HOME - Cronaca
 
 
19 Novembre 2007

"Visto da fuori" - 93/42 è meglio sapere che...

di Norberto Maccagno


In queste settimane, leggendo i siti di alcune associazioni di categoria o affermazioni di esponenti delle associazioni dei consumatori mi sono accorto che la direttiva 93/42Cee recepita dall’Italia con il Dlgs 46/97 non è stata ancora assimilata come dovrebbe; nonostante sia in vigore in Italia da dieci anni.
Per capirci la direttiva è quella che ha cambiato nome alla protesi che il laboratorio vi realizza definendola dispositivo medico su misura. Direttiva che ha regolamentato la realizzazione delle protesi e vi impone di redigere una prescrizione medica per ogni protesi richiesta al laboratorio. Formulando meglio il concetto: obbliga il fabbricante, il laboratorio odontotecnico, a realizzare i dispositivi solo su prescrizione medica e gli impone di dichiarare che questa è stata realizzata con materiali e sistemi produttivi che non provocano danni agli utilizzatori finali.
Ma la direttiva non interessa l’odontoiatria solo per questo.
Infatti la 93/42Cee nasce principalmente per normare i dispositivi medici.
In odontoiatria - semplificando - sono dispositivi medici tutti i materiali che entrano in contatto con i pazienti. Questi materiali o apparecchi devono riportare la marcatura CE ma anche il numero di lotto.
Grazie a questo e a un sistema di controllo e monitoraggio a carico del fabbricante (l’odontoiatra non è considerato fabbricante, mentre l’odontotecnico o la ditta che produce impianti sì) è possibile rintracciare nel tempo questi prodotti. Almeno sul piano teorico. L’obiettivo infatti è quello di monitorare il sicuro impiego dei prodotti al fine di garantire la salute di tutti i soggetti che ne vengono coinvolti: gli operatori sanitari, i pazienti e altri soggetti terzi anch’essi coinvolti nel loro utilizzo.
Nel caso si verifichi un problema, una corretta procedura di rintracciabilità e identificabilità dei dispositivi medici consente, ma anche impone al produttore, di informare gli utilizzatori ed eventualmente ritirare il prodotto che si è rivelato pericoloso o difettoso. In realtà l’odontoiatra non ha molti obblighi: una recente sentenza della Cassazione ha perfino disposto che non è obbligatorio consegnare al paziente la dichiarazione di conformità fornita dal laboratorio.
Nonostante questo, il dentista non deve sottovalutare la rintracciabilità dei prodotti in funzione della tutela del paziente che cura, ma anche per una sua tutela professionale.
Questa tutela può avvenire solo segnando sulla cartella clinica del paziente i numeri di lotto dei materiali che vengono utilizzati e inseriti nel cavo orale, per la cura e per la terapia.
L’esempio più facile da fare è quello dell’impianto. Bisognerà segnare il numero di lotto dell’impianto inserito nel cavo orale di quel paziente per poter, eventualmente, riconvocarlo e reintervenire, qualora l’azienda produttrice del dispositivo medico evidenziasse che lo stesso si è dimostrato difettoso. Ma lo stesso principio, la stessa precauzione deve essere teoricamente adottata anche per tutti gli altri materiali: cementi, compositi, perni ecc.
Sbotterete voi: “siamo alla catalogazione dell’otturazione!”
Nulla di obbligatorio, ripetiamo, ma se la ditta che produce l’amalgama dentale che utilizzate scopre, dopo alcuni anni, che durante la lavorazione è stato per sbaglio inserito più mercurio del dovuto e questo ha provocato alcune intossicazioni in soggetti a rischio, come farete a richiamare i vostri pazienti per sostituire il materiale potenzialmente pericoloso?
Non li richiamate, potete rispondere. Ma se il paziente ha realmente un problema e viene a sapere della disposizione sollecitata dalla ditta produttrice e vi cita chiedendovi i danni? Allora sì che sarete responsabili.

L’esempio è sicuramente un caso estremo, ma ritengo che possa servire a ribadire che le norme impongono cambiamenti nella pratica quotidiana.

GdO 2007; 16

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Offrire strumenti per osservare e interpretare le forme, più che fornire regole rigide. L’obiettivo del nuovo libro EDRA a firma Leonardo Colella


Uno studio italiano analizza una soluzione clinica che integra design implantare ibrido e connessioni versatili per migliorare la stabilità biologica e ampliare le opzioni...


Uno studio italiano propone uno schema per migliorare la comparabilità tra studi e favorire un’interpretazione clinicamente rilevante dei risultati protesici


Una revisione sistematica analizza come le diverse soluzioni protesiche complete, convenzionali e implantari, influenzino la qualità di vita correlata alla salute orale nella...


Obiettivo della tecnica è integrare modellazione clinica e workflow digitale per ottenere un controllo completo del progetto estetico riducendo le discrepanze tra pianificazione...

di Attilio Sommella


Il problema dei dispositivi medici contraffatti o privi della marcatura CE sta interessando alcune aziende del settore che si vedono penalizzate dalla presenza sul mercato di prodotti "uguali" agli...


Altri Articoli

Dott.ssa Lucia Zugaro Segretario AIDIPRO

Le riflessioni del direttivo di AIDIPRO in merito alla sentenza del Tar sull’autonomia dell’igienista dentale


“The Digital Full-Circle” il post graduate al San Raffaele di Milano per approfondire riabilitazione implantoprotesica integrata con connessioni originali


Dai dati Isa delle dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024) stabile il fatturato ma calano gli studi. Il 58% rientra tra gli “affidabili” fiscalmente con un...


Dai dati Isa delle dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024) si sono persi quasi mille laboratori, cresce il fatturato


Il punto con l’AD Margherita Costa. Il futuro: sempre più integrazione tra biologia e tecnologia digitale, materiali personalizzabili e semplificazione dei protocolli clinici


Sulla sicurezza delle cure e compresenza l’Associazione porta i dati e le valutazioni giuridiche che confuterebbero il parere dei Giudici


I dati evidenziando le linee di sviluppo future tra digitalizzazione dei flussi clinici e mutamenti nei consumi degli studi e dei laboratori


L’Assemblea Elettiva ha tracciato la rotta per i prossimi due anni all’insegna della transizione e continuità. Questo il nuovo Consiglio in carica per i prossimi due anni


Per il sindacato il riconoscimento mantiene saldo il principio della distinzione tra atto clinico, esclusivo dell’odontoiatra e attività tecnico‑laboratoriale propria dell’odontotecnico


Attiva la piattaforma per presentare le domande. Rimangono ancora fuori i software in cloud


Ipoplasia mascellare e progenismo mandibolare nel paziente pediatrico: dalla diagnosi al trattamento è il tema del ciclo di incontri organizzati sul territorio


Il Governo approva uno schema di decreto sull’intelligenza Artificiale. Tra i principi enunciati anche quelli che interessano operatori sanitari e professionisti


La Corte di Cassazione conferma che la difettosa tenuta della documentazione clinica da parte del sanitario non può pregiudicare sul piano probatorio il paziente


Un confronto in vitro tra matrici animali e vegetali rivela nuove strategie per il controllo metabolico ed enzimatico dei patogeni orali.


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi