HOME - Di... Sera
 
 
10 Maggio 2020

Concentrarsi sulla ripartenza, per incupirsi ci sarà tempo

di Norberto Maccagno


La settimana della ripresa, con prudenza, è stata quella delle anticipazioni della stampa delle tanto attese indicazioni ministeriali sulle procedure che gli studi odontoiatrici dovranno adottare in questa Fase 2.
Indicazioni invocate fin da quell’8 marzo quando il presidente Conte decretò il lockdown in tutta Italia ed i dentisti dovettero imparare a gestire le emergenze in sicurezza. Ma per certi versi già anticipate a fine febbraio, dalla CAO Nazionale, dalla Federazione delle CAO lombarde e via via da società scientifiche, associazioni, sindacati appena l’emergenza era scattata in alcune provincie del Nord. 

Così come capita per un film o un libro atteso, di cui ne senti tanto parlare, leggi recensioni, ascolti commenti ed anticipazioni, e quando hai modo di vederlo o leggerlo pensi: tutto qua? Non perché non sia all’altezza, ma perché nel frattempo sapevi già tutto, ti sei perso la sorpresa. 

E così è capitato anche per le indicazioni ministeriali che gli studi odontoiatrici dovranno seguire in questa Fase 2 dell’emergenza coronavirus, molti i commenti alla bozza del documento hanno sottolineato: “ma cosa che c’è di nuovo?”.
Mettete pure che io ho vissuto la nascita di queste indicazioni cliniche attraverso le anticipazioni, indiscrezioni che ricevevo chiedendomi la riservatezza, o che pubblicamente alcuni dei componenti dei tavoli che hanno contribuito a stilarle hanno anticipato nei tanti eventi online organizzati, e quindi nel leggerle non mi hanno trovato sorpreso. Ma chi le ha trovate “scontate” chiedo: ma cosa vi aspettavate? 

Quali indicazioni diverse da quelle che nelle settimane precedenti erano state indicate come utili per prevenire il contagio, avrebbero potuto essere inserite?


 Lo aveva chiaramente spiegato il prof. Enrico Gherlone ad Odontoiatria33, le indicazioni non fanno altro che indicare le procedure validate scientificamente per prevenire il contagio da coronavirus per il Team odontoiatrico ed in pazienti.

Certo, magari per certe operazioni con meno aerosol si poteva sperare di utilizzare procedure meno dispendiose di tempo o DPI, ma alla fine non sarebbe stato tanto diverso, e la sicurezza sarebbe stata adeguata? E se invece pretendete di più, nessuno impedisce di farlo. Mi direte allora che le aspettavate -anzi le aspettate visto che il documento ufficiale mentre scrivo questo DiDomenica non è ancora stato ufficializzato- per capire quali erano le indicazioni da rispettare per non incorrere in rischi medico legali, anche in tema di sicurezza sul lavoro. 

Giusto, lo ha spiegato in settimana in modo chiaro su Odontoiatria33 l’avvocato Maria Maddalena Giungato parlando delle responsabilità del datore di lavoro: se si rispettano le indicazioni difficilmente, anche in caso di contagio, qualcuno potrà rivalersi. Cose diversa se le indicazioni non fossero state emanate.

Ma basta questo per giustificare questa attesa? 

Credo di no. Ho l’impressione che l’attesa per queste indicazioni siano state vissute come “una scusa” per ritardare l’apertura, per meglio capire il rischio e forse anche prendere tempo per cercare di abituarsi alla paura. Non che prima il rischio contagio in studio fosse nullo, però tutti i dati sui morti, questa epidemia amplificata e spesso trasformata dai media in un “grande fratello sanitario”, ha forse preso alla sprovvista anche chi, con il rischio infezioni, dovrebbe essere abituato a convivere: voi medici.  

Grande fratello mediatico che ci ha anche aiutato a capire la reale gravità della situazione rendendoci, tutti noi cittadini, più responsabili.  

Michele Cassetta, ieri, in un interessante evento on-line organizzato dall’Ordine di Bari ha informato come nel 1968 una pandemia partita, anche quella volta dall’Asia, fece in Italia 20mila morti, pandemia di cui, ha ricordato Michele, sembra non ricordarsene nessuno. Ma al tempo non c’erano le conferenze stampa giornaliere della Protezione Civile con “il contatore” dei morti in tempo reale. 

Tornando alle indicazioni ministeriali, certo che oggi più che mai è importante capire come interpretare le regole imposte dalle norme e dal virus, ma non per cercare di aggirarle con il nostro solito estro italico nell’interpretarle. 

Non so se è solo una mia impressione. Solitamente quando vengono indicate delle regole tra le prime domande poste si chiede: chi controlla, quali sono le sanzioni?

