ENPAM rilascia le indicazioni per richiederlo. Ecco chi e quando è possibile ottenerlo e come calcolare la riduzione del reddito
In attesa del via libera dei Ministeri vigilanti, entro metà di aprile ipotizzano da ENPAM, l’Ente di previdenza di medici e dentisti ha indicato le modalità per richiedere l’assegno da mille euro previsto per i liberi professionisti che in questo periodo hanno dovuto chiudere o ridurre l’attività.
L’indennizzo potrà essere richiesto dagli iscritti alla Quota B che, spiegano sul sito ENPAM, hanno registrato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, oppure nel minor lasso di tempo che intercorre tra il 21 febbraio e la data della domanda, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% rispetto all’ultimo trimestre 2019.
A spiegare come funziona il calcolo è il vice presidente vicario ENPAM Giampiero Malagnino in una lettera pubblicata su QuotidinaoSanità indiando che le “somme possono essere chieste alla fine del trimestre o quando il collega ne avesse bisogno”. “Se facesse la domanda dopo 45 giorni dal 21 febbraio –spiega Malagnino- riceverebbe sul suo conto corrente 1.500 euro lordi (purtroppo gli interventi assistenziali hanno un prelievo fiscale del 20%, quindi ENPAM stanzia 1.500 il collega ne riceve 1.200 e 300 vanno al fisco!). Potrà in seguito fare altre domande fino al tetto di 3.000 euro (in realtà 2.400 a lui, e 600 al fisco). Queste somme, essendo assistenza, non dovranno essere restituite, né incideranno sul calcolo della pensione come su molte chat si legge”.
Altri requisiti per richiedere l’indennizzo l’aver versato nel 2019 i contributi di Quota B relativa a redditi libero professionali prodotti nel 2018 e quello di non essere titolare di pensione. Per gli iscritti che hanno versato, nell’anno 2019 (redditi 2018), il contributo di “Quota B” sulla base dell’aliquota intera, l’indennizzo sarà di 1.000 euro mensili. Per quelli che hanno versato il contributo con l’aliquota ridotta, l’importo dell’indennizzo sarà rideterminato tenendo conto del rapporto fra l’aliquota ridotta e l’aliquota contributiva ordinaria vigente nel medesimo anno.
L’indennizzo sarà erogato per il periodo autocertificato e, comunque, per massimo tre mesi.
Quindi, se la domanda è presentata per un periodo inferiore ai tre mesi dal 21 febbraio, perché si ha la necessità di avere subito una liquidità, per poter usufruire di tutti i tremila euro si dovrà poi presentare ulteriori domande fino alla scadenza dei tre mesi. L’indennizzo, chiariscono da ENPMA, sarà riconosciuto solo per i periodi nei quali l’iscritto non ha fruito:
L’indennizzo è, invece, cumulabile con le eventuali ulteriori provvidenze fruite dall’iscritto ai sensi dell’articolo 44 del decreto-legge n. 18/2020, ma anche con il bonus da 600 euro previsto dal Decreto Cura Italia, se tra coloro che possono ottenerlo.
Come calcolare la riduzione del fatturato
Per calcolare se si rientra nel 33% del calo di fatturato al momento della presentazione della domanda (anche se non lavorando ma occupandosi solo delle urgenze, molto probabilmente il calo sarà decisamente superiore) ENPAM consiglia di fare un rapporto rispetto al numero di giorni che sono trascorsi dal 21 febbraio 2020 alla data in cui si presenterà la domanda.
Questo l’esempio che ENPAM fa sul proprio sito: “se faccio domanda il 4 aprile vuol dire che sono passati 42 giorni dal 21 febbraio 2020. Nell’ultimo trimestre del 2019, invece, c’erano 92 giorni”.
“Quindi, se il fatturato dal 21 febbraio al 3 aprile diviso per 42, è calato del 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019 diviso per 92, allora il requisito è soddisfatto”.
La domanda deve essere fatta direttamente dal sito ENPAM accedendo alla propria area riservata a questo link.
Sull'argomento leggi anche:
27 Marzo 2020: ENPAM: possibile chiedere un anticipo sulla pensione
26 Marzo 2020: ENPAM delibera un'indennità di 1.000 euro a chi fa la libera professione
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