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26 Giugno 2017

Ddl Lorenzin, FNOMCeO chiede riflessione al Parlamento. No al voto online e ai quorum irraggiungibili


Qualcuno li vede come un cavallo di Troia per consegnare gli ordini alla politica, qualcun altro addirittura prefigura un assalto all'ENPAM. I cento emendamenti solo all'articolo 3 del disegno di legge Lorenzin sull'elezione degli ordini e le altre modifiche proposte alla Camera stravolgono un testo che era uscito dal Senato incontrando un sostanziale consenso dei medici, e forse buttano per aria le già poche chance di vedere una legge sugli ordini dei sanitari presto vigente.

Monito FNOMCeO - A luglio parte il dibattito alla Camera e qualche giorno fa il ministro della Salute ha sottolineato agli infermieri che avranno il loro ordine entro fine legislatura. Letti gli emendamenti però il comitato centrale FNOMCeO ha approvato una mozione in cui invita il Parlamento a concordare le cose e a rispettare dei paletti: no al voto online, no ai quorum irraggiungibili, no a delegittimare il sistema di elezione degli ordini dei medici. Si riparta "dal testo approvato in Senato". Tra i "salti nel buio", "la previsione di intervenire sui regolamenti (anche elettorali) in enti ordinistici che, da un punto di vista economico, non gravano sullo Stato in quanto finanziati totalmente dagli iscritti". Il futuro decreto sui meccanismi elettorali entrerebbe poi in materie fin qui riservate agli ordini, negando il principio di sussidiarietà. E anche "privilegiare determinate sedi di voto o utilizzare meccanismi di voto elettronico (mai usato per le votazioni pubbliche di qualsiasi natura), discrimina gli iscritti e, lungi dal favorire percorsi unitari di accesso al voto, rischia di frammentare la categoria e di allontanare medici e odontoiatri dal proprio Ordine".

Il testo del Senato - Il Ddl Lorenzin all'articolo 3 riordina tutti gli ordini delle professioni sanitarie: medici, farmacisti, infermieri (che sostituiscono i collegi), ostetriche, tecnici sanitari, di prevenzione, di riabilitazione. Separa per tutti gli ordini la funzione istruttoria nei procedimenti da quella giurisdizionale, istituendo uffici istruttori con componenti sorteggiati tra i componenti delle commissioni disciplinari d'albo già esistenti più rappresentanti del Ministero della Salute. Pur sanitari iscritti all'albo, i componenti di queste commissioni devono operare fuori dall'ordine provinciale cui sono iscritti. L'articolo 4 poi disciplina la laurea breve anche per le professioni di osteopata e il 5 per il chiropratico, nasce (art 6) la Federazione nazionale ordine chimici e fisici e quella dei psicologi (art 7), tutti sotto il Ministero della Salute. Presso l'Ordine degli Ingegneri (art 8) è istituito Albo ingegneri biomedici e clinici, con controllo congiunto tra Ministeri di Salute e di Grazia e Giustizia. L'articolo 9 regola l'esercizio abusivo delle professioni riproponendo il sequestro dei beni ma non le sanzioni moltiplicate che leggiamo in specifici disegni di legge ora fermi (Marinello). L'articolo 1 introduce il regolamento Ue sulle sperimentazioni cliniche che ridurrebbe a uno i comitati etici esistenti.

Alla Camera - Ora si parla di abrogare la legge istitutiva di ciascun ordine per sostituirvi un regolamento-dpcm che introduca nuovi criteri di voto tra cui il voto online: qui l'argomento più gettonato nei corridoi degli ordini è che l'Omceo è ente di diritto pubblico, dovrebbe recepire una novità epocale di tal genere dall'alto, una volta che fosse a regime il voto online per il legislatore. Altra richiesta presente negli emendamenti: chiedere un quorum minimo di un quarto dei votanti perché la convocazione sia valida, irraggiungibile specie nelle realtà più grandi. In alternativa al voto online, qualche deputato propone di accorpare ordini provinciali e/o portare i seggi negli ospedali per far votare i medici ospedalieri, e qualche medico di famiglia si chiede perché non portarli anche nei piccoli comuni per far votare tutti i medici (ma a carico di chi sarebbero le spese per i seggi volanti?) Si parla poi di aprire a nuove professioni -dall'odontotecnico all' osteopata- e accorpare province; istituire ordini per medici non convenzionali. L'incompatibilità tra cariche sindacali e cariche ordinistiche si aggiungerebbe al divieto, già presente, di espletare un terzo mandato, con presidenti d'ordine che possono durare solo otto anni, cioè due mandati. Commenta un consigliere d'Ordine provinciale che ci chiede l'anonimato: "C'è un interesse nuovo nella politica per gli ordini; potrebbe essere dovuto alla volontà di portare i "trombati" in parlamento ai vertici della medicina che, ricordiamo, ha una cassa pensioni, l'ENPAM, da 19 miliardi di euro di valore".

Mauro Miserendino per Doctor33

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