In questo caso non mi sembra sia successo, perché sapete bene che se tenti di “semplificare”, rischi di ammalarti e di fare ammalare i tuoi collaboratori, i tuoi pazienti e quelli che gli stanno o ti stanno vicino. Quindi credo che già oggi, in attesa della versione ufficialissima, si possa archiviare la questione indicazioni ministeriali: saranno quelle 66 pagine anticipate, con qualche minima integrazione che non andrà a modificare o stravolgere la regola, ma solo a chiarirla meglio. 

Ora viene però il difficile: adattare le procedure previste alla “vita” di tutti giorni del vostro studio.

Vedendola con occhio burocratico, la prima operazione da fare sarebbe quella di modificare il vostro Dvr a quanto indicato. In tempi passati vi sareste collegati al sito della vostra associazione di riferimento, avreste scaricato i fac-simile messi a disposizione, compilato con dati del vostro studio, stampato, fatto firmare ai collaboratori e riposto in un cassetto. Con molta probabilità senza quasi neppure leggerlo. 

Me quella era un’altra era. Il Dvr -ovvero il manuale in cui avete raccontato l’organizzazione del vostro studio dal punto di vista della sicurezza sul lavoro-  precedentemente considerato come inutile documento burocratico creato solo per questioni legali viene oggi considerato dal titolare di studio un utile percorso per studiare come riuscire a tornare a lavorare senza rischiare di ammalarsi e fare ammalare. Quindi non sottovaluterei i consigli che Sindacati e CAO hanno dato in questi giorni: studiate il documento ministeriale (o i Dvr messi a disposizione dalle Associazioni che si dovrebbero basare su quel documento a cui hanno contributito ad elaborare) ed adattatelo alle vostre singole realtà e quando siete in dubbio, seguite il buon senso.

Uno studio con pochi pazienti da gestire in un giorno avrà meno difficoltà a garantire distanza sociale e turnazione di pazienti di quanto potrà avere un grosso studio che, peraltro, per coprire le spese ha necessità di fare “girare” molti pazienti. Ma lo studio “grosso” potrà meglio gestire le ore di lavoro ed il personale in più che probabilmente serviranno.  

Ognuno avrà le proprie esigenze e soluzioni. 

Ed è questa la vera sfida verso la quale, oggi, i dentisti italiani sono chiamati a dover gestire: organizzarsi secondo le indicazioni che garantiscano la sicurezza, imparare a seguire i nuovi protocolli, a lavorare “protetti” come un RIS a motivare il paziente. 
Il ritornare all’attività graduale può servire anche a questo, ad abituarsi con calma al nuovo modo di svolgere la vostra professione senza sapere se questo sarà per molto tempo o per pochi mesi. 

Certo, poi, ci sono i problemi immediati, quelli pratici: problemi di DPI che non si trovano e che costano un “botto”, i tempi necessariamente dilungati per trattare e dimettere un paziente che faranno lievitare i costi oltre alla visione incerta del futuro. Ma su questo si può lavorare. Il problema dei DPI è ipotizzabile sia momentaneo, una volta che la produzione si sarà tarata sulle necessità del mercato cominceranno a scendere anche i prezzi ed i magazzini saranno nuovamente pieni. Con il tempo la nuova gestione del paziente diventerà routinaria e il maggior tempo necessario si riuscirà gestire in maniera più “produttiva” di quando sembri ora. L’importante è cominciare a ripartire.

Il tempo per preoccuparsi, purtroppo, arriverà dopo. 

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Alcuni chiarimenti su triage, protezione degli occhi, sostituzione del camice, documentazione cliniche da redigere ed utilizzo della mascherine FFP2


Un vademecum indica le nuove procedure da adottare in studio ed i vari dispositivi da utilizzare nelle aree cliniche ed in quelle comuni


Attesa l’ordinanza del Ministro della Salute in vista della scadenza delle indicazioni sull’utilizzo delle mascherine. Attenzione alle indicazioni riportate sul DVR


 
 

Fino al 30 aprile l’accesso e la permanenza in studio da parte di pazienti e accompagnatori dovrà continuare ad avvenire con le mascherine 


Questi gli interventi per invertire la tendenza. A colloquio con la dott.ssa Angela Galeotti, Responsabile dell’Unità Operativa di Odontostomatologia dell’Ospedale Bambino...


AIO pubblica una guida sulle alle nuove disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2028 in materia di trattamento di fine rapporto, previdenza complementare e trasparenza retributiva


 
 

La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia. Contestati: messaggio promozionale sull'implantologia, l'uso di termini ritenuti fuorvianti e l'omessa comunicazione...


Per l’Agenzia delle Entrate la trasformazione non genera plusvalenze o minusvalenze sui beni che compongono l'organizzazione professionale, inclusi clientela, beni materiali e altri asset...


