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04 Ottobre 2018

Fatturazione elettronica, per le Entrate improbabile una proroga ma possibili semplificazioni

La sintesi delle cose da sapere per adempiere all’obbligo

Nor. Mac.

Difficile prevedere una proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo della fattura elettronica ma certamente si potrà pensare a delle semplificazioni ed agevolazioni. A dirlo è Antonino Maggiore, direttore delle Entrate, in audizione ieri 3 ottobre alla Commissione Finanze della Camera. Ma non solo, il Direttore Maggiore, come riportano fonti di stampa, si rende disponibile ad attivare semplificazionioltre ad ipotizzare un avvio graduale anche delle sanzioni. Direttore dell’Agenzia delle Entrate che anticipa un possibile intervento legislativo che conceda più tempo per emettere la fattura e non farlo in tempo reale, entro “la mezzanotte del giorno in cui avviene la cessione di beni o il pagamento della prestazione di servizi”, come prevede la norma

Sul tema di una possibile prorogache differisca dal 1 gennaio 2019 l’obbligo, Maggiore è invece più scettico ricordando che la fase sperimentale non ha fatto emergere criticità e comunque spetta al governo intervenire con un provvedimento legislativo. Sul tema “agevolazioni”, soprattutto per le piccole imprese ed i professionisti, il Direttore delle Entrate ricorda come sulle App e sui software già a disposizione consentiranno di adempiere all’obbligo, realizzando direttamente la fattura elettronica ed inviarla a cliente e sistema SID, senza nessun costo

“Sul tema sono ancora molti i dubbi dei dentisti”, spiega ad Odontoaitria33 l’avvocato Silvia Stefanelli. “Sicuramente dovranno fare attenzione agli aspetti fiscali ma anche a quelli di gestione dei dati per la privacy, come gli indirizzi e-mail”, ricorda il legale che per Odonoiatria33 cura la sezione informativa dedicata al GDPR

Giusto ricordare, dice, che “la normativa impone l’obbligo di generare, inviare e conservare la fattura in modo digitale e secondo le procedure telematiche, ma non vieta la facoltà di consegnare al paziente una copia analogica di quanto conservato a livello informatico”. E questo potrebbe aiutare la “gestione” dei clienti meno tecnologici. “Indubbiamente il nuovo iter digitale comporterà dei problemi di organizzazione nei primi tempi ma porterà sicuramente a una ottimizzazione dei tempi nella formazione ed emissione del documento fiscale e della organizzazione dello studio”, sostiene il legale.Ma una volta che lo studio si sarà “informatizzato”, ricorda, si potranno velocizzare quelle procedure di verifica dei pagamenti ed ottimizzare controlli e gestione degli incassi.

Questi i punti da tenere in considerazioni sul tema indicati dallo Studio legale Stefanelli 


La fatturazione elettronica 

La fatturazione elettronica consiste in una modalità di fatturazione completamente dematerializzata, dove il documento fiscale è costituito da un file XML caratterizzato, oltre che dalle informazioni previste ex lege (si veda art. 21, DPR n. 633/1972), anche da una serie di ulteriori elementi che l’emittente potrà inserire a sua discrezione per meglio controllare il ciclo attivo e passivo del pagamento. 


Come si emette 

L’emissione della fattura si otterrà avvalendosi degli strumenti resi gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate quali un software per la predisposizione della fattura, una procedura web e una App per la generazione e la trasmissione del documento oppure attraverso software prodotti da privati o il proprio gestionale se predisposto. Il file generato dovrà essere inviato al Sistema di Interscambio, un servizio gestito dall’Agenzia dell’Entrate che, previa verifica formale, provvederà a inoltrarla al destinatario. Ovviamente sarà chi emette la fattura ad indicare il destinatario. 


Quali saranno i recapiti del cliente da indicare? 

  • Codice destinatario (codice che la persona fisica ha ottenuto mediante indicazione e accreditamento all’Agenzia dell’Entrate);·     Indirizzo Pec del destinatario;
  • Codice convenzionale a 7 zeri accompagnato dalle informazioni sul codice fiscale o partiva iva del paziente ai fini della consegna. In questo caso, l’emittente dovrà solo compilare l’apposita voce destinatario con il suddetto codice convenzionale, lasciare vuoto lo spazio dedicato all’indirizzo di posta elettronica certificata e riempire lo spazio dedicato al codice fiscale o alla partita iva. Il destinatario della fattura troverà il suo documento nell’apposito “cassetto fiscale” messo a disposizione dall’Agenzia dell’Entrate.  


Sull’argomento leggi anche:  

24 Settembre 2018: Fattura elettronica tra tre mesi il debutto. Ecco come funziona 

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