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25 Settembre 2014

Approccio estetico, conservativo, parodontale con utilizzo di matrici in collagene. Caso clinico

di Giacomo Santoro


La paziente, donna di 25 anni non fumatrice, si presenta in prima visita lamentando un disagio estetico a carico del primo quadrante. L'anamnesi medica della paziente risulta negativa per qualsiasi patologia sistemica e la condizione odontoiatrica generale non evidenzia alcuna lesione da inserire in un contesto di priorità.

L'inestetismo riportato dalla paziente è dovuto a lesioni combinate caratterizzate da recessioni gengivali a carico degli elementi 1.2 e 1.3 classificabili come I classe di Miller, con ulteriore perdita di smalto a livello cervicale dell'elemento 1.3 indotta da una lesione non cariosa di tipo abfraction (Foto 1e 2).

  • Foto 1

  • Foto 2


La prima fase riguardante la gestione dell'igiene orale domiciliare si concentra sull'abituale tecnica di spazzolamento della paziente, istruendola ad una corretta tecnica di igiene orale che viene poi verificata  tramite richiami programmati prima di procedere con la parte chirurgica.

Prima di affrontare l'intervento chirurgico si corregge il profilo d'emergenza dell'elemento dentario 1.3 con materiale composito e tecniche adesive arrivando fino ad 1mm apicale alla previsione di copertura radicolare (Foto 3).

  • Foto 3


A questo punto si esegue l'intervento di chirurgia mucogengivale per la copertura contemporanea delle recessioni (guarda il video). 


In virtù del biotipo sottile e festonato viene realizzato un lembo con incisioni interdentali tra 1.1 e 1.2 e  tra 1.2 e 1.3 mantenendo il 1.3 come centro di rotazione. Si esegue un' incisione bisellata di svincolo distale al 1.3 con la lama del bisturi a 45° rispetto al piano mucoso. Dopo aver deterso la superficie radicolare di 1.3 si procede disepitelizzando le papille anatomiche e posizionando due porzioni di matrice in collagene di dimensioni predeterminate come riempitivo. Si stabilizzano le matrici con due punti singoli riassorbibili ciascuno in acido poliglicolico 7-0, poi dopo aver verificato l'efficace passivazione del lembo si procede alla stabilizzazione con suture singole riassorbibili in acido poliglicolico 6-0 sullo scarico e suture sospese per il corretto accostamento delle papille chirurgiche su quelle anatomiche nelle zone interdentali.

Alla paziente vengono consigliati sciacqui con soluzione di clorexidina 0,12% per 3 volte al giorno per 2 settimane evitando di spazzolare il sito chirurgico e mantenendo un dieta dedicata. La rimozione delle suture avviene dopo 14 giorni dall'intervento.

A distanza di appena 11 settimane si evidenzia la copertura  radicolare completa a carico degli elementi 1.2 ed 1.3 con un ottenimento dell'armonia estetica desiderata (Foto 4 e 5).

  • Foto 4

  • Foto 5

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