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14 Luglio 2008

Il ruolo delle cellule staminali in odontoiatria

di Margherita Bovari


L’uso di cellule staminali, che sono dotate della capacità di andare incontro a illimitate divisioni cellulari e allo stesso tempo di differenziarsi verso uno o più citotipi, apre una serie di possibilità per molti settori della medicina.
Recenti scoperte hanno rivelato la presenza di cellule staminali adulte, denominate Adult Stem Cells anche in tessuti ritenuti sinora terminalmente differenziati, quali per esempio l’osso o il sistema nervoso centrale. La funzione strategica e terapeutica di tali cellule sarebbe legata alla loro capacità di differenziarsi in direzioni diverse.
Oggi vi sono evidenze scientifiche che, all’interno del midollo osseo, sono presenti cellule stromali, le quali in vitro proliferano e danno origine a una popolazione di cellule aderenti non ematopoietiche che prendono il nome di Cellule stromali del midollo osseo; all’interno di questa popolazione eterogenea esiste un particolare sottogruppo cellulare di cellule staminali mesenchimali o scheletriche in grado di andare incontro a un numero illimitato di divisioni cellulari. Queste cellule possono cioè differenziarsi in tutti i citotipi riscontrabili nell’osso adulto tra i quali osteoblasti e cementoblasti, dando origine a un numero illimitato di progenitori cellulari ossei, in grado di promuovere la riparazione o la rigenerazione di difetti scheletrici una volta reimpiantate all’interno dello stesso organismo donatore.
Di recente anche in altri tessuti mineralizzati dell’organismo come quelli presenti in cavità orale sono state individuate cellule potenzialmente staminali, in grado anch’esse di proliferare e di rigenerare i tessuti di origine una volta reimpiantate in vivo.
Cellule staminali provenienti dalla polpa dentaria, sono in grado di differenziarsi in odontoblasti al punto di formare dentina; i tessuti duri dentari e parodontali potrebbero quindi rappresentare una fonte importante di elementi staminali, consentendo di ottenerne una grande quantità senza grande difficoltà, grazie all’alta accessibilità chirurgica che caratterizza questa sede di prelievo, anche rispetto allo stesso midollo osseo. Le cellule staminali della polpa dentaria umana, provenienti sia da elementi decidui che permanenti, sembrerebbero derivare da cellule delle creste neurali che a livello dello splancnocranio contribuiscono alla formazione del mesenchima, e sarebbero perciò dotate di una particolare plasticità.
Al di fuori dell’odontoiatria le cellule staminali sono state invece utilizzate per la formazione di cartilagine, per la rigenerazione dei tessuti cardiaci e per la terapia di malattie infiammatorie croniche del sistema nervoso come anche di lesioni traumatiche spinali. Sono insomma una grande risorsa, destinata a cambiare il volto della medicina futura.

GdO 2008; 11

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