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13 Dicembre 2023

Da AIO una commissione permanente per studiare il fenomeno dell’IA

Savini (AIO): ogni manufatto, ortodontico protesico o di altro tipo, dev’essere riconducibile all’atto odontoiatrico e alla deontologia


Nell’era dell’intelligenza artificiale il settore dentale si arricchisce nuovi operatori che producono ed offrono materiali per il dentista e dispositivi su misura per il paziente. Mancano però i controlli. Associazione Italiana Odontoiatri lancia l’allarme. Tra allineatori e protesi si stanno diffondendo dispositivi su misura per la cui progettazione e produzione si salta il passaggio del medico odontoiatra. «Basta prendere due misure – magari a distanza – per realizzare, anche grazie a sistemi di intelligenza artificiale, manufatti calibrati sul prototipo del cavo orale del paziente odontoiatrico, che tuttavia non sono “terapeutici” perché dietro non c’è né la visita né la decisione di un professionista. Noi affermiamo che ogni manufatto, ortodontico protesico o di altro tipo, dev’essere riconducibile all’atto odontoiatrico e alla deontologia», spiega il segretario sindacale AIO Danilo Savini al 10° Congresso Politico organizzato alla sede dell’Università di Modena-Reggio Emilia (UniMoRE) sulle nuove tecnologie digitali. E annuncia: «Da oggi AIO ha una commissione di studio per monitorare le applicazioni dell’intelligenza artificiale, che va considerata un’evoluzione inevitabile di tutte le nostre attività e non semplicemente una nuova tecnologia».

Il presidente della Società Italiana di Telemedicina Antonio Vittorino Gaddi spiega che le intelligenze artificiali sono in uso da anni, «e sono diffusissime in tanti applicativi di uso comune. Ma per il futuro abbiamo bisogno di sistemi più avanzati e complessi, che usino il machine learning e il deep learning, basati anche sulle reti neurali, che siano in grado di apprendere e di svolgere funzioni complesse. Il problema maggiore è che questi sistemi vanno studiati e sottoposti a verifica: per il futuro servono studi non solo applicando le AI a problemi esistenti, ma specificamente alla sanità, valutandone utilità, rischi, aspetti etici e giuridici». 

Il Vice Presidente Unidi Mario Zearo ricorda come, rispetto alle previsioni, ogni nuova tecnologia prenda sempre il largo con qualche anno di anticipo nel quotidiano dei professionisti che la usano. Anche per l’uso dell’intelligenza artificiale nei vari aspetti dell’odontoiatria potrebbe essere così.

«La possibilità per “non-odontoiatri” di costruire protesi ed allineatori bypassando il dentista è comunque dietro l’angolo. Sia essa il computer di “odissea nello spazio” o tecnologia più “alla mano”, è una prospettiva temibile. Non ci sono controlli di alcun tipo su questi prodotti né nelle nazioni né a livello internazionale», dice Stefano Colasanto consigliere AIO. Un anno fa, quale delegato al Council of European Dentists dell’Unione Europea, con Pierluigi Delogu past president AIO, Colasanto chiese un sondaggio su come i 27 stati membri affrontassero il nodo del “fai-da-te”.

Oggi, i risultati.

«Oltre metà dei paesi dell’Unione Europea manca di una normativa che disciplini la fabbricazione di apparecchi su misura richiesti online. In cinque paesi sono possibili trattamenti ortodontici senza che il paziente sia prima visitato. Nel 90% dei paesi non ci sono regole. Intanto, in Italia il fai-da-te si è ora esteso alle faccette. Non possiamo consentire che in un ambito chiave della salute umana regnino abusivismo e terapie prescritte da ignoti».

L’intelligenza artificiale, è emerso nell’incontro organizzato per AIO dal Segretario culturale Vincenzo Musella, è una sfida anche per la giurisprudenza.

«I principi generali del diritto necessari a ricostruire il concetto di nesso causale o di colpa, posti a fondamento di qualsiasi tipo di responsabilità dell’odontoiatra, non riescono a disciplinare i casi di danni determinati dalla applicazione dell’intelligenza artificiale più evoluta in cui è la macchina stessa, una volta addestrata, a decidere autonomamente dove orientarsi e come procedere», dice Paolo D’Agostino docente di Diritto Penale all’Università di Torino. «I sistemi informatici di “deep learning” processano una mole enorme di dati, attingendo a banche alimentate dall’uomo. In sanità, in futuro, un ipotetico evento dannoso a seguito di un’indicazione terapeutica del computer sarà ricollegabile al medico nella misura in cui questi ha contribuito a progettare e programmare la “macchina”. Ma che responsabilità hanno il medico, l’ingegnere, l’informatico sulla decisione presa da un’altra entità?»

Innegabile resta il contributo delle tecnologie digitali nel perfezionare l’apprendimento degli studenti. Il professor Ugo Consolo Direttore UOC Maxillofacciale UniMoRE sottolinea come lezioni interattive, realtà virtuale, realtà aumentata, docenti multilingue virtuali siano oggi realtà nei migliori atenei italiani e velocizzino le parabole di apprendimento dei giovani. Oltre a consentire progressi rapidi nella manualità in una laurea che, come ha ricordato Livia Ottolenghi, presidente della Conferenza dei corsi di laurea e Chief Dental Officer, è diventata abilitante e vive di multidisciplinarietà. A Modena, ha spiegato Luigi Generali Presidente del Corso di Laurea UniMoRE, è nato un Centro d’innovazione didattica rivolto ai docenti per introdurre le ricadute delle novità tecnologiche nei loro insegnamenti nonché sull’odontoiatria sociale («in protesica, a Modena l’uso del digitale consente di ridurre le attese dei pazienti in cura nel Servizio sanitario»).

In conclusione, il presidente nazionale AIO Gerhard K. Seeberger torna sulla nuova Commissione IA, incaricata di confrontarsi con altre professioni per produrre documenti a beneficio delle istituzioni e di sollecitare un confronto sull’intelligenza artificiale con i colleghi nel resto d’Europa. «La scelta di “internazionalizzare” l’interlocuzione risale agli anni della presidenza Delogu (2016) e si rende doverosa ora che l’informatica, oltre ad offrirci soluzioni, ci affianca nuovi processi dl pensiero. Il nostro compito è fare in modo, nell’interesse dei pazienti, che il giudizio finale sulla risposta di cura sia deciso dall’uomo. In un far west senza regole vorremmo aprire tavoli con industria, informatici, ingegneri, medici, rappresentanti di pazienti e delle istituzioni. Obiettivo: far sì che il computer non sostituisca il Medico-Odontoiatra ma lo aiuti a lavorare meglio e, potendo, a ridurre la ridondanza di prestazioni, specie quelle dovute a comportamenti difensivi».

Tra gli altri temi trattati ricordiamo telemedicina e teleodontoiatria, oggetto delle relazioni di Gaddi, dell’Avvocato Maria Maddalena Giungato del DG Ausl Modena Ottavio Nicastro e della rappresentante di Cittadinanzattiva Anna Baldini. Hanno inoltre offerto autorevoli relazioni il Presidente CAO Nazionale Raffaele Iandolo ed il ricercatore dell’Istituto Mario Negri Eugenio Santoro, rispettivamente sull’evoluzione della pubblicità sanitaria (anche online) nelle più recenti normative e sulle raccomandazioni del gruppo di lavoro ICT Fnomceo ai professionisti sanitari per l’uso dei social media e delle piattaforme di messaggistica.

A cura di: Ufficio Stampa AIO 


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