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30 Settembre 2006

Il mal di schiena e l’ergonomia

di C. Guastamacchia


Tutti i dentisti (igienisti, assistenti) senza eccezione, sono destinati al mal di schiena. Differente per epoca di insorgenza, tollerabilità, continuità, gravità, terapie più o meno efficaci, il mal di schiena non risparmia nessuno. Il mal di schiena parte da una disarmonia fondamentale del nostro lavoro riguardante la postura, in piedi o seduta che sia. La nostra postura ha due difetti: il lavoro monolaterale e la grande frequenza di condizione asimmetrica. Il primo difetto è, ovviamente, ineliminabile, il secondo, teoricamente (astrattamente?) eliminabile, è tuttavia costituito dal disassamento quasi fatale di tre linee: la bitemporale, la bis-acromiale e la bi-spinoiliaca.
Fiumi di consigli si sono susseguiti per suggerire e insegnare la “postura” migliore, ma la verità vera è che la “postura migliore” non esiste. Esiste (eccome se esiste!) la “postura peggiore”, che ha un nome e un cognome: si chiama postura statica prolungata. Se ne accorse oltre 25 anni fa Riessner (Riessner FE. Die Dinamiche Sitzweise. Quintessenz 12, 1979) quando suggerì ciò che, in seguito, è stato troppo trascurato anche da molti ergonomi, oltre che dal legislatore: infatti di questo suggerimento nulla si trova nella famosa “626”.
Cosa suggerì Riessner? Una cosa molto semplice: che ogni 8-10 minuti il dentista e la sua assistente cambiassero, anche di pochissimo, postura. Questo perché il vero guaio, da cui ha origine il mal di schiena, è quello della postura statica prolungata. Oggi, alla luce di quanto si è potuto constatare, (anche inserendo nei nostri principi ergonomici quanto proviene da altri campi), i consigli più pratici e operativi, sono i seguenti:
1. cambiare postura, anche di poco, ogni 8-10 minuti;
2. tra i cambiamenti includere anche momenti di postura all’impiedi;
3. non effettuare il lavoro seduto sempre con lo stesso seggiolino (non esistono seggiolini “perfetti”), ma alternarlo con almeno tre modelli durante il giorno e/o durante la settimana;
4. fare, almeno tre volte la settimana, sedute per esercizi di rinforzo della muscolatura addominale, con almeno 150-200 ripetizioni per seduta; una tonica muscolatura addominale, sia dei retti che degli obliqui, è la difesa fondamentale per i dischi intervertebrali e per tutta la colonna.
Naturalmente ognuno potrà perfezionare quanto suggerito, con trainer personali o studiando libri ad hoc sull’argomento, ma la sostanza del discorso è tutta nei quattro punti citati sopra. Questi valgono molto ma molto di più di un nuovo riunito o di un nuovo seggiolino… senza la postura dinamica. Riflettiamoci: l’ergonomia può davvero aiutarci più di qualunque diavoleria tecnologica o di qualunque rozza e semplicistica “626”. Ancora una volta sta a noi prevenire: prevenire, ovviamente, anziché dover, dopo, dolorosamente curare.



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