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10 Marzo 2022

Le soluzioni digitali per risolvere i problemi di abrasione dentale

Lorenzo Vannini: il digitale, se utilizzato in modo mirato, consente di mettere in relazione armonica la bocca con il sistema neuromuscolare e articolare. Ecco come


La realtà digitale sta sempre di più conquistando gli odontoiatri e oggi si parla ormai solo di implantologia guidata, protesi digitale e manufatti in zirconia come se la bocca fosse uno spazio da arredare in più’ breve tempo possibile, con costi sempre più bassi e con denti sempre più bianchi, duri e meno resilienti”, dice il dott. Lorenzo Vannini (nella foto). 

Purtroppo la realtà clinica, che rappresenta la vera evidenza scientifica, fa notare, “è ben diversa e il veloce, l’economico e il più bianco si traducono a breve e medio termine in scheggiature, fratture di corone e spesso anche di radici, in sindromi muscolo tensive che coinvolgono tutto il corpo, in patologie dell’articolazione  temporo mandibolare e dell’orecchio medio con sintomi quali acufeni, ovattamento e ipoacusia”. 

Le conseguenze, spiega il dott. Vannini, “è che oggi si vedono più denti abrasi e fratture che carie e i pazienti disfunzionali aumentano sempre di più”. 

Ma questo è forse colpa del digitale?  

Assolutamente no”, afferma. “Non c’è mai un solo fattore implicato ma più fattori tra i quali l’alto livello di stress che affligge la nostra società e di cui l’inquinamento ambientale, elettromagnetico, causato dall’uso sconsiderato delle tecnologie digitali, dai ripetitori da un’edilizia folle che produce case imbottite di robotica e wifi, ne è in parte responsabile. Il Covid inoltre ha avuto un ruolo non meno importante trasmettendo paura, ansia, incertezza e recessione economica, tutti attori fonte di stress”. “

Il risultato di questo quadro –dice- è un paziente insofferente, teso, con una soglia del dolore sempre più’ bassa e masseteri iperattivi che sembrano bicipiti e che scaricano sui denti forze enormi e il problema occlusale sta diventando il vero problema dell’odontoiatria moderna”. 

I possibili interventi odontoiatrici il dott. Vannini li illustrerà con la relazione “Digitale, materiali e tecniche. Come e quando usare la tecnologia su denti naturali e impianti in odontoiatria ricostruttiva e in protesi” durante il congresso META DENTISTRY La rivoluzione per Clinica e Laboratorio in programma il 25 e 26 marzo a Milano in presenza oppure online.  

Il metodo EFP (Estetica, Funzione e Postura) –spiega il dott. Vannini- nasce per permettere all’odontoiatra di mettere in relazione armonica la bocca con il sistema neuromuscolare e articolare e in questo, il digitale, se utilizzato in modo mirato può aiutare nella diagnosi e nella terapia.Nella diagnosi strumentale la radiologia digitale 2D e 3D, con dosi bassissime di radiazioni ioniizzanti assorbite dal paziente, possono dare risposte al clinico mai avute prima.  L’elettrosonografia con stetoscopio digitale e l’ecografia dell’ATM con sonde dedicate possono aiutare il clinico nei casi articolari complessi”.  

Nella terapia insieme al mio tecnico, utilizziamo un digitale ibrido ovvero un analogico-digitale dove le procedure e le forme proposte dalle biblioteche nel workflow vengono modificate dalla mano umana che interviene sempre nella progettazione e nella “messa in opera” nella bocca del paziente. Trovo molto utile il digitale nella fase di riprogrammazione neuromuscolare con bite fresati e rialzi occlusali in PMMA, ovviamente non bisogna pensare che ciò’ che esce dal computerè perfetto in bocca ma necessita sempre di interventi “analogici” di correzione e aggiustamento da parte di tecnico e odontoiatra”. 


Quel che manca oggi al digitale è un materiale biocompatibile dal punto di vista funzionale, un materiale meno rigido e con una resilienza e tenacità simili a quelle dell’oro e che si adatti al sistema e non crei danni al sistema. I materiali compositi stanno evolvendo in questa direzione e il connubio digitale-composito può dare ottimi risultati non solo in termini di estetica e funzione ma anche abbattendo tempi e costi…..il tempo mi darà ragione o torto ma la soluzione dei problemi necessita di proposte, competenza clinica, passione e coraggio”.    

Nella gallery sotto una serie di immagini su di un caso clinico risolto con la tecnica descritta. 




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