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25 Maggio 2009

L'odontoiatria europea è donna. In Italia non ancora

di Norberto Maccagno


In Europa il 69% dei professionisti è rappresentato da donne, in Italia solo il 23%. Facendo riferimento ai dati del centro studi Fnomceo, le giovani odontoiatre raggiungono per numero i colleghi maschi, ma vivere la professione dal punto di vista dei camici rosa continua a essere più difficile che per gli uomini.
Come per la medicina, anche la professione di odontoiatra si sta colorando di rosa. Se per raggiungere il pareggio tra il numero di iscritti uomini e donne all’albo degli odontoiatri ci vorrà almeno qualche decennio, l’inversione di tendenza è già incominciata. Dai dati forniti dal centro studi della Fnomceo sugli iscritti al marzo 2009 ai vari albi provinciali degli odontoiatri, notiamo come tra gli odontoiatri con meno di 29 anni la parità tra uomini e donne sia una realtà: 787 i maschietti censiti contro 783 femminucce.
Ma gli stessi dati ci dicono che oggi le donne sono in nettissima minoranza, il 23,1% degli iscritti: 12.874 contro 42.822 maschi.
Una professione, quella di dentista che - come molte altre - fino agli anni Sessanta sembrava non “interessare” le signore. Infatti, se si scorrono i dati della Federazione, si nota come le dentiste over 59 sono solamente 544 contro 6.575 uomini. Dal punto di vista anagrafico, il gruppo più nutrito di iscritte ai vari albi provinciali vanno dai 24 ai 49 anni (8.127).
Territorialmente parlando, è il Molise la regione che registra la più alta percentuale di donne dentiste (36,3%), seguita dalla Sardegna (29,1%) e dall’Emilia Romagna (27,4%). La classifica delle regioni con la percentuale di professioniste iscritte più bassa vede la Campania al primo posto (17,1%), seguita dalla Valle d’Aosta (19%) e dal Veneto (19,7%).
Considerando invece il solo numero delle iscritte (senza rapportarlo con il numero totale degli iscritti nei vari albi provinciali) le regioni che annoverano in assoluto più odontoiatre sono: la Lombardia (2.127), il Lazio (1.416) e l’Emilia Romagna (1.159). Le regioni con meno iscritte invece sono la Valle d’Aosta (15), il Molise (57) e la Basilicata (85).
A livello europeo la situazione è diversa. Il 69% dei professionisti sembra essere donna, condizionale d’obbligo visto che i dati non sono poi così certi stando a quanto ci dice la dottoressa croata Vesna Barac (coordinatrice del gruppo di lavoro ERO Women in dentistry che sta cercando di mappare la situazione) per via della difficoltà di reperirli.
In generale la professione nell’Europa occidentale (Svezia e Finlandia escluse) è esercitata prevalentemente da uomini, nel resto dell’Unione in maggioranza sono le donne. Si tenga conto che negli ultimi anni, in Svezia, è stata introdotta una norma, per equilibrare il rapporto tra dentisti e dentiste (sbilanciato a favore di queste ultime), che prevede che ogni anno devono iscriversi alla facoltà di odontoiatria il 50% di uomini e il 50% di donne.
Estonia, Lituania e Polonia le nazioni dove le donne dentiste superano l’80%. Romania, Bulgaria, Croazia, Slovenia, Slovacchia, Russia, Macedonia, Armenia quelle che attestano la percentuale intorno al 60%. Spagna, Danimarca, Belgio, Portogallo, Ungheria le nazioni dove vi è una sostanziale parità di iscritti.
In Paesi come Regno Unito, Spagna, Norvegia, Austria si registra negli ultimi anni una crescita del numero di dentiste: in Germania, oggi, quasi tutti gli studenti in odontoiatria sono donne.
Andando oltre i numeri e analizzando la reale “posizione sociale” delle donne dentista nell’odontoiatria in Europa, la dottoressa Barac ci dice che non ci sono differenze sostanziali tra le branche dell’odontoiatria esercitate rispetto a colleghi maschi. Le differenze più marcate riguardano le modalità dell’esercizio della professione, prevalentemente part-time e come dipendente, e i ruoli dirigenziali affidati alle donne: solo il 24% delle donne ricopre infatti ruoli decisionali.
“Principalmente - motiva la dottoressa Barac - i problemi sono causati dalla difficoltà della donna di gestire contemporaneamente la famiglia e la propria vita professionale. Dal punto di vista delle pari opportunità, la posizione del dentista donna in Europa è soddisfacente; i problemi si riscontrano nella formazione post-laurea (diplomi di specialità o master) dove le donne faticano a conciliare lavoro, studio e famiglia.”
Ma per capire veramente l’essere dentista donna, nelle pagine seguenti, abbiamo chiesto un parere a una libera professionista mamma, a una ricercatrice universitaria e a tre studentesse.

GdO 2009; 8

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