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04 Marzo 2014

Diagnosi, trattamento e follow-up delle lesioni trigeminali del cavo orale


La diffusione dell'implantologia e della chirurgia orale in generale ha portato all'aumento delle possibili complicanze dovute all'intervento. Tra queste le lesioni nervose, tema del dossier del numero 2/2014 di Dental Cadmos (è anche uno dei corsi Fad esclusivi per gli abbonati), sono le più temute.
I meccanismi riparativi, la prognosi e il trattamento di questo tipo di lesione è poco conosciuto, mentre, per consentire a pazienti e medici di distanziarsi da pareri poco professionali e molto distanti dall'evidenza scientifica, occorre affrontare il problema in modo approfondito.
Il lavoro, secondo modulo del primo corso FAD 2014, si pone come principale obiettivo quello di
fornire conoscenze evidence based che permettano un approccio razionale al problema. Questo consente di pianificare un intervento che minimizza la perdita funzionale e garantisce il massimo risultato riabilitativo.

Alveolare inferiore e linguale

I due nervi maggiormente interessati da eventi lesivi sono l'alveolare inferiore e il linguale per la loro peculiare posizione anatomica a ridosso dell'ottavo inferiore o immediatamente in prossimità del sito chirurgico in caso di implantologia posteriore al foro mentoniero.
Le modalità con cui si può verificare una lesione nervosa sono molteplici e rendono variabile la prognosi e i tempi di ripresa in ciascun paziente. Le lesioni possono realizzarsi tramite un meccanismo di tipo compressivo o di stiramento o per sezione parziale o totale del nervo. Nel primo caso generalmente la prognosi è eccellente, anche se variabile in termini di tempo, ed è strettamente dipendente dalla percentuale di fibre danneggiate.
Evidentemente più grave, da un punto di vista prognostico, il secondo caso nel quale la lesione si realizza per taglio o strappo del nervo, la cui continuità risulta macroscopicamente interrotta.

Sezione del nervo

I due monconi nervosi tendono a retrarsi e pertanto la rigenerazione nervosa non può avere luogo, a eccezione del caso in cui sia il nervo alveolare inferiore a essere sezionato. Una volta accertato che il canale mandibolare non sia occupato da corpi estranei quali impianti, radici o frammenti ossei, è generalmente sufficiente aspettare alcuni mesi per osservare l'autoriparazione del nervo dovuta alla vivace rigenerazione assonale del moncone prossimale che viene necessariamente convogliata verso il moncone distale dalle pareti del canale.
I capi del nervo linguale sezionato invece tendono a distanziarsi reciprocamente all'interno dei tessuti molli del cavo orale e la loro riapprossimazione può avvenire solo attraverso un intervento di microchirurgia ricostruttiva, pena la perdita permanente della sensibilità tattile, dolorifica e gustativa.

Tempestività dell'intervento

E' fondamentale che il danno venga subito riconosciuto in modo che si possa intervenire nel più breve tempo possibile, nel migliore dei casi contestualmente all'intervento che ha generato la lesione. Il trattamento chirurgico deve essere comunque tempestivo se la lesione è certa o in presenza di dolore. I risultati ottenuti con il protocollo presentato dagli Autori evidenziano la possibilità di recuperare circa l'80% della funzione.
In caso di sintomatologia dolorosa, se il trattamento chirurgico avviene entro pochi giorni o settimane, la percentuale di soluzione positiva è elevata. Trascorsi dodici mesi, invece, le possibilità di controllo chirurgico della sintomatologia crollano in modo drastico e bisogna pertanto approntare terapie farmacologiche, senza peraltro avere certezza di controllare completamente le algie.

A questo link il lavoro originale.

A cura di: Anna Maria Melica, Consulente scientifico DentalCadmos

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