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04 Settembre 2020

Dopo i Test a medicina ed odontoiatria, scatta l’ora dei ricorsi

Oltre alle “solite motivazioni", quest’anno si aggiunge la questione dei candidati che si trovavano in quarantena. Il Ministro Manfredi: “valuteremo i casi”

Nor. Mac.

Sono da poche ore terminati i test per accedere a medicina o odontoiatria (poco più di 66mila candidati per 13mila posti ovvero uno su 5 riuscirà ad entrare), che già scatta la corsa ai ricorsi con un’incognita in più rispetto agli anni precedenti: coloro che a causa del Covid non hanno potuto sostenere il test.

Si tratta di chi si trovava confinato in quarantena forzata perché positivo o in attesa dell’esito o di effettuare il tampone dopo essere tornato dalle zone a rischio. 

Che fare? 

Non si sa, al Ministero questa ipotesi non era stata considerata e così il rischio di vedere piovere ricorsi al Tar con conseguente iscrizione d’ufficio, è più che mai concreto.  

Valuteremo queste situazioni particolari”, ha promesso il ministro dell’Università Gaetano Manfredi, “facendo capire –scrive il Corriere della Sera- che, una volta finite tutte le prove per le facoltà a numero chiuso (anche Veterinaria, Architettura, Professioni sanitarie, Scienze della formazione primaria), un accomodamento si troverà”.  

Sulla questione dell'accesso si poteva fare di più “, dice l’onorevole Manuel Tuzi (M5S, VII Commissione Cultura Scienza ed Istruzione) medico specialista. “Intanto abbiamo perso l'occasione per evitare ricorsi anche quest'anno. Centinaia di aspiranti medici impossibilitati a fare il test perché affetti da Covid o in quarantena faranno ricorso al Tar che li riammetterà, ravvisando la "perdita di chance".  

Ma oltre alla questione ricorsi, come ogni anno dopo i test e le polemiche sul numero chiuso ecco le promesse/proposte per abolirlo o modificarlo. Per l’On. Tuzi, “è giusto ed educativo riaprire in presenza per le scuole, ma i giovani dopo le superiori hanno dimestichezza con l'e-learning e quest'anno si sarebbe potuta più che mai sfruttare la didattica a distanza introducendo la sperimentazione proposta da noi come Movimento 5 Stelle: ammissione di tutti gli aspiranti medici al primo anno, lezioni online per un anno e selezione finale. Si poteva e si potrà provare, tanto più che gli atenei sono sempre più attrezzati per questo tipo di formazione”. 

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