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23 Febbraio 2017

L'influenza della guarigione per seconda intenzione dopo coronectomia di terzi molari mandibolari. Le indicazioni da una ricerca italiana

di Simonetta Franco


La coronectomia descritta per la prima volta nel 1984 da Ecuyer e Debien è ormai considerata una procedura chirurgica alternativa all'estrazione completa dei terzi molari inferiori ad alto rischio neurologico.

In letteratura tuttavia non ci sono evidenze scientifiche riguardo il tipo di guarigione da preferire dopo l'esecuzione di tale tecnica. La maggior parte degli autori raccomanda una guarigione per prima intenzione ma si tratta solo di una indicazione clinica basata sull'esperienza. Non ci sono studi che descrivano le complicanze legate ad una guarigione per seconda intenzione dopo coronectomia né che comparino i due tipi di guarigione.

L'obiettivo del nostro studio retrospettivo è stato quello di valutare le complicanze a breve e a lungo termine di siti guariti per seconda intenzione dopo intervento di coronectomia.

Materiali e Metodi: Tra i 116 interventi di coronectomia eseguiti presso il Reparto di Chirurgia Orale del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell'Università di Bologna da Novembre 2009 a Giugno 2012, dieci sono stati inclusi nello studio perché guariti per seconda intenzione in maniera non intenzionale. Questi sono stati osservati attraverso controlli clinici e radiografici per 2 anni valutando le complicanze nel breve e lungo periodo.

Risultati: Gli alveoli guariti per seconda intenzione hanno ottenuto una chiusura completa dei tessuti molli 3 mesi dopo l'intervento di coronectomia. In nessun caso si sono verificati episodi di infezione, alveolite secca o pulpite durante i due anni di osservazione. Non è stato necessario re-intervenire chirurgicamente in nessuno dei casi perché i pazienti erano asintomatici e le radici residue incluse nell'osso e non sondabili.

Discussione e conclusione: In questo studio retrospettivo, La guarigione per seconda intenzione dopo coronectomia di terzi molari ad alto rischio neurologico non h a determinato nel breve periodo l'insorgenza di complicanze infettive a carico dei frammenti radicolari lasciati in situ. Ulteriori studi randomizzati e con un follow up più lungo sono necessari per poter confermare influenza del tipo di guarigione sul successo a lungo termine della procedura di coronectomia.

Sintesi a cura di: Simonetta Franco (nella foto), una delle autrici del Lavoro

Per approfondire:

Influence of secondary wound healing after mandibular third molar coronectomy. Franco S, Vignudelli E, Monaco G, Marchetti C. Br J Oral Maxillofac Surg. 2017 Feb;55(2):145-149)

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