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12 Febbraio 2013

Alitosi: il collutorio non è «la» soluzione

Per eliminare l'alitosi resta necessario associare pulizia meccanica e chimica

di Cosma Capobianco


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Alla prova dell'alitosi, i collutori promossi a pieni voti sono quelli contenenti la ultracinquantenne clorexidina, seguiti da quelli con la combinazione zinco-cloruro di cetilpiridinio. Ma per quanto riguarda la patina linguale è bocciatura di massa: nessun collutorio si dimostra scientificamente efficace.

A scrivere l'impietoso giudizio è D. Richards, autore di una rassegna della letteratura pubblicata pochi mesi fa dalla rivista Evidence Based Dentistry. Arrivando a colpire anche la metà dei campioni di popolazione studiati, l'alitosi continua a rimanere un problema molto diffuso che non sempre viene avvertito dai pazienti. Nonostante alcune idee rimangano tenacemente incollate all'opinione pubblica, la soluzione definitiva è, quasi sempre, la buona igiene orale: si calcola, infatti, che le cause extra-orali siano coinvolte a malapena nel 10% dei casi.
Richards ha passato al vaglio tutti gli studi clinici di tipo randomizzato (cioè con selezione casuale dei soggetti) in cui sono stati misurati parametri oggettivi, come i malfamati composti volatili solforosi (principalmente idrogeno solforato e metilmercaptani) e l'estensione della patina linguale. Purtroppo, solo 12 ricerche su più di 300 superavano i requisiti di affidabilità imposti da questo tipo di analisi (e non si capisce perché tali requisiti non vengano adottati da tutte le riviste mediche, considerando anche che l'alitosi è oggetto di studio oramai trentennali). 

Come si è detto, anche se quasi tutti i collutori si dimostrano attivi contro l'alitosi non solo a breve ma pure a lungo termine, la patina linguale resta per loro un ostacolo insormontabile, il che, a dire la verità, non è una grande rivelazione. Per pulire efficacemente questa superficie, dove si annidano i batteri poco predisposti alle relazioni sociali (in primo luogo, quelli responsabili delle parodontopatie come Porphyromonas gingivalis e Prevotella intermedia), è necessario usare gli appositi spazzolini. La superficie linguale, infatti, sia quella posteriore con le sue cripte sia quella anteriore con le papille filiformi, è il terreno ideale per le specie che si nutrono di quanto resta del cibo masticato: ecco perché si ritiene che l'importanza della pulizia non stia tanto nell'asportare i batteri quanto nel rimuovere il substrato di cui si nutrono.

 
 

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