Ma fare l'abusivo o il prestanome, "conviene"? Il dubbio mi è venuto scrivendo la notizia del dipendente del centro odontoiatrico e il direttore sanitario denunciati a Milano per concorso in esercizio abusivo di una professione. Peraltro i due potrebbero essere, in caso di condanna, i primi a subite le nuove pene imposte dalla Legge Lorenzin; non sempre si passa alla storia per gesti eroici.
Come sempre, il "fato", è meno casuale di quanto possa sembrare e così la vicenda milanese tocca i tre attori che per le modifiche introdotte all'articolo 348 del Codice Penale vengono sanzionati: il titolare dello studio che in caso di condanna si vedrà confiscare le attrezzature utilizzate per compiere il reato (prima della Legge Lorenzin non era sanzionato), colui (l'abusivo) che ha eseguito atti esclusivi a chi è in possesso di un titolo abilitante e chi (il prestanome) ha permesso l'illecito, in questo caso il direttore sanitario.
Per il primo, il titolare della struttura (indifferente se ad investire il capitale necessario per attivare lo studio sia un imprenditore oppure un laureato in odontoiatria), la confisca dei beni può rientrare tra i rischi imprenditoriali soprattutto se, come ovvio, sa bene di fare lavorare nel suo studio una figura non abilitata. L'Agenzia delle Entrate indica che il fatturato medio di una società odontoiatrica è di circa 300 mila euro all'anno, vedersi confiscate attrezzature per circa 100 - 200 mila euro (a spanne la cifra necessaria per comprare nuovamente le attrezzature confiscate) lo vede ancora in attivo se la confisca non avviene il primo anno di apertura.
Poi viene sanzionato chi commette il reato (l'abusivo) e chi lo consente: l'abilitato all'esercizio della professione (il prestanome). Qui le nuove pene rendono decisamente meno conveniente il rischio.
Prendiamo il caso di Milano. Abbiamo cercato di saperne di più ma le indagini ancora in corso non l'hanno consentito. Sappiamo che a fare prestazioni esclusive dell'abilitato all'odontoiatra sarebbe stato un dipendente della struttura, non sappiamo se sia l'assistente o un'altra figura dello studio. Fosse l'assistente scoperta a fare l'igiene, la signora rischia fino a 50 mila euro di multa, oltre alla denuncia penale e la possibile condanna alla reclusione da 6 mesi a tre anni. Vale la pena visto che il suo stipendio sfiora i 1.200 euro al mese oltre alla "mancia" per ogni detartrasi fatta?
L'altro denunciato è il direttore sanitario, quello che in assoluto, se condannato, pagherà il prezzo più alto per i reato: fino a 75 mila euro di multa, più la possibile reclusione da 1 a 5 anni e l'interdizione dalla professione da 1 a 3 anni. Mediamente, mi dicono, un direttore sanitario prende 800 euro al mese.
Ma la legge Lorenzin apre altri scenari che possono cambiare gli equilibrii tra abusivo e prestanome, come ad esempio il fatto che l'abusivo, per vedersi ridotte le pene, potrebbe decidere di patteggiare e nel dibattimento ammettere che era stato indotto a delinquere dal prestanome, che in questo caso faticherà molto a difendersi con la solita scusa: non ero presente, non sapevo.
Le varie possibilità per affrontare il procedimento post denuncia penale le ha raccontate ad Odontoiatria33 l'avvocato penalista Laura Asti dello studio Stefanelli. Ma di scappatoie questa volta sembrano essercene poche, soprattutto se durante il processo Ordine ed Associazioni sindacali si costituiranno parte civile in modo da tenere alta l'attenzione sul reato. (vai alla notizia)
Separatori d'amalgama
Tra poco più di un anno dovrebbero entrare in vigore in tutta Europa, Italia inclusa, le nuove norme sull'utilizzo del mercurio e, quindi, anche sull'utilizzo dell'amalgama dentale. Un servizio di Odontoiatria33 ha cercato di fare il punto.
Sull'utilizzo dell'amalgama per il dentista Italiano non cambierà nulla rispetto a quanto il Ministero della Salute aveva già imposto nel 2001. Ironicamente commentando la notizia postata sulla pagina Facebook di Odonoiatria33 veniva scritto: "Ma cosa è l'amalgama?"
Domanda ironica e concreta visto che oggi l'amalgama viene utilizzata meno del 5%, ma fino ad una quindicina di anni fa era ancora il materiale per eccellenza per ricostruire un dente. Credo che sia molto probabile che nei prossimi anni quelle otturazioni capiterà di rimetterci mano e dover rimuovere un'otturazione in amalgama sarà un problema che toccherà la maggior parte degli studi, anche quelli che l'amalgama, da anni, non la utilizzano più. E' su questo punto che interviene la normativa europea perché la rimozione non solo è pericolosa, in primo luogo per dentista ed assistente, e poi per il paziente, ma è anche dannosa per l'ambiente. Per questo motivo la norma imporrà ai dentisti di tutta Europa di dotarsi di un separatore d'amalgama. Stando a quanto ci ha indicato l'Associazione dei depositi dentali europei, solo circa il 10% dei riuniti degli studi italiani è oggi dotato di un separatore d'amalgama e per "montarlo" ci vorranno dai 500 ai 3 mila euro. Certo l'Italia può modificare la norma, ma difficilmente potrà togliere l'obbligo per l'unico strumento in grado di soddisfare l'obbiettivo della normativa. (vai al servizio)
Autorizzazioni sanitarie
La Regione Campania ha approvato un Decreto in cui vengono semplificati gli adempimenti per richiedere l'autorizzazione sanitaria. Si potrà farlo attraverso la SCIA, come avviene per altre concessioni comunali legate all'edilizia.
Il titolare dello studio presenta la documentazione richiesta ed inizia a lavorare, l'Asl dovrebbe controllare entro 30 giorni ed il Comune, entro 60 giorni, se ci sono criticità potrà chiedere interventi e sospendere l'attività dello studio; altrimenti nessun problema e o studio continua a lavorare senza ulteriori adempimenti. Un sistema decisamente snello ma che in sanità, forse, non dà le garanzie necessarie ai pazienti, considerando le difficoltà delle Asl di effettuare i controlli. Comunque il Decreto dovrà superare il vaglio dei ministeri competenti prima di diventare operativo.
Altra considerazione è sul regolamento approvato meno di due anni fa dalla Stato Regione sulle autorizzazioni degli studi odontoiatrici, dove tra gli altri vengono regolamentate le strutture più complesse. Le Regioni avrebbero dovuto seguire quel regolamento ed eventualmente integrare. La Regione Campania non lo ha minimamene considerato così come prima di lei hanno fatto due o tre altre Regioni che hanno emanato regolamenti sull'autorizzazione sanitaria degli studi odontoiatrici. Chissà quale sarà il motivo? (vai alla notizia)
Nuovi Ordini
Con l'entrata in vigore della Legge Lorenzin nascono ufficialmente i tre nuovi ordini in ambito sanitario, ma per vedere pienamente operativi anche gli Albi che regoleranno l'attività delle professioni sanitarie, tra cui quella di Igienista Dentale, servono 19 decreti attuativi. (vai alla notizia)
Norberto Maccagno
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