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20 Gennaio 2025

Studio mono-professionale o associato Vs società: quando e perché fare il ‘’grande passo’’

I vantaggi per il dentista sul piano organizzativo, fiscale ed economico di attivare una STP. I consigli dei dottori Terzuolo che avvertono: deve essere l'esito di una scelta ponderata, non di una moda


Terzuolo

Negli ultimi anni, la possibilità di gestire l’attività odontoiatrica in forma societaria e più in particolare attraverso una Società tra Professionisti (STP), si è consolidata come una strategia vincente per molti odontoiatri. L’esercizio in forma societaria non solo migliora la gestione organizzativa dello studio, ma offre anche significativi benefici fiscali rispetto alle forme tradizionali di esercizio professionale, come lo studio mono-professionale.

“Da più di venti anni vent’anni -dicono ad Odontoiatria33 Alessandro ed Umberto Terzuolo (nella foto) dottori commercialisti dello Studio Terzuolo Brunero & Associati in Torino e Milano, consulenti fiscali AIO- molti professionisti, soprattutto quelli con attività strutturate e volumi di fatturazione annua importanti, oltre i 450-500.000 euro per dare una generica indicazione, si interrogano sull’opportunità di esercitare la propria attività in forma aggregata, come studio associato o come società, anche in forma di Società tra professionisti”.

In particolare le STP rivestono, oggi, un vantaggio fiscale rilevante rispetto alle altre forme societarie grazie alla nuova norma sulla neutralità fiscale, con i dottori Terzuolo ne abbiamo parlato in questo approfondimento, clicca a questo link.

Ma perché conviene trasformare il proprio studio mono-professionale in una STP?

“La società permette (anche) di attrarre nuovi soci, avere più liquidità da investire in risorse fisiche e non. Inoltre, spesso porta a facilitare la delega della gestione “imprenditoriale” a figure specifiche, mantenendo la concentrazione sulla pratica clinica”, sottolineano i dottori Terzuolo che aggiungono. "La crescente complessità delle attività extra-cliniche spinge molti professionisti a optare per una struttura societaria, dove l’unione faccia veramente la forza e consenta di avere figure dedicate ad ogni ruolo come le branche cliniche e la gestione organizzativa ".

Benefici fiscali

Uno dei principali vantaggi di una STP è la possibilità di accedere al regime fiscale tipico delle imprese, che si traduce in significativi risparmi fiscali rispetto a uno studio mono-professionale.

Crediti di imposta aggiuntivi rispetto alla “ordinaria” deduzione degli acquisti di attrezzature e beni strumentali

Anche se il discorso è complesso, ad oggi la normativa consente, a determinate condizioni specifiche e su determinati beni strumentali nuovi, di accedere ai benefici c.d. 4.0 o 5.0 (ossia a un credito di imposta del 20% che può spingersi, in determinate situazioni di riduzione dei consumi energetici, fino al 50%). Ad oggi, questo beneficio spetta solo a chi realizza reddito di impresa (ad esempio avendo una società) e non al singolo professionista o allo studio associato. "Passare a una STP consente di ottimizzare gli investimenti in tecnologie e attrezzature, riducendo significativamente l'impatto fiscale e liberando risorse per la crescita dello studio", osservano i consulenti fiscali AIO.

Neutralità fiscale nelle operazioni straordinarie
Grazie all’art. 177-bis del TUIR, le operazioni di trasformazione, conferimento o fusione dello studio mono-professionale in una STP non generano, a determinate condizioni, plusvalenze imponibili. Questo elimina i principali ostacoli fiscali che in passato rendevano complesso il passaggio a una struttura societaria. Anche le imposte di registro si riducono drasticamente, applicandosi in misura fissa di 200 euro.

Agevolazioni su imposte dirette ed Iva
Le STP godono, grazie alla nuova normativa sulla neutralità fiscale, di non applicazione dell’IVA per molte operazioni straordinarie, tra cui conferimenti e trasformazioni. Inoltre, le imposte dirette possono essere più favorevoli rispetto al regime di lavoro autonomo. In questo sta il caso specifico ma l’aliquota ordinaria per le società di capitali è pari al 24% e non dipende dall’ammontare del reddito. Pertanto di solito, maggiori sono i redditi, maggiore è la convenienza verso forme societarie La tassazione proporzionale (con percentuale fissa del 24%) in prima battuta è più conveniente rispetto all’aliquota progressiva IRPEF tipica della partita IVA individuale. Attenzione però: questo vale finché le risorse restano nella società. Il legislatore vuole favorire il reinvestimento degli utili societari nell’attività caratteristica rispetto al godimento personale dei soci. Tutto ciò rende particolarmente conveniente l’uso della STP per studi con redditi elevati.

Confronto con lo studio monoprofessionale

In un tradizionale studio monoprofessionale, il dentista è vincolato a una tassazione personale progressiva e affronta maggiori limitazioni nella gestione fiscale di acquisti e investimenti.

La STP, invece, offre:

  • Crediti di imposta per i beni con i requisiti 4.0 e 5.0: Gli acquisti di attrezzature costose, come scanner intraorali, certi riuniti, TAC o macchinari radiografici, possono essere più convenienti.
  • Maggiore solidità finanziaria per la tranquillità dei soci: Visto l’incentivo fiscale a lasciare la liquidità “in azienda” risulta più agevole il rimborso di debiti dello Studio, o l’accantonamento del TFR dei dipendenti, o l’ampliamento dello Studio o ancora l’effettuazione di investimenti nei mercati finanziari.
  • Distribuzione più efficiente dei profitti: Le STP permettono di programmare il reddito del professionista in modo consapevole a inizio anno e di scegliere in sede di approvazione del bilancio se distribuire dividendi (che saranno tassati al 26%) o reinvestire gli utili, garantendo una gestione strategica dei flussi finanziari consapevole e molto più stabile.

Protezione patrimoniale e passaggio generazionale

Un ulteriore vantaggio della STP è la tutela del patrimonio personale. La responsabilità dei soci è limitata al capitale della società, proteggendo i beni personali da eventuali rischi professionali. Inoltre, la struttura societaria facilita il passaggio generazionale, sia all’interno della famiglia che verso collaboratori dello studio grazie alla possibilità di cedere quote.

“Quella del passaggio generazionale –dicono Alessandro ed Umberto Terzuolo- è diventata ormai una necessità molto frequente; ci capita di supportare, ormai quotidianamente nella nostra attività consulenziale, chi vuole cedere il proprio studio o svilupparlo con altri colleghi”. Sebbene i benefici fiscali e organizzativi della transizione a una STP superano di gran lunga i costi iniziali, soprattutto per gli studi di grandi dimensioni o con alti volumi di fatturato, il passaggio richiede un’attenta valutazione, avvertono i consulenti fiscali AIO.

" L’evoluzione della propria attività verso forme societarie, non deve essere vissuta come una “moda”, ma va valutata caso per caso con professionisti competenti ed esperti in materia, soprattutto considerando il caso concreto e valutando prima i costi-benefici specifici".    


 
 

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