Gli adolescenti hanno abitudini e stile di vita pericolosi per la salute orale e le loro conoscenze in materia sono molto limitate, ma un approccio formativo mirato funziona. Lo dimostra il progetto "Educazione alla salute orale e a una migliore condotta degli stili di vita degli adolescenti", che è stato proposto e realizzato dalla Cattedra di Odontoiatria pediatrica del corso di laurea in Odontoiatria dell'Università di Brescia i cui risultati sono stati presentati oggi durante una tavola rotonda organizzata nella sede del Rettorato a Brescia.
Lo scopo di questo progetto è stato quello di promuovere un'educazione sanitaria nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della nostra provincia, indagando, prima del percorso educativo, le conoscenze dei ragazzi/adolescenti per quanto riguarda l'igiene orale, le patologie orali, le conseguenze che possono avere a livello del cavo orale le abitudini viziate e un'errata alimentazione nonché le manovre da eseguire in caso di trauma dentale, attuando un percorso di divulgazione e formazione rivolto a questi ragazzi e verificando l'efficacia dell'intervento di educazione sanitaria e il grado comprensione delle informazioni fornite.
Nel corso del progetto, gli esperti odontoiatri e igienisti dentali coinvolti hanno trasmesso alcune nozioni di base e si sono poi focalizzati su alcune delle abitudini tipiche degli adolescenti di oggi, spiegando gli effetti dei piercing e degli smart drink e toccando argomenti delicati come le dipendenza da fumo, alcool e droghe.
Per l'esecuzione del progetto, sviluppato durante l'anno scolastico 2015/2016, sono stati contattati 12 Istituti sul territorio bresciano e, per motivi di organizzazione didattica (tempi, delibere ecc.), visitati 6, che hanno aderito al progetto.
Ogni incontro, impostato come lezione frontale, ha avuto una durata di circa un'ora e mezza ed è stato dedicato ad un massimo di 3 classi per volta, per mantenere un livello di attenzione e partecipazione il più costante e proficuo possibile.
Nel corso delle visite all'interno degli Istituti selezionati, sono stati incontrati complessivamente 499 studenti, di età compresa tra gli 11 e i 19 anni. Ai soggetti coinvolti è stato illustrato, sotto forma di presentazione di diapositive e filmati, distribuzione di materiale informativo illustrato e con esempi pratici e rispondendo anche ai diversi quesiti posti dagli alunni e/o insegnanti, il tema della prevenzione della salute orale mirato alla loro fascia di età, esponendo ogni sorta di implicazioni locali e sistemiche, complicanze legate agli scorretti stili di vita tipici dell'adolescenza.
Nella prima fase dello studio si è cercato di raccogliere ed analizzare più informazioni possibili circa le conoscenze dei ragazzi riguardo i temi trattati. È stato sottoposto ai partecipanti, prima dell'inizio degli incontri formativi, un questionario conoscitivo sulle principali nozioni della salute del cavo orale, che ha permesso ai relatori di valutare il grado di conoscenza di base delle tematiche che si sarebbero andate a trattare.
Seconda fase è stata la creazione di un percorso di divulgazione e formazione, dedicato agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della nostra provincia, in grado di influire positivamente sui comportamenti e gli stili di vita degli adolescenti nell'ambito della salute orale.
Al termine è stato riproposto agli studenti lo stesso questionario iniziale per valutare se la formazione svolta aveva modificato gli atteggiamenti degli studenti.
"Mediante l'analisi delle risposte al primo questionario - ha spiegato la proff.ssa Alessandra Majorana, coordinatrice del progetto - sono emerse conoscenze non sempre chiare, ma analizzando le risposte del secondo questionario si è visto che quanto illustrato ai ragazzi è stato utile, poiché è risultato un incremento medio delle risposte corrette del 35,02%, pertanto i ragazzi hanno dimostrato di aver una miglior conoscenza dei temi trattati e di aver colmato lacune inizialmente presenti. Tutto questo depone per una necessità di implementare l'informazione sia nelle scuole che sul territorio, per incrementare la prevenzione primaria della salute orale e globale, poiché rimane il presidio terapeutico per eccellenza".
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