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21 Marzo 2018

Odontotecnici chiedono riconoscimento professione in ambito sanitario e abilitazione professionale dopo titolo universitario

Incontro al Ministero Salute: CNA-SNO ribadisce necessità di una maggiore specializzazione e qualificazione


Si è svolto il 16 marzo scorso, presso il ministero della Salute in incontro tra la delegazione CNA – SNO e il direttore Generale delle Professioni Sanitarie e delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale, dott.ssa Rossana Ugenti. Obiettivo dell’incontro, secondo una nota CNA-SNO, è stato ribadire la necessità del legittimo riconoscimento degli odontotecnici quale professione sanitaria.  

“L’adozione di un nuovo profilo professionale e la correzione di alcune disposizioni in materia di fabbricazione di dispositivi medici rappresentano il passaggio fondamentale per l’aggiornamento di una categoria che opera da decenni guardando alla qualità del prodotto e alla tutela del cittadino”, spiegano dallo SNO ricordando che, “a fronte di una normativa datata, l’attività di odontotecnico si è sempre più evoluta negli anni, sulla spinta delle disposizioni comunitarie in materia di dispositivi medici, che hanno portato tale figura ad una maggiore specializzazione e qualificazione”.  

“Già questo riconoscimento –continua la nota- era bastato individuato nella bozza proposta di accordo tra Stato e Regioni nel 2008 affinché gli odontotecnici potessero collaborare agli atti di verifica di congruità dei dispositivi medici su misura, al solo scopo di ottimizzare, al di fuori del cavo orale, tutti gli elementi relativi esclusivamente al manufatto che loro stessi realizzano”.  

A seguito di quanto previsto dalla legge, recentemente pubblicata in Gazzetta Ufficiale sul riordino delle professioni sanitarie, CNA – SNO, in rappresentanza delle 4.500 imprese di settore associate, “ha illustrato, nel corso dell’incontro di oggi, le motivazioni per il riconoscimento degli odontotecnici tra le professioni sanitarie. È stata poi ribadita la necessità di avviare contestualmente un processo di riforma per l’abilitazione all’esercizio della professione con un apposito percorso universitario calibrato su questo profilo professionale e che tenga altresì conto, per chi oggi svolge l'attività, dei titoli equipollenti”.


 
 

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