ANDI ricorda quanto previsto dalla 81/08 e consiglia 10 disposizioni da adottare. Il lavoratore obbligato ad informare se si manifestano i sintomi
“Il Coronavirus, come agente biologico, rientra all’interno delle valutazioni del rischio previste dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. (Testo Unico in materia di Sicurezza sul Lavoro) per le attività lavorative esposte ad agenti biologici”. A ricordarlo è l’ANDI in un approfondimento pubblicato sul proprio sito. “Il rischio biologico –ricorda ANDI- costituisce di per sé un rischio intrinseco all’attività dello studio odontoiatrico al quale l’operatore sanitario, l’odontoiatra stesso, l’assistente di studio, l’igienista possono trovarsi esposti. Tale rischio è determinato da diversi tipi di agenti biologici che possono risultare potenziali portatori delle più svariate patologie infettive”.
Sull’esposizione agli agenti biologici il D.Lgs. 81/08 rimanda alla valutazione del rischio (DVR) e lo studio odontoiatrico dovrà seguire le procedure indicate, quindi, evidenzia ANDI, vengono già “attuate un insieme di disposizioni che hanno come obiettivo la prevenzione, il controllo e la riduzione della trasmissione delle infezioni in ambiente sanitario, sia da fonti note che da fonti ignote”, cosi come il personale dello studio mette in atto “tutte le procedure di decontaminazione, disinfezione e sterilizzazione volte ad inattivare, distruggere o rimuovere microrganismi patogeni da qualsiasi superficie o strumento che provenga o possa venire a contatto con il paziente”.
ANDI, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute, suggerisce a tutti i titolari di studi odontoiatrici di adottare le seguenti disposizioni:
1. Illustrare a tutti gli operatori la corretta applicazione di misure preventive, quali l’igiene delle mani, per ridurre il rischio di infezione.
2. Istruire il personale di studio su come indossare correttamente i DPI e su come toglierli e smaltirli correttamente (sacco chiuso da smaltire tra i rifiuti speciali).
3. Posizionare in sala d’attesa e all’ingresso dello studio, dei dispenser di fazzoletti, e/o gel alcolici (con una concentrazione di alcol al 60-85%) lavamani, degli appositi cestini.
4. Utilizzare costantemente i DPI (dispositivi di protezione individuali) mentre si sta lavorando e pretendere massima attenzione nell’uso degli stessi da parte del personale medico e sanitario.
5. Controllare l’integrità dei DPI e non utilizzare dispositivi non integri.
6. Adottare sistematicamente e rigorosamente tutte le precauzioni standard.
7. Aerare tra un paziente e l’altro la SO.
8. Aerare periodicamente la sala di attesa.
9. Detergere accuratamente le superfici di maggiore uso condisinfettanti idroalcolici con concentrazione oltre il 60%.
10. Proteggere con barriere monouso (pellicola trasparente) lesuperfici più utilizzate, cambiarle tra un paziente e l’altro e gettarle in sacco chiuso da smaltire tra i rifiuti speciali.
Informazione al datore di lavoro
ANDI consiglia infine il datore di lavoro, “consultandosi preventivamente con il RSPP dello studio (qualora non assuma egli stesso tale incarico), con il Medico Competente ove nominato e il/la RLS”, di informare e formare tutti i lavoratori operanti all’interno dello studio odontoiatrico di tutte le procedure adottate per prevenire la trasmissione del Coronavirus all’interno dei luoghi di lavoro.
ANDI raccomanda che al termine dell’attività formativa svolta dal datore di lavoro, questa sia “certificata” con un apposito verbale controfirmato da tutti i lavoratori. Starà poi l datore di lavoro vigilare le procedure vengano messe in atto ed ai lavoratori rispettarle. Infine, per prevenire il contagio da coronavirus, viene ricordato ai lavoratori che negli ultimi 14 giorni hanno frequentato luoghi e persone provenienti dalle aree sottoposte ad ordinanza di divieto e manifestino i sintomi di un’infezione respiratori, che devono segnalarlo tempestivamente al datore di lavoro.
A questo link l’informativa completa di ANDI.
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