La paziente si presenta alla mia osservazione lamentando dolenzia in sede 37, elemento questo che risulta affetto da pulpite. All’esame obiettivo e radiografico si evidenziano restauri in amalgama incongrui in sede 37, 36, 35 (fig. 1).
Figura 1
Il piano di trattamento proposto prevede trattamento canalare in sede 37 con ricostruzione preprotesica e conseguente riabilitazione con overlay in silicato di litio (Celtra Duo Ht, Dentsply), overlay in sede 36 e onlay in sede 35, sempre in silicato di litio.
Al fine di ridurre il più possibile le sedute operatorie si decide di utilizzare l’impronta ottica con Cerec ricorrendo alla tecnica chairside per garantire la consegna immediata dei manufatti protesici.
I vantaggi di tale approccio terapeutico sono molteplici:
● la cementazione del manufatto con adesione immediata risulta, come dimostrato dalla letteratura scientifica, idealmente da preferirsi per la riduzione di contaminazione batterica nei tubuli e della conseguente ipersensibilità dentale durante la fase provvisoria che in questo caso non viene realizzata;
● possibilità di valutare le nostre preparazioni in fase di progettazione ed eventualmente di migliorarle riprendendo una nuova impronta in brevissimo tempo;
● eliminare il disagio al paziente di un’impronta tradizionale che non sempre è ben tollerata.
Il caso viene ultimato in due sedute operatorie, eseguendo nella prima il trattamento canalare e la ricostruzione preprotesica con perno in fibra in sede 37.
Quest’ultima viene realizzata utilizzando un composito duale molto luminoso, radiopaco, riempito al 69,1% (Cor-X Flow, Dentsply) con perno in fibra di vetro (D.T. Light-Post, Dentsply) cementato con adesivo (Universal, Dentsply) miscelato in parti uguali con attivatore (Self Cure Activator, Dentsply) per renderlo duale (fig. 2).
Figura 2
Nella seconda seduta, prima di iniziare le procedure terapeutiche e applicare la diga di gomma, viene selezionato il colore dei futuri restauri; la scelta del colore (in questo caso 1E scala Vivodent-PE) in questa fase è fondamentale perché gli elementi dentali sono ancora correttamente idratati e la percezione visiva del colore non è falsata.
Dopo avere rimosso i vecchi restauri in sede 35 e 36 e la dentina infiltrata, con l’utilizzo di un calibro intra-orale vengono misurati gli spessori delle pareti dentali residue al fine di valutare quali possano essere mantenibili o meno.
Questo consente di evitare fratture a medio-lungo termine, garantendo una maggiore predicibilità del manufatto in termini di resistenza ai carichi masticatori.
Prima di realizzare il build-up in sede 36 e 35 viene eseguita mordenzatura selettiva del solo smalto per evitare un’eventuale ipersensibilità dentale sfruttando le proprietà self-etching dell’adesivo universale Dentsply che consente di mordenzare la dentina in modo meno aggressivo (figg. 3-5).
Figura 3
Figura 4
Figura 5
Per il build-up di 36, al fine di creare un mimetismo ideale, vengono impiegati prima un composito flow sul fondo della cavità e poi un composito A4 in pasta (Ceram.x Universal, Dentsply) con elevata cromaticità e bassa traslucenza.
A build-up terminato, viene rimossa la diga, preparate le cavità di 35, 36, 37 e presa un’impronta ottica direttamente alla poltrona con l’ausilio del sistema Cerec (fig. 6).
Figura 6
Prodotti i manufatti, derivanti dalla progettazione, eseguita la fresatura e un’ulteriore modifica con un kit di frese dedicate personalizzato, questi vengono alloggiati nel cavo orale, dopo avere applicato una nuova diga di gomma per verificare fitting, chiusura marginale, punti di contatto interprossimali e occlusali e integrazione.
I manufatti monolitici vengono quindi colorati con supercolori appositi (fig. 7).
Figura 7
La caratteristica peculiare del silicato di litio Celtra Duo è quella di essere già cristallizzato (si salta la cottura di cristallizzazione come nel disilicato) e questo rende la colorazione con supercolori decisamente più realistica, perché si può apprezzare la resa estetica prima ancora di effettuare la cottura in forno, semplificando il risultato finale e guadagnando del tempo prezioso con il paziente che aspetta in studio il nostro manufatto.
Altra caratteristica importante di Celtra Duo è quella di possedere una buona fluorescenza e opalescenza e – cosa molto importante – un’elevata luminosità (valore alto) quindi una traslucenza bassa rispetto al disilicato di litio, ovviamente comparando lo stesso grado di traslucenza di partenza del blocchetto da fresare, grazie alla presenza nel materiale del 10% di cristalli di zirconia.
In termini pratici-clinici questo ci consente di partire da un blocchetto Celtra Duo Ht con colorazione A2 Vita e arrivare a una colorazione 1E scala Vivodent, colorazione decisamente più bassa di valore e più cromatica, con la consapevolezza di controllare decisamente meglio il valore del restauro, come nel caso clinico esposto.
Questa procedura è fattibile perché partiamo da un ottimo valore di fluorescenza e opalescenza, che consente di ottenere un effetto smalto stratificato su un silicato monolitico senza il timore di abbassare troppo il valore in fase di colorazione, grande problema del materiale monolitico con elevata traslucenza.
Verificata la corretta integrazione dei manufatti si esegue la loro cementazione sotto diga con composito in pasta non scaldato (Ceram.x Celtra Duo, Dentsply) che con le caratteristiche di ottima scorrevolezza e lavorabilità ci facilita decisamente la fase di cementazione e di rimozione del materiale evitando eventuali e fastidiosi rialzi occlusali post-cementazione.
Dopo avere rimosso il composito in eccesso e la diga si è proceduto alla rifinitura e lucidatura dei bordi degli intarsi e alla radiografia finale dei restauri (figg. 8, 9).
Figura 8
Figura 9
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