Ha preso vita nel cuore di Torino, al Lingotto, la Dental School: progetto ambizioso che, dopo circa 15 anni, si è concretizzato con l’inaugurazione del 15 febbraio alla presenza del Ministro della salute Livia Turco.
La Dental School diventa la nuova sede del corso di laurea di odontoiatria e protesi dentaria di Torino, ma non solo. Il nuovo centro sarà un polo di eccellenza per la didattica, l’assistenza e la ricerca in campo odontostomatologico.
La Dental School, costata circa 60 milioni di euro, si sviluppa su due piani per un totale di circa 13.000 mq: un piano è adibito alla didattica (5.000 mq), l'altro è dedicato all’assistenza (8.000 mq).
Alcuni numeri della nuova struttura: 1 aula magna, 69 riuniti, 6 aule da 48 posti, 1 aula gessi da 50 posti, 1 aula manichini da 40 posti, 1 laboratorio odontotecnico.
Ospiterà il corso di laurea magistrale in odontoiatria e protesi dentaria, quello in igiene dentale, la scuola di specializzazione in ortognatodonzia, sei master e nuove scuole di specializzazione, odontoiatria clinica generale e odontoiatria pediatrica.
Il prof. Giulio Preti, storico preside del corso di laurea di odontoiatria a Torino, da un anno in pensione, è il vero papà di questo progetto, oltre a essere il presidente onorario del corso di laurea. L’ha fortemente voluto, ideato, seguito come si accudisce un figlio durante la crescita e la sua soddisfazione è “certificata” da quegli occhi lucidi che l’hanno accompagnato per tutte le due ore dell’inaugurazione.
Ci racconta la storia che ha portato alla realizzazione della Dental School?
E' partita oltre 15 anni fa e ha cominciato a concretizzarsi a metà degli anni ’90. Dovevamo organizzare il congresso internazionale di protesi maxillo-facciale a Torino. Un personaggio vicino all’avvocato Agnelli ci propose di organizzarlo nella sede del Lingotto che stavano riconvertendo in centro congressi e, dopo aver organizzato l'evento, ci siamo detti: perché non trasferiamo la scuola in quei locali?
Abbiamo ottenuto fondi dalla UE e dalle banche torinesi, l’Istituto San Paolo e la Cassa di Risparmio di Torino, e con la collaborazione dell'architetto Renzo Piano, sul modello zurighese gestito dal prof. Palla, siamo partiti per realizzare il nostro progetto. Non sono mancati i momenti difficili: dopo la ricerca dei finaziamenti sono arrivati i guai giudiziari che hanno coinvolto Luigi Odasso, allora direttore generale delle Molinette (l’ospedale torinese da cui dipende la facoltà di Odontoiatria), arrestato per tangenti. L’opera, avviata, è stata in stand by per tanto tempo fino a quando la Regione Piemonte ci ha dato un contributo che, unitamente al supporto fornito dalla Fondazione San Paolo, ci ha permesso di completare l’opera.
Quali sono le peculiarità della Dental School?
L’attività svolta ricalca quella che già da tempo è l’impostazione della clinica odontoiatrica torinese, ma si ampliano a dismisura le potenzialità, per la struttura dei locali, ma soprattutto per le tecnologie presenti. La ricchezza di questa scuola sono gli insegnati, scelti con criteri meritocratici che hanno un grande senso di appartenenza e rispetto dell’istituzione scolastica. Altro punto a nostro favore è il coinvolgimento degli studenti nella gestione della scuola. Molti di questi si fermano dopo la laurea come tutor. Non voglio dimenticare il personale, sia amministrativo sia ausiliario. Mi permetta anche di sottolineare il contributo datoci dall’industria del dentale. Grazie ad alcune aziende che hanno creduto nel nostro progetto siamo riusciti a dotare la scuola di arredi e attrezzature “top quality”. L’industria ci ha donato circa un milione di euro di strumenti e macchinari consentendoci di comprare il resto del necessario con oltre il 60% di sconto. Senza questa attenzione nei nostri confronti non avremmo potuto realizzare questa opera che è un vanto per tutta l’Italia ponendo la Dental School tra le prime Università europee.
Dental School è anche una clinica universitaria?
La Dental School sarà anche un polo di riferimento per tutte quelle patologie gravi che non trovano una risposta terapeutica sul territorio in quanto mancano tecnologia e conoscenza. Offriremo l’assistenza odontoiatrica, definiamola semplice, ai soli pazienti necessari alla formazione dei nostri studenti.
Dental School anche un polo per la ricerca con una vocazione alla solidarietà.
Il Centro per le nuove tecnologie sarà un ufficio che fungerà da collettore tra le aziende interessate a fare ricerca e l’Università. Con questo Centro vogliamo ridurre il gap tra l’ideazione, la realizzazione e la valutazione clinica, si potranno finanziare tesi, ricerche. L'aspetto sociale della professione odontoiatrica è sempre stata una mia passione: la Dental School ospita il COI (Cooperazione Odontoiatrica Internazionale). Adesso mi sto occupando dell’Osservatorio orale della salute dei pazienti fragili, sto lavorando soprattutto per la semplificazione degli interventi: abbiamo registrato due brevetti mirati alla semplificazione della realizzazione di una protesi totale che ci consentono di realizzarla in due sole sedute invece che in sei. A settembre saremo operativi con questi nuovi materiali realizzati da una azienda torinese. Le royalty derivanti questi brevetti serviranno per finanziare attività rivolte a pazienti socialmente deboli.
GdO 2008; 4
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