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03 Settembre 2018

Odontoiatria: il 40% dei nuovi iscritti ha una laurea straniera

Iandolo (CAO): contingente che sfugge alla programmazione


Dei 1335 odontoiatri che, nel 2017, si sono iscritti per la prima volta all’Albo, 531 avevano conseguito il titolo di studio all’estero. A ricordarlo è la CAO nazionale, riprendendo i dati CED FNOMCeO ripostati da Il Sole 24 Ore, sottolineando come sia “una percentuale ‘pesante’, vicina al 40%, che potrebbe essere in gran parte sintomo del fenomeno, abbastanza recente e ormai usuale, della ‘migrazione’ di studenti che decidono di frequentare all’estero la facoltà di Odontoiatria. In ogni caso, un contingente non trascurabile di nuovi odontoiatri che sfugge alla programmazione italiana dei fabbisogni”. 

Va segnalato, come riportato da Odontoaitra33 sempre su dati CED FNOMCeO che lo scorso anno sono stati 448 i “cancellati”, dato ha portato un saldo attivo di 887 unità. 

“Il fabbisogno di nuovi odontoiatri previsto per il 2024 è di 1290, dato sul quale è stato calcolato il numero di 1.096 accessi al Corso di Laurea per l’anno accademico 2018/2019 – esemplifica il presidente della CAO della Fnomceo, Raffaele Iandolo, (nella foto) -. Supponiamo, per semplicità, che nel 2024 le 1096 matricole di quest’anno siano tutti laureate e si iscrivano agli Albi. Aggiungiamo ora 500 laureati all’estero che chiedono il riconoscimento dei titoli per iscriversi anche loro ai nostri Ordini: ecco che avremmo sforato il fabbisogno di più di 300 professionisti”. 

Ma quali sono i meccanismi per il riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero? 

“Il riconoscimento dei titoli avviene, per i paesi comunitari, ai sensi della Direttiva comunitaria 2005/36, e viene sancito dallaConferenza dei Servizi (composta dal MIUR, dal Ministero della Salute e dalla FNOMCeO), che controlla che i titoli siano conformi – spiega Iandolo - Nella pratica, un sanitario che desidera gli venga riconosciuto il titolo deve inviare il titolo stesso tradotto in italiano – da un perito giurato o dall’Ambasciata – al ministero della Salute. Se ha già esercitato nel paese estero deve allegare anche un certificato di Good Standing. Occorre anche dimostrare (ma se si tratta di un nostro connazionale il problema non si pone) di saper parlare l’italiano: la verifica spetta all’Ordine che può adempiere tramite colloquio oppure prove attitudinali”.

Diversa è la situazione se la laurea è stata conseguita in un paese extracomunitario: il controllo, in questo caso, è molto più incisivo e stringente, prevede la presentazione di una documentazione analitica e può concludersi, oltre che con il diniego, anche con l’obbligo di fare un tirocinio presso una struttura pubblica oppure con il superamento di una prova attitudinale.  

“Il Sole 24 Ore fotografa un trend che pare in crescita, quello di iscriversi in Università di altri paesi europei, un po’ per aggirare i test di accesso, un po’ perché l’offerta formativa privata è più ampia rispetto all’Italia, un po’ per fare un’esperienza all’estero – continua Iandolo-. Esistono persino degli accordi con università italiane che permettono di seguire, in sedi distaccate in Albania, attualmente paese extra UE, corsi di Università italiane. Qualsiasi ne sia la ragione, non possiamo non tener conto di questo fenomeno ai fini di una programmazione corretta ed efficace”. Ad oggi sono 401.565 gli iscritti all’albo dei medici (dei quali 1733 donne e 1615 uomini con laurea conseguita all’estero) e 61.593 odontoiatri (di cui,1252 donne e 1940 uomini con laurea estera). In tutto, considerando i 27.750 che sono iscritti sia all’Albo dei medici sia a quello degli odontoiatri, 435.408 professionisti.  

Sull’argomento leggi anche

22 Settembre 2017: Italiani laureati all'estero e ritornati, continua il (lento) calo. Diminuiscono anche i riconoscimenti dei titoli degli stranieri 

01 Marzo 2018: Gli iscritti all’Albo degli odontoiatri superano quota 61.550, ma la crescita è dello zero virgola 

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