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28 Gennaio 2016

Niente patente per chi è affetto da OSAS, in vigore il decreto. Il dentista può essere protagonista per la diagnosi precoce e la cura


Niente patente di guida per chi è affetto da OSAS ovvero da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne. Il 13 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legge che recepisce la direttiva europea sul rilascio e rinnovo delle patenti di guida a conducenti affetti da disturbi del sonno, che "determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell'attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte".

Il Decreto obbliga coloro che "richiederanno il rilascio di una patente di guida per la prima volta e/o quelli che dovranno rinnovarla, a sottoporsi a test medici sulla presenza della sindrome delle apnee ostruttive del sonno".

Recenti dati informano che ogni anno in Italia l'OSAS, provoca oltre 17.300 incidenti stradali, con più di 250 morti e 12.200 feriti, senza dimenticare gli enormi costi socio-sanitari calcolati in circa 1,5 milioni di euro l'anno soltanto per il nostro Paese.

Altri dati epidemiologici indicano che l'OSAS di grado moderato e grave ha una diffusione nella popolazione adulta pari a circa il 50% nell'uomo e circa il 23% nella donna.

Il decreto prevede che, con un adeguato trattamento sanitario che possa migliorare le condizioni dell'autista, si possa riconcedere l'idoneità alla guida.
E su questo fronte può entrare in gioco il dentista in quanto grazie a dispositivi intraorali poco invasivi, può curare alcune forme di OSAS.

"L'OSAS -spiega il presidente della Fondazione ANDI Onlus, Evangelista Giovanni Mancini (nella foto) che con ANDI ha attivato un progetto legato all'informazione dei cittadini verso l'OSAS- non è solo causa di eccessiva sonnolenza, ma rappresenta anche un fattore di rischio ed è spesso associata alle principali patologie del mondo occidentale, quali obesità, sindrome metabolica e diabete, infarto del miocardio, ictus, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, disturbi cognitivi ed insufficienza respiratoria. La diagnosi precoce e l'ottimale trattamento dell'OSAS rendono possibile prevenire la comparsa di tali diverse patologie o di migliorarne il controllo. Sono moltissimi i pazienti affetti da OSAS che non sanno di esserne affetti".

E sia nella fase di diagnosi precoce che di cura, almeno per le forme meno importanti, il dentista può diventare determinante.

"Per questo ANDI ha attivato una attività di formazione per i dentisti sull'OSAS sia per la diagnosi che per il trattamento con ben due moduli di formazione a distanza disponibili sul sito ANDI dentistionline.it. In una fase successiva attiveremo campagne stampa per informare i cittadini sulla patologia e della possibilità di curare le forme meno gravi, ma anche le più comuni, attraverso dispositivi intraorali (Oral Device) prescrivibili esclusivamente dal dentista a seguito di diagnosi da parte di uno specialista in medicina del sonno(pneumologo, neurologo, otorinolaringoiatra). Dispositivi meno invasivi delle tradizionali cure utilizzate, come la somministrazione forzata di ossigeno (CPAP) o la terapia chirurgica, ma altrettanto efficaci nelle forme lievi e moderate".

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