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27 Giugno 2019

Aumentano i posti a medicina ed odontoiatria, contenuto per i dentisti, in doppia cifra per i medici. Le reazioni

Nor. Mac.

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti ha annunciato di avere firmato i decreti che stabiliscono il numero di posti per l’anno accademico 2019/2020 per medicina ed odontoiatria.  
Se per odontoiatria l’incremento è contenuto, da 1.096 dello sorso anno ai 1.133 attuali (+3,4%) , l’aumento dei posti a medicina è in doppia cifra, per utilizzare un termine cestistico, passando dai 9.779 posti dello scorso anno agli attuali 11.568 (+18,3%).

Per conoscere il numero di posti per singolo ateneo si dovrà ora attendere la contro firma del Decreto da parte del Ministro della Salute On. Giulia Grillo e la pubblicazione dei Decreti. 

“Su medicina e odontoiatria questo Governo sta mantenendo le promesse fatte, portando avanti un’azione strategica, sia nell’interesse dei nostri giovani che del Paese - dichiara il Ministro Marco Bussetti-. Abbiamo aumentato i posti a disposizione degli studenti universitari e continueremo a lavorare in questa direzione. L’Italia ha bisogno di medici, dobbiamo colmare questo vuoto. Chiaramente, è importante che a questo corrisponda anche un incremento delle borse di specializzazione mediche. Ed è per questo che ci siamo mossi su questo fronte. Abbiamo aumentato le borse già a partire dallo scorso anno e anche quest’anno abbiamo incrementato le risorse di cento milioni in Legge di bilancio per finanziare nuovi contratti di formazione. Non ha alcuna utilità avere più laureati se poi non si specializzano e non possono esercitare. Inoltre, siamo impegnati insieme al Ministero della Salute, agli Atenei e alle Regioni in una riforma del modello di ammissione ai corsi. È richiesta da anni, è stata molto dibattuta e adesso vogliamo arrivare alle risposte attese”. 

“Per quanto riguarda odontoiatria sono stati mantenuti di fatto i posti dello scorso anno con un minimo incremento”, commenta ad Odontoiatria33 il presidente CAO Raffaele Iandolo che sottolinea come il numero di posti sia in linea con quanto era stato indicato attraverso una consultazione tra CAO, Sindacati ed Università.“I posti assegnati agli atenei sede di corso di laurea, rispecchia il fabbisogno previsto per la nostra professione anche sei dati ministeriali non tengono conto delle lauree conseguite all’estero e tanto meno di quelle conseguite in Università straniere, a volte anche in Paesi extracomunitari, che grazie ad accordi con Università italiane sono a tutti gli effetti lauree italiane, senza però rientrare nei limiti imposti dal MIUR”. 

Di “umore” diverso il presidente FNOMCeO Filippo Anelli che chiede: “chi spiega a Bussetti che in Italia mancano gli specialisti e non i medici?. C’è qualcuno nel Governo in grado di spiegare al Ministro dell’istruzione che gli ospedali chiudono, le liste di attesa si allungano, per la carenza di specialisti? Soprattutto, chi spiegherà ai 10.000 medici fermi nel limbo prodotto dall’ignavia della politica e in attesa dell’aumento delle borse di specializzazione che i loro sogni, le loro speranze sono state infrante da un Ministro della Repubblica che non ha capito che cosa bisognava fare? E chi lo farà tra cinque anni, quando, per l’esito di vecchi ricorsi e di nuovi aumenti negli accessi, saranno diventati più di 21.000?”.“L’aumento del numero di posti per Medicina - continua Anelli - aumenterà di conseguenza il numero dei medici laureati che rimarranno fermi in quel limbo frutto dell’incapacità politica di trovare soluzioni e renderà vano il meritorio tentativo di aumentare il numero delle borse, così come preannunciato dal Ministro Grillo, perché parimenti un altro Ministro, il professor Bussetti, sta aumentando il numero dei laureati!”. 

“Ministro Bussetti, nel nostro Servizio sanitario nazionale e negli ospedali mancano gli ortopedici, non i medici; i neurochirurghi, non i medici; i pediatri, non i medici; i cardiologi, non i medici; i generalisti, non i medici; gli anestesisti, non i medici!” Continua il presidente FNOMCeO.

“Chiediamo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di intervenire per salvare il nostro servizio sanitario nazionale - conclude -. Si utilizzino quelle risorse individuate per aumentare il numero dei posti a medicina per finanziare le borse di specializzazione e della Medicina generale, e si ponga fine ad una politica che, inseguendo il consenso effimero, non risolve i reali problemi del paese”. 


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