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29 Gennaio 2015

La salute orale degli italiani peggiora. Farronato (SIDO), per invertire la tendenza necessario puntare sulla cultura della prevenzione e la ricerca


Tra le conferme di come il problema della salute orale debba essere un tema di salute pubblica i dati di una indagine condotta da SIDO (Società Italiana di Ortodonzia, in collaborazione con Colgate) che ha cercato di rilevare quanti Italiani soffrono di carie. Ricerca effettuata su di un campione di 1269 persone che si sono sottoposte ad una visita ortodontica gratuita durante il Mese della Salute Orale 2013 che indica in quasi la metà (617) dei cittadini quelli con carie, con leggera prevalenza dei maschi sulle femmine (55%) e degli abitanti del Sud (51%) rispetto al Nord (40%).

La correlazione con il livello di igiene orale dimostra come, peggiorando le condizioni della salute orale, aumenti la presenza di carie: sul totale dei soggetti esaminati, il 77% con cattiva igiene orale presentava carie mentre la percentuale scendeva al 34% nei soggetti con buona igiene. I dati dimostrano come il problema della carie sia tornato purtroppo di attualità, costituendo un problema di salute pubblica.

Un fenomeno carioso che ritorna ad interessare gli italiani come in tutta Europa, dopo anni di dati incoraggianti, "per svariati fattori non ultimi la crisi in atto e i sopraggiunti fenomeni dovuti ai flussi migratori, che determinano la continua variazione dei dati socio-economici a cui segue quella dei dati socio-sanitari con evidente riscontro anche di quelli in ambito odontoiatrico", motiva il prof. Giampietro Farronato (nella foto), presidente SIDO.

E oltre alla carie c'è il crescere delle malattie paradontali.

Per tornare ad invertire la tendenza, spiega il prof. Farronato, "occorre tornare a lavorare su entrambe le patologie, con particolare riguardo alla carie iniziando dai bambini. Come rilevano i dati statistici l'82% delle famiglie italiane acquista dentifricio 6 volte l'anno e il 67% compera spazzolini da denti 3 volte l'anno. Urge coinvolgere il 18% dei nuclei familiari che non fanno uso di dentifricio e il 33% di coloro che non includono nel carrello della spesa lo spazzolino. Dobbiamo raggiungere l'obiettivo di far compiere ai ragazzi i 20 anni di età senza che abbiano sperimentato la carie. Un obiettivo con doppia valenza: da un lato avere una bocca sana e, dall'altro, ottenere un notevole risparmio dei costi del Servizio Sanitario nazionale, risparmio ancora più indispensabile alla luce di una crisi che si prolunga nel tempo".
L'educazione alla prevenzione e la ricerca sono alcuni degli strumenti che il presidente SIDO indica come prioritari per migliorare la salute orale degli italiani.

"Ai fini sia della prevenzione che dell'educazione è indispensabile cercare ogni opportunità di coinvolgimento della popolazione su questi concetti tramite consulenze gratuite, l'impiego di test semplici ed immediati che consentano di valutare la saliva, vero e proprio laboratorio chimico, la cui natura e formazione sono sconosciute al grande pubblico. Per non sottovalutare l'industria che ha un ruolo fondamentale quando promuove ricerca vera".

 
 

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