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15 Gennaio 2020

Altroconsumo: inammissibile non avere il Pos in studio

Quella sulle detrazioni ed il limite al contante, per i consumatori è una norma coerente ed applicarla non sarà un problema per i pazienti. Serve una maggiore informazione per i cittadini e chiarimenti dalle Entrate


Se Sindacati odontoiatrici ed Ordine bocciano come inutile e penalizzante per i pazienti la norma presente in Finanziaria che limita la possibilità di detrarre le spese mediche alle sole fatture pagate con strumenti tracciabili, per i rappresentanti dei consumatori potrebbe essere utile e comunque coerente con la linea tenuta dal Governo sull’incentivo all’utilizzo dei pagamenti tracciabili. 

“Riteniamo che l’intento del Governo sia soprattutto legato ad una finalità di lotta al contante attraverso la maggiore tracciabilità possibile dei pagamenti”, dicono ad Odontoiatria33 Anna Vizzari e Tatiana Oneta, esperte di Altroconsumo sulle questioni economiche e fiscali. 

“Ad oggi –continuano- tutti o quasi tutti hanno nel loro portafoglio una carta di debito legata al conto corrente che può essere usata per i pagamenti. L’importante piuttosto è trovare un Pos disponibile per pagare (ma questo è un obbligo del dentista) ed informare delle novità i cittadini”.  

Ma se un paziente si rivolge ad un dentista che non ha un Pos? 

“In base alla legge per il cliente/paziente deve essere sempre possibile pagare con carta e quindi il professionista dovrebbe avere un Pos per i pagamenti”, ricordano da Altroconsumo. “Se non ce l’ha –continuano- il cliente potrebbe pretendere di non pagare in contanti ma di usare altre modalità rivolgendosi alla polizia locale ad esempio se il professionista crea problemi”. Associazione dei consumatori che ritiene che “non dovrebbe essere peraltro possibile oggi che un dentista non abbia un Pos. L’obbligo è previsto da più di 5 anni e mezzo e sarebbe assurdo pensare che ci possa essere un professionista senza un Pos”. 

La legge di riferimento è il comma 4 dell’articolo 15 dl 179 del 2012 che afferma: “A decorrere dal 30 giugno 2014, i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito; tale obbligo non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica”.  

“Come sempre accade in Italia se non c’è una sanzione qualsiasi obbligo di legge è vanificato ma auspichiamo che prima o poi le sanzioni saranno introdotte”, continuano le esperte aggiungendo: “nel Decreto fiscale erano già previste ma purtroppo sono state eliminate dalla legge di conversione”.  

Però, al di la di cosa dice la legge, la considerazione di Altroconsumo è poi anche molto pratica: “un professionista dovrebbe apprezzare la possibilità di ricevere i pagamenti non i contanti per questioni di sicurezza, economiche ed organizzative”. 

Ci sono poi implicazioni legate all’obbligo di pagamento tracciabile per detrarre le spese sanitarie come ad esempio: il dentista da cui ci si rivolge non ha un Pos perché in quella zona non funziona, oppure il paziente non ha un conto che prevede il libretto di assegni o più banalmente si è dimenticato di portare la carta con sé. 

“E’ bene ricordare che la detrazione è ammessa quando si paga non in contanti e specificatamente con un bonifico, un assegno circolare o bancario, una carta o una app. Visto che in genere la visita dal dentista è programmata il paziente si ricorderà di portare la carta o comunque chiederà di pagare in altro modo”. 

Infine alle due esperte chiediamo quali possono essere i diritti del paziente nel caso quando nel 2021, ricevendo il 730 precompilato, scoprirà che le fatture pagate in contanti non sono detraibili.  

“Ci auguriamo che negli studi dentistici si informi il cliente della novità e quindi gli si dica anche, magari con note informative affisse in sala d’attesa, che per avere diritto alle detrazioni occorre pagare con modalità diverse dal contante. AltroConsumo ovviamente darà la massima informazione possibile in tal senso. E’ chiaro che, come sempre, se non si rispettano le richieste di legge le detrazioni non saranno riconosciute”. AltroConsumo che conclude informando come si dovrà comunque attendere che l’Agenzia delle Entrate “si pronunci sulle modalità operative di invio delle informazioni ai fini della dichiarazione precompilata”.  

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