nuvina, Franco e Alberto De Chiesa 

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