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15 Aprile 2014

I materiali alternativi all'amalgama sono sicuri e longevi? La UE cerca una risposta. L'opinione della comunità scientifica sui materiali compositi


Nel 2012 il COEN Group della Commissione Europea, che  assieme al Medical Devices Experts Group si occupa di dispositivi medici, ha elaborato un questionario con il fine di analizzare gli eventuali rischi o le problematiche legate ai materiali relativi all'amalgama dentale.
In una riunione tenutasi a Bruxelles nel febbraio scorso, vagliati i risultati ottenuti dal questionario ha valutato necessario richiedere una serie di chiarimenti ai produttori per capire la sicurezza di questi prodotti.

A questo link trovate il documento inviato dalla FIDE (Federazione Europea dell'Industria Dentale di cui fa parte UNIDI che ha reso pubblico il documento) in risposta alle richieste avanzate.

Ma la domanda di fondo che da tempo sia l'UE, tentando di limitare l'utilizzo dell'amalgama dentale in quanto contenente mercurio e quindi potenzialmente pericolosa soprattutto per l'ambiente, è quella di capire se i nuovi materiale, sintetizzando li chiamiamo compositi, potrebbero efficacemente (e garantendo sicurezza al paziente) sostituire l'amalgama dentale.

"Le resine composite -ci dice Stefano Daniele, odontoiatria libero professionista e Tutor del Corso di laurea in odontoiatria dell'Università degli Studi di Milano- sono i materiali maggiormente impiegati in alternativa all'amalgama d'argento. Sono sostanzialmente delle resine acriliche rinforzate con micro particelle di riempitivo inorganico che conferiscono, appunto, la caratteristica di materiale composito".
Dal punto di vista della resistenza all'usura il dott. Daniele evidenza come la comunità scientifica abbia rilevato una tendenza nel corso degli anni a subire una usura superficiale  e "per tale motivo è difficile stabilire un dato certo di sopravvivenza dei restauri in composito inseriti nella bocca dei pazienti".

"L'usura del materiale -continua il ricercatore- dipende da molti fattori: corretta esecuzione della procedura clinica, igiene orale del paziente e ovviamente qualità del materiale impiegato. Rispetto all'amalgama d'argento i materiali compositi sono più suscettibili ad infiltrarsi marginalmente e dare origine a carie secondaria intorno al restauro. Le resine composite possono poi liberare, se non adeguatamente polimerizzate, costituenti all'interno del cavo orale che teoricamente hanno effetti tossici sulle cellule dell'organismo. In realtà, anche nel caso di scarsa polimerizzazione, il quantitativo di costituenti liberato nel cavo orale è insufficiente per dare effetti tossici sistemici mentre riduce drasticamente la longevità dell'otturazione".

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