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27 Marzo 2010

Gli italiani vanno poco negli studi dei dentisti


Anche in tema di cure odontoiatriche l’Ita­lia si conferma un paese a più velocità, ma il fenomeno comune a tutto il territorio nazionale è che i cittadini vanno poco dal dentista. A evidenziarlo il Rapporto Osservasalute 2009, che, come ogni anno, ha scattato una fotografia dello stato di salute degli italiani e della qualità dei servizi erogati dai sistemi sanitari regionali e che, per la prima volta, ha dedicato un capitolo al settore. “Sotto il peso della scarsa disponibilità economica si spegne il sorriso dei cittadini - è la denuncia del Rapporto, presentato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - il ricorso alle cure odontoiatriche è stato un lusso che solo poco più di una famiglia su tre si è potuto permettere”.
A rivolgersi a un dentista nell’arco di un anno è stato infatti solo il 39,7% degli italiani e di questi l’86% ha scelto un libero professionista. “Il mancato ricorso alle cure - si legge ancora nel Rapporto - può essere imputabile a una molteplicità di cause, tra le quali l’assenza di patologie che richiedono trattamenti sanitari specifici, la mancata percezione di tale necessità e, infine, la difficoltà ad accedere ai servizi sanitari stessi. Questa, a sua volta, può essere dovuta non solo a motivi logistici (servizi sanitari non distribuiti capillarmente sul territorio), ma anche alla mancanza di risorse economiche adeguate”. Un dato correlato soprattutto al fatto che, a differenza delle altre prestazioni sanitarie, quelle legate alla salute orale sono per lo più a carico dei cittadini.
La situazione si fa ancora più pesante nelle fasce più deboli della popolazione, e in particolare tra gli anziani. Il ricorso alle cure varia infatti in maniera significativa in base all’età e allo status socio-economico: tra gli ultrasessantacinquenni e tra le persone con basso titolo di studio si osservano le percentuali meno alte di visite e cure dentistiche, pari rispettivamente al 26,6% e al 26,4%. Un’altra variabile che condiziona il ricorso all’odontoiatra è la provenienza geografica. I residenti nella provincia di Bolzano sono i più assidui frequentatori degli studi dentistici (54,4%). Record negativo invece per la Campania, dove nell’ultimo anno si è fatto curare i denti il 26% dei cittadini. In generale, in tutto il Mezzogiorno la quota di quanti si sono occupati della salute orale è inferiore al valore medio nazionale.
Una conseguenza di questa situazione è visibile anche dal livello di edentulismo non curato dei pazienti del Mezzogiorno, dove il numero complessivo di denti mancanti che non vengono sostituiti è molto più elevato che nel resto d’Italia. Circa il 20% degli ultrasettantacinquenni, per esempio, ha meno di 21 denti, contro il 7,1% del Nord e l’8,4% del Centro. Per gli anziani tra i 65 e i 74 anni, il numero di persone con meno di 21 denti nel Sud e nelle Isole è del 9,5% contro il 4,2% del Nord. Sul fronte della promozione della salute il Rapporto rileva come ci sia una volontà da parte delle istituzioni di porre rimedio: il testo fa riferimento in particolare all’accordo tra il Ministero e le associazioni di settore, al censimento delle strutture pubbliche e alle iniziative volte allo studio di campagne di promozione della salute orale.

GdO 2010; 5

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