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02 Novembre 2023

Biomateriali nei riassorbimenti radicolari

Nel corso della relazione – che sarà presentata durante il 38° Congresso Nazionale SIE dal titolo “SMART ENDO-Certezze vs Innovazioni – verranno esaminate le diverse espressioni dei riassorbimenti radicolari sia interni che esterni; particolare attenzione verrà dedicata ai riassorbimenti radicolari invasivi cervicali

di Luca Venuti

Luca VenutiLuca Venuti

L’espressione clinica dei riassorbimenti radicolari può originare da differenti condizioni patologiche (traumi, pulpiti, esiti di trattamenti ortodontici, traumi occlusali, traumi chirurgici ecc.).

Nella relazione “Biomateriali nei riassorbimenti radicolari” (presentata nel corso del 38° Congresso Nazionale SIE venerdì 10 novembre alle ore 9.40) verranno esaminate le diverse espressioni dei riassorbimenti radicolari sia interni che esterni; particolare attenzione verrà dedicata ai riassorbimenti radicolari invasivi cervicali.

Il riassorbimento invasivo cervicale esterno rappresenta, in alcune forme avanzate, una sfida clinica piuttosto impegnativa.

Esamineremo insieme: la diagnosi, la pianificazione di un corretto piano di trattamento, la corretta detersione della lesione di riassorbimento e l’utilizzo dei materiali più adeguati per riparare la lesione.

La recente letteratura scientifica ci fornisce alcune indicazioni al fine di raggiungere il successo terapeutico a medio-lungo termine.

Il ripristino di una corretta funzione ed estetica di un elemento dentale interessato da riassorbimento esterno viene spesso ottenuto utilizzando tecniche adesive e resina composita. Nei casi clinici in cui la lesione si diffonde in direzione apicale raggiungendo il parodonto profondo i suddetti materiali trovano maggiori difficoltà in termini di adesione e stabilità (difficoltà di isolamento con la diga di gomma, ripristino di un corretto supporto dei tessuti parodontali).

In questi casi i cementi bioceramici offrono la possibilità di riparare il tessuto dentale compromesso con maggiore predicibilità e maggiore stabilità dei tessuti parodontali; inoltre, consentono di riparare i tessuti radicolari e di ripristinare un sistema di attacco parodontale.

Nelle guarigioni periapicali tale meccanismo è stato ampiamente dimostrato, mentre a livello iuxta-marginale la dinamica e la stabilità della guarigione necessitano di ulteriori approfondimenti.

Denti destinati all’estrazione possono mantenersi efficacemente seguendo le indicazioni che verranno fornite nell’ambito della relazione al Congresso.

Controlli a medio termine mostrano risultati incoraggianti e promettono la mantenibilità di elementi gravemente compromessi dal processo di riassorbimento esterno.


Fig. 1 Radiografia endorale pre-operatoria dell’elemento 21 che evidenzia radiotrasparenza a livello del terzo coronale e medio radicolare


Fig. 2 Radiografia preparatoria CBCT che evidenzia il riassorbimento radicolare dell’elemento 21 terzo medio e coronale della radice


Fig. 3 Immagine intra-operatoria chirurgica dello sbrigliamento della lesione di riassorbimento


Fig. 4 Riparazione della lesione con cemento bioceramico


Fig. 5 Rimozione delle suture a 7 giorni dall’intervento


Fig. 6 Controllo della guarigione a distanza di 1 anno


Fig. 7 Rx di controllo a 1 anno


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