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23 Aprile 2019

L’odontoiatra attento alla salute del paziente ma anche all’ambiente. Come diventare un “ver-dentista”

Nor. Mac.

Ieri 22 aprile si è celebrata la Giornata Mondiale della Terra. In queste settimane i temi della tutela dell’ambiente hanno attirato l’attenzione dei media italiani anche grazie alla presenza nel nostro Paese di Greta Thunberg, la sedicenne diventata un'icona della lotta contro i cambiamenti climatici. Anche la FNOMCeO, in occasione “Friday for future”, la manifestazione organizzata venerdì a Roma, a pochi passi dalla sede della Federazione, ha ricordato l’impegno dei medici verso l’abbiente postando sulla propria pagina Facebook l’articolo 5 del codice di deontologia medica:

Promozione della salute, ambiente e salute globale
Il medico, nel considerare l'ambiente di vita e di lavoro e i livelli di istruzione e di equità sociale quali determinanti fondamentali della salute individuale e collettiva, collabora all’attuazione di idonee politiche educative, di prevenzione e di contrasto alle disuguaglianze alla salute e promuove l'adozione di stili di vita salubri, informando sui principali fattori di rischio.Il medico, sulla base delle conoscenze disponibili, si adopera per una pertinente comunicazione sull’esposizione e sulla vulnerabilità a fattori di rischio ambientale e favorisce un utilizzo appropriato delle risorse naturali, per un ecosistema equilibrato e vivibile anche dalle future generazioni.

Tra le professioni mediche, l’odontoiatria è sicuramente una di quelle che “influisce sull’ambiente”

“Controllando le risorse e ciò che ‘produciamo’ possiamo modificare l’impatto ambientale della nostra pratica, questo ci responsabilizza, ma anche ci rende consapevoli del nostro ruolo”, dice ad Odontoiatria33 Tiziano Caprara (nella foto), odontoiatria e promotore del progetto “Verdenti” attraverso il quale, da circa 6 anni cerca di sensibilizzare un approccio più “green” dell’odontoiatria.

“Il centro del progetto è il paziente con cui ogni ‘Ver-dentista’ si relaziona in modo particolare”, ci spiega. “Non lo si considera un cliente e neanche ‘pazientela’, ma una persona con un proprio vissuto con cui relazionarsi, prima di curarlo.
La visione è molto distante da quella commerciale delle strutture di capitali e da una visione aziendalistica puramente imprenditoriale”. 

Un dentista aderente al progetto Verdenti anche dal punto di vista clinico pone particolare attenzione sul mantenimento della salute orale in quanto possibile area di influenza per la salute generale. 
“La riduzione dell’infiammazione e dell’infezione orale, il trattamento delle apnee permettono di influire sull’infiammazione sistemica che potrebbe crearsi di conseguenza”, ricorda Caprara. “Si forniscono anche istruzioni sulla nutrizione come coadiuvante della terapia, sia a livello orale (azione diretta), sia come elemento di miglioramento di quel microbioma intestinale che tanto influenza il nostro benessere”. 

Anche i materiali utilizzati vengono valutati e non accettati passivamente, per cercare quelli più biologicamente tollerati.

A questa attenzione al paziente, spiega Caprara, si associa un’attenzione indirizzata “a ridurre l’impatto ambientale della nostra professione”. 

Odontoiatra che durante l’esercizio del proprio lavoro produce molti rifiuti ad alto impatto ambientale. Secondo l'associazione Ecodentistry (di cui Caprara è un gold-member), negli anni passati in America i liquidi per lo sviluppo delle radiografie analogiche (oggi per fortuna notevolmente ridotte) riversavano nell’ambiente più di 28 milioni di litri di sostanze mentre le otturazioni in amalgama più di 3,7 tonnellate di mercurio (anche queste oggi molto ridotte). 

Tuttavia si “producono” ancora 1,7 miliardi di buste di plastica, oltre ad una qualità enorme di bicchieri di plastica e altri imballaggi. “Tutti abbiamo visto gli effetti nel mare di questi materiali difficilmente smaltibili”, commenta Caprara. “Ogni materiale plastico che immettiamo nell’ambiente, come conseguenza della nostra attività, è destinato a rimanere per anni nel circuito ambientale”. 

Il progetto Verdenti si concentra su questi aspetti e attualmente riesce ogni anno a evitare l’immissione di più di 100.000 buste di plastica e quasi altrettanto bicchieri.
“Anche altri ‘accessori’ della nostra attività sono stati sostituiti cercando materiali più facilmente degradabili o riciclabili”, spiega Caprara. 

Altre attenzioni vengono poste sul risparmio di risorse (idriche ed energetiche) con piccoli aggiustamenti o comportamenti che però negli anni e nel numero portano a risultati importanti. Infine il Ver-dentista si concentra anche sugli aspetti economici, spiega. “Questo non con offerte speciali o visite gratuite, che ci accomunano alle strutture commerciali, ma spiegando che la prevenzione può anche dimezzare le spese del dentista, se attuata in maniera regolare.
Del resto bisogna far capire al paziente che anche denti e gengive sono “risorse preziose” che non vanno sprecate prestando loro poca attenzione, ma possono essere gestite con un minimo di cura”. 

Verdenti è iniziato come progetto pilota nel 2013 e dal 2014 si è esteso in tutta Italia. Conta circa 40 studi dentistici, anche se più di 170 colleghi in questi anni ne hanno chiesto l’affiliazione.

La selezione è importante. I requisiti infatti non solo strutturali, ma soprattutto “valoriali”.
“Non si entra nel progetto perché si vuole ottenere qualcosa –chiarisce Caprara- ma perché si crede in qualcosa: in una società più attenta alle persone e più vicina all’ambiente, in una parola una visione più umana della nostra società”. 

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