Non ci sono date certe ma già nel mese di marzo il Ministero della Salute potrebbe licenziare il Nomenclatore delle prestazioni odontoiatriche che è stato presentato dal CIC – Comitato Italiano di Coordinamento delle Società Scientifiche - durante la VI Conferenza dei Presidenti convocata lo scorso fine settimana a Roma. “Uno strumento di primaria importanza per molti aspetti dell’attività clinica, a cominciare dalle tabelle di prestazioni dei terzi paganti, attualmente difformi e spesso di difficile interpretazione, ma anche una guida per l’odontoiatria pubblica e per i singoli professionisti verso i pazienti che potranno, finalmente, parlare con un linguaggio comune”, ha ricordato nell’intervento di presentazione Francesco Schiariti, consigliere CIC.
Il nomenclatore è di fatto una sorta di “vocabolario” in cui viene indicata quale sia la corretta definizione scientifica di ogni singola prestazione odontoiatrica e si affianca alle Raccomandazioni cliniche in odontoiatria emanate dal Ministero della Salute.
Questo, per meglio capirsi, quanto indicato per un trattamento endodontico di canale in dente monocanalare: “Accesso alla camera pulpare ed al sistema endodontico di un elemento dentario monocanalare con sondaggio, completa rimozione del contenuto, sagomatura, e otturazione definitiva di canale. È escluso qualsiasi intervento, provvisorio o definitivo, a carico della corona”.
La versione che sarà a breve validata dal Ministero della Salute è di fatto un aggiornamento di quanto già elaborato negli anni precedenti dalla CAO e dal CIC.
“Nell’aggiornare ed integrare il Nomenclatore abbiamo anche pensato alle nuove prestazioni che si stanno affacciando ed il confronto con la professione è stato determinante”, ha continuato Schiariti ricordando come sia stata la “condivisione”, il filo conduttore che ha guidato i lavori di stesura.
Uno strumento che riesce a conciliare la scienza con l’attualità della professione ed il mercato, ha definito il novo Nomenclatore il Segretario della CAO Nazionale e presidente CAO Roma Brunello Pollifrone, ricordando come questo sia il primo passo verso l’elaborazione dei“compensi di riferimento”, richiesti dal Ministero della Salute già nel 2012 alla FNOMCeO e alla CAO Nazionale.
Compensi di riferimento che Pollifrone, ricorda, non sono il tariffario minimo messo al bando dalla Bersani, ma uno strumento necessario, e previsto dalla Legge, per dare una guida ai Giudici, alle assicurazioni in tema di contenzioso medico legale per determinare i valori dei risarcimenti o del danno, oltre che nei giudizi di congruità richiesti ai singoli Ordini Professionali.
Che il passaggio successivo al Nomenclatore sia quello di abbinare ad ogni singola prestazione anche una tariffa indicativa, lo ha sottolineato anche il presidente ANDI Carlo Ghirlandaricordando che, se il Nomenclatore serve per dare un linguaggio comune nei confronti dei pazienti, indicare delle tariffe indicative per ogni singola prestazione non potrà che aiutare a dare ulteriori indicazioni.
A ricordare come il Nomenclatore sia una “pilastro della professione” ed essenziale strumento di trasparenza e comunicazione è Eleonora Cardamone, vicepresidente AIO, che sul tariffario di riferimento ritiene “non si deve chiudere gli occhi” e continuare a lavorare per dare le risposte necessarie anche in ambito sociale e questo facendolo in modo unitario, confrontandosi all’interno della professione, ma poi avanzando delle proposte comuni.
Un lavoro unitario che Pio Attanasi, rappresentante Nazionale Sumai, chiede anche per le questioni dell’odontoiatria pubblica che deve poter dare quelle risposte di odontoiatria sociale che i cittadini oggi cercano altrove. Odontoiatria pubblica, dice, che deve essere anche fonte di opportunità per l’odontoiatra ed in particolare per il giovane laureato.
Il presidente Ghirlanda ribadisce la bontà del lavoro unitario e della Cabina di Regia CAO, AIO, ANDI, e come anche per elaborare gli onorari di riferimento, si dovrà continuare a lavorare unitariamente senza avere timore di andare contro quanto fino ad oggi regola la professione. “Con la norma sulla pubblicità abbiamo dimostrato che il lavoro unitario paga e porta a dei risultati concreti, che si possono cambiare regole che fino a ieri parevano immodificabili”, ha detto Ghirlanda ricordando come la professione abbia tutti i diritti di “autodeterminare le proprie regole” avanzando non solo proposte ma trovando ed attivando soluzioni.
E sulla stessa linea sembra essere anche il presidente Pollifrone che ricorda come sui compensi di riferimento si deve svolgere un lavoro unitario, di coordinamento per gestire e governare il cambiamento, un lavoro che in questa fase avrà come obiettivo quello di elaborare uno strumento che servirà per esigenze medico legali e assicurative, ma una volta pubblicato e validato dal Ministero, nessuno vieta che diventi anche una “indicazione” a disposizione di tutti.
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