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09 Luglio 2018

Fornivano all’AUSL di Ferrara le protesi realizzate in Tunisia

Nei guai laboratorio odontotecnico romano


Sono quattro gli indagati dalla procura di Ferrara per l’ipotesi di truffa aggravata in concorso ai danni dell’azienda sanitaria estense e frode nella pubblica fornitura per protesi dentarie fatte realizzare da un laboratorio italiano in Tunisia. 

Si tratta, secondo la stampa locale, del legale rappresentante della Odontart Srl di Roma, e dei soci e proprietari della società. Stando a quanto riferito dalla stampa, il laboratorio odontotecnico romano aveva vinto il bando per la fornitura dei dispositivi protesici all’AUSL di Ferrara destinati ai pazienti socialmente deboli, un appalto da oltre 700 mila euro nel 2013 (rinnovato poi nel 2017), aggiudicato grazie ad un ribasso del 33%.  

E la denuncia alla Procura che le cose potevano essere non troppo chiare, era partita proprio da uno dei laboratori che aveva partecipato al bando. 

Stando a quanto riportato dal quotidiano online Estense.com, le indagini sarebbero durate oltre un anno ed avrebbero appurato che il laboratorio che si era aggiudicato l’appalto le faceva realizzate in Tunisia”. Inoltre, continua il quotidiano, dai controlli presso la sede del laboratorio romano il NAS avrebbe riscontrato “l’assenza di strutture adeguate per una produzione interna delle protesi”.

In aggiunta, durante le indagini, riferisce sempre il quotidiano online, “è stata trovata nella posta elettronica del materiale che dimostrerebbe che la fabbricazione avveniva effettivamente in Tunisia”. I quattro sarebbero “anche indagati per aver commesso una frode nella fornitura, fabbricando e cedendo all’AUSL protesi dentarie di origine e qualità diverse rispetto a quanto previsto nel bando, con l’utilizzo di materiali non tracciabili e attestando falsamente la produzione nazionaleutilizzando peraltro personale non qualificato”.  

“Gli stessi documenti raccolti in procura, se letti attentamente, scagionano i miei clienti – dice al quotidiano online l’avvocato John Riccardo Paladini, che difende i quattro indagati-. Sono stati consegnati 3.609 lavori all’AUSL di Ferrara e non vi è stata alcuna contestazione. Siamo serenissimi”. 

Precisando che “non ha ricevuto particolari segnalazioni di problemi connessi all’applicazione della protesi o di un numero di rotture protesiche superiori al passato”, AUSL di Ferrara ha dichiarato di aver “provveduto a incaricare il legaledi raccogliere tutte le informazioni e i documenti presenti nel fascicolo delle indagini per poter valutare le eventuali azioni che si reputassero necessarie a tutela dell’integrità dell’azienda, ma, soprattutto, della sicurezza dei pazienti”. 

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