In mezzo alle infinite contumelie che il nostro caro (?!) ministro Bersani riceve, mi permetto di inserire un “grazie” davvero sincero, ancorché da spiegare chiaramente.
Sintetizzando molto, si tratta di comprendere come, tra le cervellotiche diposizioni che ci sono state recentemente propinate, vi sia un elemento altamente positivo, sicuramente non voluto e non compreso a priori dal ministro stesso. Alludo al fatto che, attraverso un marchingegno tipo “cavallo di Troia”, questa volta benevolo, vengano introdotte nella nostra realtà operativa delle innovazioni “cogenti” che ci immettono in un mondo positivamente lungimirante.
Alludo al fatto che tutte queste novità fiscal-comportamentali obbligano la nostra odontoiatria a divenire forzatamente una professione che deve imparare a comunicare in modo “digitale”. Ora, il “digitale” che ci chiedono le novità fiscali è un digitale sostanzialmente (e limitatamente) fiscale e adempimentistico, ma a me fa piacere rilevare e sperare che attraverso questo meccanismo-cavallo-di-Troia tutta la professione impari a conoscere e ad applicare il “digitale” nello svolgimento della comunicazione quotidiana.
E questo è molto importante, soprattutto clinicamente, che è quanto a noi deve interessare di più. Già, perché è sempre più chiaro che videocamere digitali (strumenti assolutamente indispensabili!), con immagini che immediatamente vengano immesse nella cartella clinica (digitale) del paziente, offrono modalità operative, diagnostiche e comunicazionali impensabili con altre modalità. Lo stesso dicasi per le immagini ricavate da macchine fotografiche digitali. Ma il massimo dei massimi, in proposito, il digitale ce lo offre con le radiografie (RVG o ai fosfori non importa). Quanto ci può offrire una rx digitale è straordinariamente più valido, clinicamente, delle rx che abbiamo utilizzato per decenni. Velocità, riduzione di radiazioni, manipolazione, archiviazione, reperimento, statistiche… tutto questo, e di più, ce lo dà il “digitale” che, è bene ripeterlo, non deve essere accolto con il viso dell’armi solo perché entrato con i decreti bersaniani.
Il digitale sia dunque il benvenuto, in studi che siano ormai informatizzati (“digitalizzati”) con reti e non più con apparecchi isolati. Chi ha provato la pensa di sicuro come me e chi non l’ha provato lo provi al più presto… di certo non se ne pentirà!
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