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19 Luglio 2020

Abbattere i luoghi comuni e rassicurare il paziente è di “rigore”

di Norberto Maccagno


Affrontare l’Atalanta è come andare dal dentista, si soffre sempre”. A dirlo è stato, nel novembre scorso, Pep Guardiola allenatore del Manchester City dopo aver pareggiato contro l’Atalanta in Champions.
E da allora tutte le volte che l’Atalanta gioca una partita contro un avversario importante, i giornalisti riprendono la citazione. Nel pre partita di qualche giorno fa di Juve - Atalanta è stato addirittura l’allenatore bianconero Maurizio Sarri a citare il collega ribadendo che incontrare l’Atalanta è, “come andare dal dentista: ne puoi uscire anche bene, ma il dolore lo senti".  

Cosa c’entra l’Atalanta con i miei scritti domenicali?  

Non molto, se non che ogni volta che la stampa parla dell’Atalanta in versione “dentista”, gli strumenti informatici che mi permettono di raccogliere articoli ed informazioni sul mondo odontoiatrico, e che funzionano per parole chiave, si riempiono di ritagli calcisitici.
Essendo poi Juventino, e visto quanto gioca bene l’Atalanta, oltre al disagio di dover cancellare centinaia di messaggi, sale anche l’invidia sportiva.  

Gestito da tifoso il pericolo Atalanta con un non meritato pareggio, il continuo leggere dell’assunto -dentista uguale dolore- mi ha portato ad incuriosirmi sul tema: ma ancora oggi i pazienti hanno paura di sentire male quando vanno dal dentista?  

Ho posto la domanda alla dott.ssa Lara Figini, odontoiatra, ricercatrice, uno dei migliori ed attenti collaboratori che si occupano di raccontare a voi lettori le notizie internazionali clinico scientifiche, chiedendole di cercare quali dati ci fossero in letteratura sull’argomento.  

Il lavoro di Lara lo abbiamo pubblicato a questo link, una ricerca italiana che indica come scoprire e cercare di fare superare l’odontofobia ai propri pazienti. In realtà, mi diceva Lara, non sono molte le ricerche che recentemente hanno indagato se è aumentata o diminuita la paura del dentista da parte dei cittadini.  

Ed è curioso, visto che i dati sembrano importanti.  

Secondo quanto riportato nel lavoro scientifico considerato, l’OMS indica nel 15-20% i pazienti che soffrono di odontofobia. Secondo una ricerca condotta dal Censis e presentata al Workshop ANDI di economia odontoiatrica di Cernobbio nel 2018, circa l'80% dei nostri connazionali ha dichiarato di aver paura del dentista, il 20% ne è addirittura terrorizzato, al punto da arrivare ad attacchi di panico e ansia.  

Certo, il dentista ha tutte le potenzialità per “fare male”: lo ricordano i film “de paura”, spesso il cinema quando si tratta di torture propone il cattivo con in mano una tenaglia che si avventa sulla dentatura del buono. Purtroppo, non solo il cinema, è di questi giorni la notizia della scoperta in Olanda di una serie di container utilizzati dalla criminalità locale come stanze per la tortura munite di riunito odontoiatrico.  

Poi a rinnovare questa paura atavica ci si mettono i luoghi comuni; la dichiarazione di Guardiola ne è un esempio, ma anche le minacce dei genitori del tipo: se non fai questo o quello ti porto dal dentista.  

Siete proprio voi a spiegarmi che con le attuali tecnologie, i famarci, le tecniche, sentire dolore durante un intervento odontoiatrico, anche il più complesso, è raro, che considerare l’intervento del dentista doloroso forse è eccessivo, certamente non è piacevole come per molte cure mediche, ma esserne terrorizzati sembrerebbe fuori luogo.  

Negli ultimi anni è stato molto intenso e proficuo il lavoro di associazioni e società scientifiche per sensibilizzare i cittadini verso la prevenzione, verso l’attenzione a malattie importanti come il tumore del cavo orale, la correlazione tra salute generale e salute orale.  

Se i dati dell’OMS o del Censis sono veri, e perché non devono esserlo, allora pensare che il 10-20% di italiani può rinunciare ad andare dal dentista perché teme di sentire dolore, è un fattore da non sottovalutare.  

Allora perché non pensare di parlare oltre che di cure e prevenzione, anche di come oggi i dispositivi a disposizione degli odontoiatri e le tecniche permettono di eseguire interventi altamente invasivi senza problemi, figuriamoci quelli più banali tra i quali rientrano anche le estrazioni dentali.

Non potrebbe aiutare?

Perché non pensare, visto che l’OMS ricorda che l’odontofobia è classificata come malattia, delle attività in collaborazione con degli psicologi per cercare di curarla, magari all’interno dei singoli studi odontoiatrici? Così come viene fatto per chi ha paura di volare.  

Alla fine, anche il calcio ci ha insegnato che per evitare il dolore del "dentista Atalanta" basta un piccolo rimedio, che per il paziente si chiama serenità, fiducia e quando serve una piccola dose di anestesia, mentre per la Juve: due rigori.      

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