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09 Novembre 2015

AIO lancia la campagna per rendere detraibili tutte le cure odontoiatriche. Provocazione o strada percorribile alternativa ai Fondi sanitari?


Fausto FiorileFausto Fiorile

"Dobbiamo chiederci non quanto il terzo pagante può fare per i pazienti che sono in grado di pagare un premio assicurativo annuo per coprire le prestazioni odontoiatriche per sé e la propria famiglia, ma quanto la certezza della discesa in campo di fondi integrativi possa aiutare lo Stato a raccogliere risorse per assistere le fasce più deboli, quelle che oggi non vanno dal dentista. L'ultimo rapporto Censis ha confermato che nelle fasce di reddito più basse almeno un 33% della popolazione italiana non si presenta nei nostri studi. Quindi non esegue controlli periodici: come invertiamo questo trend?"

Fausto Fiorile (nella foto), vicepresidente dell'Associazione Italiana Odontoiatri, al V Congresso politico AIO in programma sabato 21 novembre a Roma (ex sede Enpam via Torino 38 ore 9.00) tiene la relazione centrale, quella che non solo descrive il tema chiave dell'incontro ("il Terzo pagante", cioè le mutue integrative del Servizio sanitario) ma lancia le provocazioni più importanti. E la provocazione che Fiorile anticipa riguarda gli sgravi fiscali.

"Il governo dovrebbe rendere totalmente detraibili le spese odontoiatriche degli italiani. Un po' come avviene per gli investimenti eseguiti per il risparmio energetico o le ristrutturazioni edilizie, si dovrebbe consentire di recuperare parte delle spese sostenute attraverso una riduzione del versamento Irpef! Noi chiediamo che lo Stato consideri importante investire in salute! Se si teme per l'inevitabile riduzione del gettito Irpef , si potrebbe iniziare, ad esempio, con le spese sostenute nell'ambito della prevenzione e per le cure conservative che sono generalmente meno costose e comunque importantissime per mantenere un buon livello di salute orale. E' l'unica misura per rilanciare le cure dentali nonché per favorire l'emersione di fenomeni di sommerso".

"Ma attenzione - aggiunge Fiorile - sto parlando solo di cure odontoiatriche. Al congresso dirò come sia auspicabile differenziare le detrazioni fiscali per il "dentista" da quelle per cure mediche, riproporzionando ciascuna tipologia a quanto il paziente veramente spende. Mentre per l'assistenza medica il Servizio sanitario nazionale provvede in massima parte come è giusto che sia, le spese per l'odontoiatria sono tutte o quasi a carico delle famiglie. Per lo più sono i ceti medio alti o i lavoratori con contratti stabili a fruire della mediazione di un'assicurazione privata o di una mutua convenzionata per l'odontoiatria".

Secondo l'indagine multiscopo ISTAT 2012 ripresa dal rapporto Oasi 2013 dell'Università Bocconi, l'ambito del servizio sanitario nazionale in cui i cittadini spendono di più di tasca loro per cure mediche riguarda le visite specialistiche, pagate per intero dal 55% dei pazienti, con punte massime del 69% per ginecologia e ostetricia. Ma per tutte le altre prestazioni di ricovero, cura e diagnostica il contributo del cittadino è molto inferiore. La stessa indagine multiscopo Istat segnala che i cittadini coprono a proprie spese per intero il 92% delle prestazioni odontoiatriche.

"Ragionevolmente - conclude Fiorile - se dovessimo applicare un criterio di equilibrio nelle detrazioni per le spese sanitarie, gli sgravi per le cure odontoiatriche dovrebbero essere più che doppi rispetto a quelli per le cure mediche. Ma la sfida che lanciamo e che in altri campi il governo sembra avere raccolto è quella di "sgravi cento", cioè pari al 100% della spesa, per un periodo concordato, in modo da rilanciare la prevenzione e le cure dal dentista a beneficio della salute di tutti gli italiani, ricchi e poveri".

A cura di: Ufficio Stampa AIO

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