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15 Marzo 2020

In attesa ritorni, presto, un lunedì normale; preferisco riassumere

di Norberto Maccagno


Nella prima domenica che di fatto non c’è, o che è come tutti gli altri ultimi giorni appena trascorsi consapevolmente e prudentemente a casa, mi sembrava fuori luogo scrivere il solito DiDomenica. Perché di normale in questo periodo non c’è nulla, e non vediamo l’ora che arrivi presto e di nuovo, un normale lunedì.
Forse chi dal punto di vista professionale sente, meno, la non normalità della situazione siamo noi giornalisti. Per fare il nostro lavoro basta un computer, una connessione ad Internet ed un telefono. 

Per noi di settore, sono però cambiati i ritmi. Rispetto alla normalità, già da qualche settimana, fin dai primi giorni di crisi in Lombardia, passiamo le sere, le domeniche davanti al computer e al telefono per cercare di capire, farci dare le risposte che vi servono, per poi raccontarvi quasi in tempo reale le novità. E credo che state parrezzando il lavoro che facciamo, visti anche i dati delle visite ad Odontoiatria33, nonostante il servizio di newsletter ogni tanto sia andato in tilt.  

E voglio ancora ringraziare per la disponibilità e pazienza che i presidenti CAO, i dirigenti dei Sindacati e delle Associazioni del settore, i loro consulenti, gli esperti ci hanno e ci continueranno ad aiutare a capire. Spero, anche, che voi lettori abbiate apprezzato la decisione del nostro Editore di non riservare la lettura degli articoli che riguardano l’emergenza coronavirus ai soli abbonati. Poi, anche se gli articoli sono fruibili da tutti, se volete sostenere il nostro lavoro, ve ne saremo grati.  

Quindi, nel DiDomenica, di oggi cercherò sintetizzare la settimana appena finita attraverso le notizie pubblicate, sperando che già da domani possiamo cominciare a riperdere a dare, giusto per avere un senso di normalità, anche le “solite notizie” e non solo quelle legate al coronavirus, verso le quali continueremo a mantenere alta la nostra attenzione e dare priorità.


La (consapevole) autodeterminazione del settore 

E’ decisamente uno dei pochi aspetti positivi di questa crisi. Non sono dovute intervenire norme specifiche per limitare la professione odontoiatrica, peraltro difficili da scrivere.

Non c’è stato uno stop per decreto alle vostre attività, che non poteva neppure arrivare fornendo, voi, un servizio essenziale che non solo cura le persone, ma permette ai cittadini di non rivolgersi al Servizio pubblico, che di cose da fare ne ha già molte. 

Decidendo di ridurre l’attività alle sole emergenze, la professione si è autoresponsabilizzata, autodeterminata, certo seguendo le indicazioni di Ordine e CAO -provinciali e nazionale- pensando, anche, a tutelare la salute di chi negli studi lavora. Ma si è anche responsabilizzata nel continuare a voler assistere i pazienti che hanno necessità, nonostante il timore di contrarre il virus sia comunque alto. 

E per professione intendo tutto il Team odontoiatrico, ASO incluse che nonostante i DPI che si faticano a trovare, i disagi, le paure, continuano ad assistere gli odontoiatri. 

Tra i tanti consigli ed indicazioni che abbiamo riportato, cito quelli della CAO e della SIdP. 


Ammortizzatori sociali 

Ora gli studi si interrogano su come i propri collaboratori ed i mancati incassi dello studio. Come abbiamo più volte sottolineato, gli ammortizzatori sociali ad oggi disponibili non interessano la maggior parte degli studi odontoiatrici. Neppure lo strumento recentemente approvato e fortemente voluto da Confprofessioni, che interessa i dipendenti degli studi odontoiatrici istituendo una sorta di cassa integrazione, taglia fuori il 70% degli studi, quelli con meno di tre dipendenti. Tra gli interventi a sostegno dei professionisti da ricordare quelli attivati da Ebipro.

Vedremo se le manovre annunciate dal Governo e che saranno emanate (questo DiDomenica è stato chiuso sabato 14 marzo alle 19), daranno aiuti anche i piccoli studi odontoiatrici, quelli che da questa situazione sembrano trovarsi più da soli. 

In un approfondimento pubblicato venerdì 13, abbiamo cercato di fare il punto di quanto, ad oggi, è possibile attivare per non fare mancare lo stipendio ai propri dipendenti. E la bozza di accordo firmato da SIASO va in questo senso: concordare con il proprio datore di lavoro la fruizione delle ferie ed utilizzare, se serve, anche quelle del prossimo anno. In attesa di nuove norme che possano risolvere, in altro modo, la situazione. 


Aiuti per i professionisti 

Se in difficoltà potrebbero essere i dipendenti dei piccoli studi, altrettanto rischiano i titolari. Anche per loro vedremo cosa uscirà del corposo, si parla di oltre 120 pagine, Decreto a sostengo dell’emergenza coronavirus. 

Tra queste la deroga ai pagamenti delle scadenze previste per domani, dall’Iva all’Irpef ed altro. Certo, come sembra accade oramai per queste proroghe, aspettare ad ufficializzarle poche ora prima, in un momento dove gli studi dei commercialisti sono chiusi o a ranghi ridotti, quindi con gli F24 già programmati, si poteva ufficializzare prima, considerando che nei giorni scorsi il Governo ha emanato più di un Dpcm. 

Intanto ENPAM ha varato le misure annunciate posticipato le rate dei contribuiti previdenziali e stanziato una diaria per medici e dentisti in quarantena. Per il resto, ricorda il presidente Oliveti, si dovrà aspettare le decisioni del Governo ed in particolare dei Ministeri che controllano l’attività dell’Ente di previdenza di medici e dentisti. Anche SaluteMia ha attivato strumenti dedicati agli assicurati.

Vedremo quali saranno le novità, che vi racconteremo. 

Un ultimo pensiero, spero non lo leggiate come retorico, a chi vorrebbe stare volentieri a casa ma è costretto a lavorare per curarci, per garantire i servizi essenziali che ci servono per mangiare, eventualmente spostarci, garantire la nostra sicurezza, nonostante tutto.

 
 

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