La gestione dei flussi di cassa è il vero pilastro della stabilità aziendale. L'analisi di Gianpiero Gagliasso evidenzia come il pagamento anticipato non sia un'avidità commerciale, ma una...


 
 

Per il lavoratore significa poter fin da subito maturare interessi, per il datore di lavoro non poter più contare su una forma di autofinanziamento. Ecco i lavoratori interessati...


Questi i componenti che esamineranno i procedimenti pendenti per la professione di Odontoiatra e di Igienista Dentale


Previsto anche l’insegnamento della gerodontologia e collaborazione interprofessionale. Obiettivo: rispondere ai nuovi bisogni assistenziali di una popolazione in progressivo invecchiamento


 
 

Altri Articoli

Shota Musayev ha assistito il comandante aggredito dal copilota durante il volo del 30 settembre. Il presidente israeliano Isaac Herzog lo ha premiato insieme...


Nel Sud-Ovest dell'Inghilterra, un programma del servizio sanitario pubblico per reclutare odontoiatri nelle aree meno servite ha portato all'ingresso di 28...


L'OMS presenta il modulo STEPS aggiornato, che integra un questionario e una breve valutazione clinica per raccogliere dati sulla salute orale nelle indagini sulle malattie croniche.


 
 

Il consigliere regionale Paolo Pagliaro chiede il potenziamento del servizio dell'ospedale Vito Fazzi: segnalate attese di almeno un anno e carenze di...


In occasione dell'aggiornamento dei LEA, l'Associazione Italiana Odontoiatri chiede maggiori tutele per i pazienti fragili, risorse adeguate e collaborazioni...


Dott. Paolo Casentini

Intervista a Paolo Casentini, medico odontoiatra ed esperto di implantologia, che con Matteo Chiapasco firma "Prosthetically Guided Regeneration": un percorso...


 
 

Siglata all’Aran l’ipotesi di contratto per circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, compresi gli odontoiatri dipendenti. Aumento medio a regime di 560 euro lordi al mese,...


Un team con un'eccellenza clinica oggi non basta. Gli studi odontoiatrici che crescono senza dipendere interamente dal titolare hanno investito in qualcosa di più: ...


L’azienda contesta le informazioni sui coloranti del dentifricio per bambini riportate da Il Salvagente: secondo Sunstar il prodotto contiene come unico colorante il CI 73360, ammesso nei...


 
 

Secondo un rapporto di mercato, il settore passerà da 12,79 a 17,67 miliardi di dollari entro il 2031, trainato da invecchiamento della popolazione, edentulia, domanda estetica e flussi digitali....


I presidenti provinciali di ANDI e AIO Ferrara ricordano ai colleghi che le radiografie, dalle endorali alle CBCT, vanno consegnate al paziente che le richiede, in un formato leggibile e con la prima...


Un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità su 2.149 operatori di 14 strutture rileva episodi frequenti di violenza verbale, spesso da parte dei familiari dei pazienti. Il presidente FNOMCeO...


 
 

Con l’ordinanza n. 26091 del 2 ottobre 2026 la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un odontoiatra condannato per errori endodontici e protesici. Le raccomandazioni cliniche orientano il...


Il DPCM del 7 agosto 2026 aggiunge circa 800 prestazioni ai Livelli Essenziali di Assistenza, ma lascia invariati i criteri di accesso alle cure odontoiatriche pubbliche. Il presidente ANDI, Corrado...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Annuncio in Evidenza


28 Settembre 2026
Vendesi in Milano muri di unità immobiliare ad uso ufficio/studio professionale/studio dentistico di circa 82mq (categoria catastale a 10)

Vendesi in Milano muri di unità immobiliare relativa a luminoso ufficio/studio professionale (utilizzato da circa trent'anni come studio dentistico e quindi già dotato dei relativi impianti idraulici ed elettrico con progetto) di circa 82 mq (categoria A10) più ampio balcone e cantina. Lo studio è situato al 2° piano di uno stabile signorile sito in area pedonale porticata con molteplici attività commerciali nella zona residenziale Lorenteggio/Tolstoj, a pochi metri dalla fermata Tolstoj della Metro 4 e dalla fermata autobus 58. Lo studio si compone di un'area reception all'ingresso, corridoio con ampio armadio, 3 locali uso ufficio (di cui uno adibibile a sala d'aspetto), 2 locali archivio (di cui uno già predisposto con piombatura sui muri per l'inserimento di Ortopanoramico/TCCB), 2 bagni indipendenti ed 1 ripostiglio/locale sterilizzazione ed è dotato di climatizzazione centralizzata a pompa di calore caldo/freddo. Servizio condominiale di portineria e di videosorveglianza. Disponibilità di posto auto comune condominiale per carico/scarico. PER INFORMAZIONI (no agenzie): vmpalombo@libero.it - 3496923067
PLANIMETRIA: in allegato

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi