La "malattia dentale" rimane la malattia cronica più diffusa sia nei bambini che negli adulti.
La prevenzione è considerata l'arma principale in quanto impedisce che la patologia insorga e prenda piede. In odontoiatria la prevenzione consiste nell'istruire il paziente a mantenere una idonea igiene orale domiciliare e a sottoporsi a controlli regolari dal dentista, nell'usare dentifrici che contengono fluoruro, nell'adottare una corretta dieta povera di zuccheri etc.
Le raccomandazioni dell'American Dental Association (ADA) sono di spazzolare i denti per un minimo di 2 minuti, 2/3 volte al giorno o comunque dopo ogni pasto, utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno e per i pazienti con malattia parodontale utilizzare anche lo scovolino almeno una volta al giorno. A seconda delle esigenze specifiche del paziente il dentista può raccomandare un certo tipo di dentifricio, come per esempio per i denti sensibili o al fluoro per coloro che hanno un elevato rischio di sviluppo di carie.
Tuttavia, per il paziente senza particolari problematiche dentali e parodontali qual è il dentifricio più efficace che il dentista può consigliare per la pratica quotidiana di igiene orale?
Su questa tematica la letteratura non è chiara ma una risposta ci è data da Jada di novembre 2017 ove è stata condotta una revisione delle pubblicazioni presenti in letteratura a breve e lungo termine sui dentifrici in commercio, analizzandone anche i loro componenti. La conclusione di questa revisione è stata che i dentifrici a base di bicarbonato di sodio si sono dimostrati molto efficaci contro la placca batterica e il biofilm limitando carie e gengiviti sia a breve che lungo termine, garantendo biocompatibilità anche con gli altri ingredienti solitamente presenti nei dentifrici, come il fluoro. Il suo meccanismo doppio di azione, sia meccanico che biologico, lo rende superiore ad altri componenti abrasivi che esplicano un'azione puramente meccanica. Le caratteristiche innate del bicarbonato di sodio includono la sua non nocività, il che significa che è sicuro se ingerito e sicuro nell'ambiente orale, ha bassa abrasività, basso costo, ed è compatibile con il fluoruro di sodio.
Secondo l'articolo pubblicato su Jada i dentifrici contenenti bicarbonato di sodio e fluoruro sono buoni candidati per essere considerati i dentifrici idonei da consigliare ai pazienti standard senza particolari problematiche dento/gengivali.
Primariamente il bicarbonato di sodio conferisce un'efficacia meccanica nella rimozione della placca batterica. In uno studio di Thong del 2011 si è constatata una maggior efficacia meccanica nella rimozione della placca nei dentifrici contenenti bicarbonato di sodio rispetto ai dentifrici privi di quest'ultimo.
Inoltre in questo studio si è potuto stabilire che questo beneficio era garantito anche nei siti orali meno accessibili.
Oltre all'azione meccanica il bicarbonato di sodio possiede un'azione chimica/biologica data dalla sua basicità che fa da tampone all'acidità presente nel cavo orale. E' noto che il pH critico dello smalto è di 5,1-5,5; quando il pH della cavità orale scende sotto questo pH critico lo smalto dentale inizia a demineralizzarsi. Dopo l'ingestione di cibi ricchi di carboidrati il pH scende rapidamente a 4,5/5 (comunque sotto il pH critico) e generalmente sono richieste 1-2 ore per ritornare al pH normale. Il bicarbonato di sodio con la sua basicità è in grado di tamponare velocemente l'acidità post-prandiale (se usato subito dopo pasto) riportando il pH orale nella normalità in breve tempo, diminuendo così il rischio di carie (Dawes 1996).
Un'altra proprietà biologica del bicarbonato di sodio è l'azione antimicrobica.
Drake e coll. hanno confrontato l'attività antimicrobica di un dentifricio contenente bicarbonato e 2 dentifrici fluorati privi di bicarbonato di sodio (Colgate- Pamolive e Crest, Procter & Gamble), e il calcolo del dosaggio batterico ha rivelato che lo Streptococcus mutans è più sensibile ai dentifrici al bicarbonato rispetto ai dentifrici fluorati non contenenti bicarbonato. L'attività battericida del bicarbonato va da 75 micromolare per litro a più di 10 millimolare per L per i batteri facoltativi gram-negativi riscontrati nel biofilm della placca dentale come Actinobacillus actinomycetemcomitans, Haemophilus aphrophilus, Eikenella corrodens e Capnocytophaga gingivalis. È stato anche scoperto che la combinazione di perossido di idrogeno e bicarbonato potenzia notevolmente l'effetto battericida. Altri studi di letteratura sperimentali hanno evidenziato che soluzioni concentrate di bicarbonato sono in grado di immobilizzare le spiroche e altri anaerobi presenti nelle tasche parodontali.
A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33
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